Febbraio

Febbraio, che quest’anno ci regala un giorno, andava celebrato. Per farlo ho scelto una poesia del  poeta e ingegnere Leonardo Sinisgalli, personaggio che mi ha sempre molto affascinato per la sua volontà di  conciliare scienza e umanesimo. La rivista “La civiltà delle macchine” ,  da lui inventata per Finmeccanica nel ’53 e diretta fino al ’58 (32 numeri),  è forse l’ esempio più eclatante di questo suo impegno.

Febbraio dolce e amaro

Mi capita di guardare il cielo

di queste notti e le stelle più chiare

perché son distratto.

Fra due macchie fulminea

si apre una crepa di beatitudine.

La natura si rivela più forte

della vita e dei pensieri

e di tutte le nostre invenzioni.

Ci ammonisce con la ferrea

tensione del sereno

con la sua omogeneità senza uno strappo.

Leonardo Sinisgalli

                                                                           Da la “Vigna vecchia” 1946 1950

arte fiera

Le immagini, che seguono le parole del poeta, le ho rubate  tra gli stand di “Arte e Fiera 2016”. Anche quest’anno, infatti, ho voluto tuffarmi per alcune ore in quel mondo particolare fatto da artisti, galleristi, critici e compratori. La mia non appartenenza ad alcuna di queste categorie era arte fieraevidente:  abbigliamento  banale, pettinatura da dimenticare, insomma segni particolari zero ( se vogliamo sorvolare su una sorta di sfregio lasciatomi nell’intorno del naso da un dannatissimo raffreddore). Tutte le categorie sopraccitate, comunque, godono della mia più indiscussa ammirazione anche per quel tocco di eccentricità che le caratterizza. Una cosa che mi affascina di “Arte e fiera” è proprio il pubblico, in gran parte speciale.

Mi piace poi moltissimo, trovarmi faccia a faccia con opere di grandi autori, quelli stessi che si trovano nei musei, solo che qui si possono vedere da vicino, toccare, annusare e, trascinati dall’entusiasmo, se ne può chiedere anche il prezzo. La risposta, nel mio caso,

" Nana" Niki de Sainphalle

” Nana”
Niki de Sainphalle

lascia un ché di amaro e la certezza che dei miei artisti preferiti, come  la scultrice Niki de Saintphalle, non potrò mai permettermi neppure un multiplo di 20 cm!

Quello che invece da qualche anno mi delude un po’, è non trovare opere di autori non ancora affermati, che mi emozionino o mi stupiscano. No, non è del tutto vero. Spesso cerco nell’arte un po’ di scienza e quindi mi ha molto stupito un artista che ha  fatto di Φ, rapporto aureo, il soggetto principale di una serie di sue opere o Emmanuele De Ruvo, che avevo notato arte fieraanche l’anno scorso, che ha  come soggetti delle sue opere, π, formule matematiche o … beute .  Ci sono anche  molte opere curiose e interessanti, con una forte base tecnologica. Eppure …

arte fiera

Emmanuele De Ruvo

Probabilmente non è così facile stupire di questi tempi. Probabilmente stupire è diventata prerogativa più della politica che dell’arte.

L’impressione è che neppure gli artisti sappiano più cogliere l’essenza del momento in cui viviamo, che non ci sia confronto fra di loro e che il loro lavoro, anche bello e interessante, abbia il respiro breve dell’individuo e non il soffio eterno dell’Uomo.

 

Pubblicato in approfondimenti, arte e chimica | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Addio David

 

david bowie

Pubblicato in approfondimenti, chimica per modo di dire | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Oro, incenso e mirra

«Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo”… Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra»
dal vangelo secondo Matteo

Re-magiSolo un Vangelo ne parla, e non per molto, eppure i Magi sono immediatamente entrati nella leggenda.. Non so su quali basi siano stati attribuiti loro il titolo di re, i nomi ( Gaspare, Baldassarre e Melchiorre) né da dove salti fuori il re Mago nero, o quando furono dotati di cammelli, ma sono diverse le cose che mi incuriosiscono di questa storia.
Che fine hanno fatto questi doni? gli scrigni se li sono riportati via i Magi o Maria li ha sempre gelosamente custoditi? Oro in che forma, monete, gioielli, foglietti, gomitoli …? E che cosa è la mirra? Di tutti questi quesiti ho risolto solo l’ultimo, facile.
Su gli altri chiederò a Giacobbo o forse ci scriverò un libro.
Per ora mi limiterò a mettere anche unpodichimica in quegli scrigni.
ORO
La maschera di Tutankhamon, 1300 a.C., è uno dei tanti esempi di come l’oro, fin dal’antichità, sia stato simbolo di potere. E’ stato uno dei primi metalli a essere conosciuto, probabilmente lo si usava fin dal 5000a.C.
Come mai? Non è un metallo raro? A causa della scarsa reattività nei confronti di ossigeno e zolfo e a formare minerali, l’ oro è uno dei pochi elementi che si può trovare allo statonativo, ovvero puro. Hanno questa proprietà anche argento, platino e, elemento

pepita d'oro

Pepita di 21x 9 cm del peso di 1270 g

fondamentale per la nascita della metallurgia, il rame. Le pepite d’oro, anche se probabilmente più frequenti di quanto non lo siano oggi, erano più piccole e più rare di quelle di rame e le caratteristiche del metallo lo rendevano decisamente inadatto alla realizzazione di manufatti quali armi e utensili. ma la sua duttilità e malleabilità unite al fascino di quel colore giallo splendente, che non perdeva mai la sua lucentezza, lo resero insuperabile per gioielli e oggetti di lusso destinati ai potenti della Terra.
Il suo colore ha fatto dell’oro “il metallo del sole” per gli alchimisti e senza dubbio è una delle qualità che lo rendono così affascinante . Ma qual è la ragione di quel giallo? Per scoprirla, bisogna indagare sulla sua struttura atomica.

Au Z=79 significa che ha l’oro ha 79 protoni nel nucleo e 79 elettroni, che sono posti in regioni di spazio chiamate orbitali. Gli orbitali possono avere diverse energie, descritte da un numero e diverse forme, descritte da una lettera. Il colore dei metalli può essere spiegato con le transizioni di elettroni verso orbitali ad energia più alta in seguito all’ assorbimento di radiazioni di particolari lunghezze d’onda.
Nel caso dell’oro la configurazione elettronica è

Au= [Xe]4f145d106s1                                    
gli orbitali interessati sono il 6s e il 5d e (semplificando davvero molto) la differenza d’energia fra questi due orbitali equivale alla radiazione blu. Quindi durante la transizione gli elettroni assorbono la luce blu- violetta e riflettono la luce giallo rossa che i nostri occhi percepiscono come giallo oro.
Il colore è giallo in campioni puri, ma può essere modificato variando le proporzioni dei metalli con il quali l’oro forma leghe. L’oro bianco è costituito dal 90% di oro e 10% di nickel; con argento e rame si possono ottenere numerose colorazioni, dal giallo al bianco, rosso e verde pallido.
L’oro verde è composto al 75% d’oro, al 12,5% d’argento ed al 12,5% di rame.
L’oro giallo è composto al 75% d’oro, al 12-7% d’argento e al 13-18% da rame.
L’oro rosa è normalmente composto dal 75% d’oro, al 6,5-5% d’argento ed al 18,5-20% da rame.
L’oro rosso è composto al 75% d’oro, al 4,5% d’argento ed al 20,5% di rame.[20]
L’oro blu è una lega di oro e di ferro. Un trattamento termico ossida gli atomi di ferro sulla superficie dell’oro, e gli dona la colorazione azzurra.
L’oro bianco da gioielleria è composto al 75% da oro, ed al 25% da nichel, argento o palladio.
L’oro in gioielleria è quasi sempre usato in lega e come unità di misura del contenuto in Au si usa il carato. Perché?
L’uso del carato come unità di misura per la composizione delle leghe preziose prende l’origine dall’usanza dei mercanti mediorientali di utilizzare i semi di carruba come pesi elementari. Ogni baccello di carruba contiene 24 semi, quindi un carato corrisponde ad 1/24 del peso totale della lega. Da qui la denominazione ’24 carati’ per indicare l’oro puro.
Quindi oro a 22 carati giallo scuro indica una lega
Au 917- Ag 32 –Cu 51
Mentre per oro a 18 carati giallo chiaro si intende
Au 750- Ag 160- Cu 90

tabella carati purezza

Tabella carati/ purezza dell’oro.

 

elettro

Elettro ben cristallizzato (Au-31.47 wt % Ag) su quarzo da Verespatak (ora Rosia Montana), Transylvania, Romania. 2.8 x 3.4 cm.

Esistono anche leghe d’oro naturali. L’oro, infatti, si trova nei giacimenti in forma metallica, spesso associato ad un 20-30 % in peso di Ag: questa lega naturale a base di Au e Ag (5-40%) si chiama elettro e fu largamente usata nell’antichità.
L’elettro veniva infatti usato nell’antico Egitto per le guaine delle dita delle mummie reali, oltre che per ricoprire mura e porte dei templi.

 


Un’ altra lega naturale dell’ oro è la tumbaga: lega Au-Ag-Cu (es. 75% Au, 15% Ag, 10%Cu in peso) impiegata soprattutto nel Sud America in età precolombiana.
Oggetti in tumbaga venivano prodotti mediante colata a cera persa, e sulla loro superficie venivano effettuati trattamenti di doratura

tumbaga

Indiani Tairona, tre rane in lega d’oro Tumbaga, Cultura Tairona (1000-1300 d.C.) Colombia, Sud America

Quando molto puro , caratteristiche dell’ oro sono malleabilità e duttilità che consentono rispettivamente di ridurre questo metallo in fogli dello spessore di pochi micron (con 1 g di Au si può fare una lamina di 1 m2 dello spessore di 5.10-2 μm) o di ricavarne fili lunghissimi ( come quello che Federico II promise ai bolognesi in cambio della libertà per il figlio re Enzo : un filo che avrebbe circondato l’intera città di Bologna).
Queste caratteristiche sono legate alla struttura cristallina dell’oro: cubica a facce centrate (cfc) . Oltre al reticolo cfc , caratteristiche dei metalli sono altre due strutture ( modi di disporsi degli atomi nel reticolo cristallino) : cubico a corpo centrato ccc ed esagonale compatta es. I metalli con la struttura cfc sono i più duttili e malleabili.

reticoli metalli

reticoli cristallini dei metalli

Contrariamente a quel che si pensa, l’oro è largamente diffuso nella crosta terrestre, che ne contiene in media 0,005 g/t, ma quasi sempre è disperso in quantità tanto piccole da non renderne possibile una conveniente estrazione: ciò vale anche per l’acqua di mare, che ne contiene 1g ogni 2000 m3.
Un’ ultima curiosità,: l’oro si utilizza anche in cucina, soprattutto abbinato al cioccolato!

INCENSOboswellia-serrata-

acido-boswellico

acido-boswellico

Usato nei riti religiosi fin dall’antichità, è’ una resina di colore giallo pallido che si ottiene da un albero del genere Boswellia. Il 30% di questa resina è formata dall’ acido β- boswellico  

C30 H48 O3. La gran parte di ques’acido volatilizza quando l’incenso viene bruciato. L’aroma però è dovuto alla presenza di altre molecole quali ottanolo e ottil acetato.incenso-2

MIRRAMirra-
Ed ecco la misteriosa mirra, usata dagli egizi per imbalsamare i defunti. Secondo il vangelo di Giovanni mirra e aloe vennero usati per la sepoltura di Gesù e a questo doveva alludere il dono dei Magi.
Anche la mirra è una resina profumata, di colore rosso, ricavata da alberi della specie Commiphora. Il profumo è dovuto alla presenza di molecole della famiglia dei furanosesquiterpeni che compongono il 19% dell’olio essenziale contenuto nella resina .mirra

Forse avrei dovuto parlarvi del carbone, quello che la Befana ha portato o avrebbe dovuto portare, in questa notte  senza stelle, a molti di noi!

Per rimediare  a questa mancanza  vi mando  qui dove, se volete, potrete trovare  la

video-ricetta per produrre carbone dolce … per il prossimo anno.

 

Pubblicato in approfondimenti, chimica, didattica | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Il 7° periodo è completo!

Il 30 dicembre la IUPAC (International Union of Pure and Applied Chemistry) ha annunciato di aver prove sufficienti per proclamare la scoperta di quattro nuovi elementi:
Z=113, Z=115, Z=117, Z=118.
Questa scoperta ha una conseguenza: il completamento del 7° periodo della tavola periodica

Gli scopritori, team di scienziati di Giappone, Russia e Stati Uniti,
saranno ora invitati a suggerire i nomi permanenti e i simboli e precisamente:
elemento 113Elemento 113 (nome temporaneo e il simbolo: ununtrio, Uut)
E’ stato scoperto da un team di ricerca del RIKEN in Giappone. E’ il primo elemento scoperto in Asia. Gli studi riportati in diverse pubblicazioni ed esaminati dalla commissione, vanno dal 2004 al 2012..

Elementi 115, 117, (nomi temporaneo e simboli: Ununpentium, Uup, Ununseptio, Uus


Sono stati scoperti, in collaborazione, da team di scienziati dell’ Istituto per la ricerca nucleare di Dubna, Russia, del Lawrence Livermore National Laboratory, California, USA e dell’ Oak Ridge National Laboratory, Tennessee, USA . La scoperta risale al 2010 con successive conferme nel 2012 e 2013

Elemento 118 Ununoctium, Uuoelemento 118
È stato scoperto in collaborazione, dagli scienziati dell’ istituto per la ricerca nucleare di Dubna, Russia e del Lawrence Livermore National Laboratory, California, USA.. L’annuncio era stato dato nel 2006,

Come si può notare dalle date delle pubblicazioni, i tempi necessari per avere conferma della validità della scoperta sono decisamente lunghi. Tutti i team, infatti, hanno sintetizzato gli elementi per fusione di nuclei più leggeri.
Z=115, per esempio, è stato creato inviando ioni calcio-48 (20 protoni, 28 neutroni) contro un target di americio-243 (95 protoni, 148 neutroni). Sotto particolari condizioni calcio e americio si fondono insieme dando vita al nuovo elemento formato da 115 protoni e 176 neutroni.
Uno dei problemi di questa tecnica è che la vita dell’ elemento ha una durata di pochi millesimi di secondi. La sua individuazione certa, richiede quindi studi lunghi e complessi. Pare che per il futuro si potranno avere esiti sicuri in tempi decisamente più brevi.
Avete capito bene, in futuro, perché pare che la tavola possa continuare ben oltre il 118. Certi scienziati ipotizzano si possa arrivare fino a 135!

Comunque, la buona notizia è che fra qualche mese, finalmente, non ci saranno più quei nomi astrusi, Ununtrio, Ununpentium Ununseptio Ununoctium, con i loro simboli anomali a tre lettere a rovinare l’estetica sublime della tavola periodica!
Gli scienziati “responsabili” della scoperta avranno il graditissimo onere di imporre il nome (e un simbolo a due lettere) alla loro creatura. Il nome potrà trarre ispirazione da minerali, scienziati, località, mitologia. Sono molto curiosa di sapere come i giapponesi chiameranno il 113, il primo elemento scoperto in Asia!
In loro onore concludo con questa interpretazione del 7° periodo della tavola periodica, che come le altre immagini di questo post, è stata disegnata dal giapponese Bunpei Yorifuji autore del libro ( bizzarro, ma sicuramente piacevole)

La meravigliosa vita degli elementi- Vallardi -2014img030 (1)

 

Pubblicato in approfondimenti, chimica, La buona notizia | Contrassegnato , , | 2 commenti

Buon anno!

A tutti gli amici,  a chi passerà di qui e a chi  ha ben altro da fare e di qui non passerà mai

auguro:

buon anno

Buon anno  a tutti con unpodichimica!

buonanno

HAPPY NEW YEAR!

Pubblicato in approfondimenti, La buona notizia, prima, seconde | Contrassegnato , | 1 commento

Moli e talpe

moleDovrei parlarvi di moli, un blog di chimica (anche se solo un po’) e con una certa vocazione alla didattica, non può non affrontare uno degli argomenti più controversi del programma di chimica dei bienni. Dopo  aver molto, ma molto meditato, ho preso una decisione: parlerò della mole sì, ma non oggi. Oggi il Lucignolo, che è in me, mi costringe a giocare un po’ con questa bizzarra unità di misura, la più incompresa, la più temuta dagli studenti di tutte le scuole, di ogni ordine e grado.

Il materiale  che vi propongo, l’ho trovato un libro stracolmo di domande assolutamente  demenziali alle quali vengono date risposte rigorosissime e molto, molto divertenti.

Il libro si intitola :

Cosa accadrebbe se?- Randall Munroe- Bompiani 2015

Fra le tante risposte a domande assurde, una mi ha colpito in modo particolare perché riguardava  proprio lei, la mole.   La domanda gioca sul doppio significato che la parola mole ha in lingua inglese: unità di misura o talpa e il quesito è

Cosa succederebbe se si riuscisse a riunire in un sol posto una mole di talpe? (one mole of moles).

Impossibile resistere a questa quasi provocazione  ed eccovi le slide che raccolgono  l’articolatissima risposta.

Buon divertimento …credo!

Pubblicato in approfondimenti, chimica, didattica, seconde | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Come si sono formati gli elementi chimici?

ben jonsonQuello che ho sempre invidiato agli astrofisici è la loro capacità di studiare la materia e di leggere il passato guardando il cielo. E così tutto diventa più affascinante, forse perché l’incessante ribollire, scontrarsi ed esplodere di corpi nell’universo si trasforma qui, sulla Terra, nell’incanto di un silente cielo stellato.
Sono stata perciò molto contenta quando Francesco, un mio ex studente con un po’ di nostalgia per la chimica, mi ha suggerito di scrivere qualcosa sulla formazione degli elementi chimici. Un’ ottima occasione per dare un’occhiata lassù, nelle immensità dell’ Universo, dove tutte le storie hanno avuto inizio.
E per raccontare questa storia, bisogna andare davvero indietro nel tempo, ben oltre Adamo ed Eva e arrivare a circa 14 miliardi di anni fa. E’proprio lì che gli scienziati collocano l’evento che ha dato origine all’ Universo, il Big Bang, come lo definì ironicamente, negli anni ’50, Fred Hoyle, fiero sostenitore dell’Universo Stazionario. Dopo quell’esplosione, se i fisici hanno dovuto far trascorrere  10 -42  secondi (Tempo di Planck ) prima poter iniziare con le ipotesi, i chimici hanno atteso almeno 300000 anni prima che le particelle si decidessero a formare almeno un atomo e dar loro un po’ di materia su cui riflettere! All’ epoca infatti, 300000 anni fa, si stima che la temperatura fosse circa 3000K. Prima di quella temperatura, si erano già formati i nuclei degli elementi più leggeri quali idrogeno, deuterio ed elio, ma elettroni e protoni non erano ancora legati.nuclei atomici



Gli elettroni, quindi, scorazzavano liberamente ostacolando i fotoni che non potevano muoversi in linea retta. Perciò, la luce si comportava come fa oggi quando c’è una fitta nebbia e le goccioline impediscono ai fotoni di muoversi in linea retta per lunghi tratti. L’ effetto  lo possiamo ammirare in questi giorni: quella coltre grigiastra, magica per i romantici a piedi, devastante per gli automobilisti di qualsiasi indole. E così doveva essere l’universo, opaco anche se sicuramente più caldo e frenetico di un’alba autunnale nella pianura Padana.
Quando finalmente la temperatura arrivò a 3000K. gli elettroni vennero catturati definitivamente dai nuclei e si ebbero così due eventi fantastici: la materia si trovò ad essere costituita per la gran parte da atomi di idrogeno e la luce fu liberata. Da allora, la radiazione di fondo permea tutto l’universo portandoci un’impronta del Big Bang.

In principio c’era l’idrogeno. E non molto altro. Ok, c’erano anche un po’ di elio, un po’ di litio, e un po’ di quella forma pesante d’ idrogeno che si chiama deuterio. Ma non c’erano carbonio, ossigeno, azoto, zolfo, fosforo, calcio, sodio eccetera e tutti quegli elementi senza i quali noi non potremmo esistere. E invece eccoci qui, noi esseri umani, che oggi conosciamo ben  centodieci elementi chimici in grado di formare addirittura miliardi di composti.

              Steve Miller – la chimica del cosmo- 2014 edizioni Dedalo

 

Come hanno fatto dunque a formarsi tutti gli altri elementi? Per avere una chimica un po’ più succosa di quella sfornata dal Big Bang bisogna avere una gran pazienza e aspettare che si formino le stelle.
Circa 100 milioni di anni dopo il Big Bang nel nostro Universo non era improbabile incontrare dense nubi di gas capaci di generare le future stelle. La formazione degli astri è il frutto della competizione fra la gravità che tende a schiacciare una stella sul suo centro e la pressione prodotta dalla materia riscaldata dalle reazioni nucleari. che avvengono all’interno della stella stessa.
Queste reazioni trasformano idrogeno in elio secondo 2 meccanismi chiamati ciclo protone -protone e ciclo CNO (carbonio, azoto, ossigeno). Quest’ ultimo avviene nelle stelle in cui si è già formato carbonio che funge così da catalizzatore. In tutti e due casi il bilancio complessivo è

4 1H ->4He + 2e + + 2v + raggi γ

Se la stella è sufficientemente pesante ( massa almeno 2 volte quella del sole), una volta esaurito l’idrogeno, darà vita a una gigante rossa che potrà continuare le reazioni di fusione nucleare, fondendo l’elio secondo un meccanismo chiamato triplo alfa, che vede tra i suoi scopritori Fred Hoyle, lo scettico del Big Bang, scienziato e scrittore di bellissimi libri di fantascienza.

3 4He -> 12C + raggi γ

Con la fusione di tre nuclei di elio, si forma  il prezioso carbonio che, usando le parole di Primo Levi, qui inizia la sua “lunghissima storia cosmica”
Quando l’elio si esaurisce, può iniziare la fusione del carbonio (solo se la massa della stella è di circa 8 volte quella del sole)  con formazione di ossigeno e neon: il nucleo della stella si contrae, arrivando a temperature di  109 K.   Poi, per cattura di particelle α (nuclei di elio) si formano Si, S, Ar, Ca.
Per la formazioni degli elementi più pesanti bisogna raggiungere temperature di 4×109 K. Si avrà allora la fusione diretta dei nuclei. Così vengono prodotti tutti gli elementi chimici, fino al ferro.

28Sin4He -> elementi pesanti fino a 56Fe + γ

Quando l’ultimo ciclo di reazioni produce  Fe, il processo di fusione è così poco efficiente da non essere più in grado di contrastare la contrazione gravitazionale.

ferro

Nel grafico è mostrata l’energia di legame per nucleone, cioè il rapporto tra l’energia di legame e il numero A di nucleoni che formano il nucleo dei vari elementi in funzione di A.
L’energia di legame aumenta con l’aumentare di A e raggiunge un valore massimo in corrispondenza di 56 . cioè del ferro. Gli atomi con A in questa zona son quindi quelli più stabili. Quelli sia da una parte che dall’altra presentano un eccesso di massa che può essere rilasciato in forma di energia , andando verso il centro della curva.
Cioè due atomi leggeri si possono fondere formando atomi più pesanti ( fusione) o un atomo pesante si può scindere formando atomi più leggeri. (fissione). I processi di fusione quindi si arrestano con la formazione del ferro.

A questo punto la stella collassa con un enorme aumento di densità e di temperatura che provoca un esplosione di inaudita violenza ( supernova) disseminando nello spazio gli elementi chimici formatisi.
La formazione degli elementi più pesanti del ferro avviene principalmente per cattura di neutroni seguiti da successivi decadimenti radioattivi da parte dei nuclei di media massa formatisi all’interno delle stelle. Questo può accadere molto lentamente (migliaia di anni) all’interno delle giganti rosse oppure, tramite processi rapidi ( pochi secondi) durante la fase esplosiva delle supernove.formazione degli elementiUna conferma sperimentale della formazione degli elementi nelle stelle, viene dall’osservazione delle righe di Tecnezio presenti nella luce proveniente da alcune giganti rosse. Tale elemento ha un periodo di vita breve e non è presente nella crosta terrestre, ma viene prodotto artificialmente. Tenendo presente che le giganti rosse sono certamente molto più antiche della Terra, è impossibile che questo atomo, eventualmente presente all’origine, non sia nel tempo decaduto. Quindi l’unica spiegazione plausibile della sua presenza è che in queste stelle avvengano reazioni nucleari che lo producono.
Ecco come sono distribuiti gli elementi nell’ Universoelementi nell'universo

Interessante vedere a cosa corrisponde quello spicchio verde quasi invisibile chiamato ALTRO
ossigeno (0,104%),
carbonio (0,046%),
neon (0,013)
ferro (0,011)
azoto (0,009)
silicio (0,007)
magnesio (0,006)
zolfo (0,004).
In rosso gli elementi essenziali per la vita. Piuttosto rari, non vi pare?
Al termine di questo quadro, appena abbozzato, sulla vita cosmica degli elementi, vi propongo un video stupendo che non potete assolutamente ignorare. “Nascita e morte delle stelle” un viaggio spettacolare attraverso le meraviglie dell’ Universo.

Torniamo ora  sul nostro pianeta: tutti gli elementi  qui presenti, sono stati prodotti lassù, tra le stelle e sulla Terra  sono così distribuitipercentuale elementi sula Terra

Una cosa mi colpisce: il carbonio, che forma il 18% del nostro corpo, in figura è catalogato come altri . Rappresenta infatti,  solo lo 0,03% dell’atmosfera e lo 0,094 % della crosta terrestre.  Pochissimo, eppure così presente nella nostra vita. Solo dando un’ occhiata al mio studio, lo scopro travestito da libri, librerie, plastiche e tessuti   di ogni tipo e se  non mi sono ancora assiderata o non mi nutro cibi crudi,  lo devo al metano, composto del carbonio, che mi fornisce il calore necessario. Sembra davvero impossibile che la vita, in tutti i suoi aspetti, sia nelle mani di un elemento così raro!

Nell’ immaginario collettivo è però lui, Au l’elemento  prezioso per eccellenza e così, come ho iniziato, finisco questo post con l’oro,  proponendovi un frammento di una lunga poesia “ Ode to crystallizzation”  scritta da uno scrittore americano, John Updike e che comparve nel gennaio del 1985, sul New Yorker.John Updike

Pubblicato in 1Agra, approfondimenti, chimica, didattica, prima, seconde, seconde AFM | Contrassegnato , , | 4 commenti