Profumo

poesia corrispondenze di Charles BaudelaireProfumo. Mi sembra un buon argomento da annusare con una mia classe. Tra poco inizierò a farlo con un progetto interdisciplinare che vedrà gli studenti della 2°A CatGraf impegnati a odorare, distillare, comporre molecole per creare un profumo, progettarne e realizzarne contenitore e packaging, cercare le parole per descriverlo e pubblicizzarlo. Noi di chimica,  il bravissimo prof Eugenio Oliva e io, ci stiamo divertendo molto a preparare e provare. Fantastica la parte pratica che ci trasforma in  misteriosi alchimisti e altrettanto bella la parte teorica che ci catapulta in un  mondo veramente pieno di fascino. C’è entusiasmo anche fra gli altri prof. Speriamo che la classe ne venga contagiata.

Ma vediamo: come comporre il primo spruzzo. Direi:

di testa, una profonda nota noir

Nota di cuore: una piccolissima storia del profumo, molto, molto concentrata forse un po’ troppo … non farà girar la testa?

E infine un pizzico di eros come nota di fondo

 

Che ve ne pare?

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Libri

libriUltimo giorno dell’anno, sto cercando di raccogliere tutti i libri letti in questi  mesi: più o meno  una trentina. Alcuni letti in soffio, altri letti e riletti e poi usati come spunto per il mio lavoro, altri ancora letti e messi da parte, nello scaffale dei libri da utilizzare in seguito, e infine altri, letti e basta.

Poca narrativa, se si escludono gialli e fantascienza,  molti i libri di argomento scientifico.  Ne ho scelti alcuni.

Amedeo Balbi – Dove sono tutti quanti?-  Milano 2016

Questo fa parte dei libri che si leggono d’un fiato e che si vorrebbe non avessero mai fine.  Siamo soli  nell’ universo?  L’autore ci conduce in un’affascinante  e coinvolgente ricerca con la competenza dello scienziato e l’entusiasmo del  bimbo Amedeo, che seduto sui gradini della cartolibreria dei nonni , si perde”in una di quelle interminabili catene di domande che si fanno i bambini”.  Consigliato a tutti, proprio a tutti. Vi rimarrà nel cuore.

Mark Miodownik- La  sostanza delle cose-  Torino 2015

Una miniera di informazioni date in modo piacevole e originale. Si parla di materiali, dal vetro alla carta dal cioccolato alla plastica, ma non pensate che il racconto sia pedante o difficile! L’autore è uno che sa raccontare storie  e trova il modo di interessare il lettore anche  ad argomenti che sembrano molto specialistici e riservati a esperti.   Consigliato a tutti,  prezioso per gli insegnanti.

Walter Caputo, Luigina Pugno-  La pizza al microscopio- Milano 2016

Tutto e dico proprio tutto quello che vorreste sapere  sulla pizza. Ingredienti, cottura, storia, risposte a mille perché, esperimenti  e quiz. Non  potete immaginare l’universo che gira intorno a  questo  apparentemente semplice piatto della nostra  tradizione e l’ incredibile quantità  di  chimica, fisica e tecnologia nascoste dietro a quella profumata fetta filante! Ricchissimo di informazioni, facile da leggere e consultare. Consigliato a tutti …  saccheggiato da me.

 Dario Bressanini, Beatrice Mautino – Contro Natura-  Milano 2015

E a proposito di saccheggi, se sei un insegnante  impegnato nella quotidiana lotta contro la disinformazione, la poca cultura scientifica in generale e chimica in particolare, questo libro  ( come  gli altri di Bressanini)  è assolutamente indispensabile. OGM, biodiversità, glutine e intolleranze affrontate e documentate dal punto di vista scientifico . Scritto in modo scorrevole e piacevole  è capace di interessare e di stupire il lettore! Ne ho sapute di certe sul riso …   Consigliato a tutti!!!

Marco Malvaldi – L’infinito tra parentesi- Milano 2016

Malvaldi  ( chimico), mi piace moltissimo come scrittore di gialli (li ho letti tutti!) , ma riesce anche molto intrigante quando parla  di scienza. Certo a volte il suo linguaggio diciamo … disinibito applicato alla scienza e non al Barlume,  mi lascia un poco interdetta, ma io sono una signora di una certa età. Comunque  questo libro mette in relazione  scienza e poesia: come non amarlo? Inoltre è ricco di succosissimi spunti per approfondimenti presenti e futuri. Consigliato a tutti.

 

 Piersandro Pallavicini- La chimica della bellezza- Milano 2016

Questo è un romanzo. Mi  ha attirato perché il titolo ricorda un Carnevale della chimica ospitato su questo blog, inoltre è scritto da un chimico: non poteva non entrare nella mia biblioteca.  L’ho letto d’un fiato: brillante, ironico e con una trama insolita, che si sviluppa attorno a problemi chimici e a scienziati da Nobel, coinvolgente e divertente.   Consigliato a tutti.

 

L’ultimo libro  si discosta da quelli  qui citati. È un libro scritto nel 1938, che io ho in un’edizione del 1965

Albert Einstein e Leopold  Infeld – L’evoluzione della fisica- Torino 1965

Non fa parte di quelli letti d’un fiato.  L’ho letto lentamente, molto lentamente.  Ogni pagina è una tappa del pensiero scientifico a partire da Galileo raccontata non attraverso  formule, ma solo con parole, esempi e pochissimi disegni. Un percorso affascinante pensato proprio per il lettore “non fisico” che non conosce il linguaggio matematico , ma vuole capire in che modo l’uomo sia riuscito a carpire i segreti dell’Universo.  E il genio  si rivela anche nella capacità di raccontare in modo  coinvolgente e direi appassionante  i concetti più complessi,  a partire dalla caduta dei gravi fino ad arrivare alla relatività.  Consigliato solo  a chi ha voglia di pensare.

 

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Breve storia dell’atomo

Raccolgo in questa pagina quanto ho scritto  negli anni a proposito dell’atomo aggiungendo alcune slide, che raccontano molto, molto brevemente alcuni tratti del lunghissimo  percorso  che ha portato gli scienziati a scoprire “come stanno le cose”.

indice

https://unpodichimica.wordpress.com/2014/10/25/dellesistenza-dellatomo/

https://unpodichimica.wordpress.com/2011/09/22/due-parole-sullatomo/

https://unpodichimica.wordpress.com/2011/10/03/due-parole-sullatomo-parte-seconda/

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Adesivi e colle

La domanda di questa settimana ( e la prima del nuovo anno scolastico) è questa:

domanda

Adesivi e colle: roba appiccicosa!

Ho scelto di rispondere in modo articolato utilizzando come fonte  questa risorsa didattica trovata in rete. Naturalmente nella mia risposta troverete solo una piccolissima parte del contenuto di quel manuale veramente completo ed esaustivo dell’argomento.

Buona lettura!

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Chimica: due parole ai miei nuovi studenti

Carissimi nuovi studenti,

questo è l’inizio di un viaggio che potrebbe essere davvero speciale. Quale sarà l’itinerario, quali meraviglie scopriremo, quali misteri sveleremo  e come sarà il nostro album di foto lo decideranno la vostra curiosità, la mia abilità di guida e soprattutto il clima che ci accompagnerà in questa avventura. Auguro a tutti noi che sia una lieve brezza quella che troveremo sulla nostra strada e, se proprio dovrà piovere,  che siano brevissimi temporali estivi seguiti da  splendidi arcobaleni.

Vi lascio :

questa lettera scritta qualche tempo fa, ma che rispecchia ancora il mio pensiero,

lettera

per i mie nuovi studenti

alcuni file, che serviranno per introdurvi alla materia

https://unpodichimica.wordpress.com/2013/10/18/chimica/

https://unpodichimica.wordpress.com/2013/10/16/il-chimico-questione-di-punti-di-vista/

e  queste  slide

a presto!

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Scoperta dei Raggi X: notizia da prima pagina

Fra stampa e  raggi x fu amore a prima vista. Quando si seppe della loro scoperta, il clamore fu enorme e la carta stampata di ogni paese si gettò a capofitto nella notizia. Ecco come descrive l’impatto di questo evento sul mondo scientifico Asimov:

La notizia di raggi x  suscitò nel mondo della fisica uno scalpore mai più visto da quando Oersted  aveva scoperto l’elettromagnetismo (1820) . Ne seguirono tanti lavori e tante scoperte rivoluzionarie ( quasi tutte conseguenza diretta della scoperta di Roentgen) al punto che lo scienziato è considerato il padre di una seconda rivoluzione scientifica, come Copernico lo era stato della prima(1543). Per questa  opera a Roentgen venne assegnato il premio nobel per la fisica (il primo) nel 1901. I. Asimov – Cronologia delle scoperte scientifiche.

Ma non fu solo il mondo scientifico a interessarsi alla nuova scoperta; questa cronologia evidenzia  quanto velocemente la notizia della scoperta dei raggi x si diffuse  in Europa e oltre oceano e quali furono suoi effetti immediati .

La scoperta avvenne a Würzburg   8 novembre  1895.   

Lo scopritore,  Wilhelm Röntgen ,  ne diede annuncio Il 28 dicembre 1895,  in una seduta al Physikalisch – Medizinische  Gesellschaft  di  Würzburg, illustrando in  17 punti, raccolti in una piccola monografia “  Eine neue Art von Strahlen”  (“Un nuovo tipo di raggi”) di  10 pagine,  i tratti più salienti della sua scoperta.

Il giorno di capodanno del 1896, Wilhelm Röntgen, si recò con la moglie Bertha  all’ufficio postale e inviò a un centinaio di persone  tra cui

Arthur Schuster a  Manchester
Friedrich Kohlrauch a Gottingen
Lord Kelvin a  Glasgow
Henre Poincare a Parigi
Professor Franz Exner a Vienna

altrettanti plichi contenenti  questa radiografia.

mano con anello

mano con anello
W. Roentgen 22 dicembre 1895.
radiografia della mano della moglie Anna Bertha Ludwig

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La fotografia venne esposta il 4 gennaio  in occasione del  cinquantenario dell’ Associazione dei Fisici di Berlino, ma, in quella sede, non se ne  fece cenno né si parlò  della scoperta nel discorso commemorativo.

Nonostante il silenzio dei canali ufficiali, la notizia era comunque destinata a fare il giro del mondo in pochissimi giorni.

Il professor Exner,  uno dei destinatari del plico spedito in dicembre, infatti, mostrò la radiografia a un ristretto gruppo di scienziati fra cui   professor Ernst Lecher  il cui padre Z.K.  Lecher era il direttore del  Vienna Press.

Il 5 gennaio il  “Die Presse”pubblicò in prima pagina, un articolo in cui si parlava di questa scoperta e dei suoi possibili usi in medicina

Se questa scoperta manterrà quel che promette, sarà  un grande risultato destinato ad avere interessanti conseguenze nel settore fisico e medico.

Il 6 gennaio la notizia venne  inviata da Londra a tutto il mondo e anche giornali americani come il New York Sun e il  St. Louis Post-Dispatch. ne parlarono

Il 7 gennaio il London Standard pubblicò la storia  della scoperta.

In ritardo di una settimana sugli altri giornali europei,  anche il Corriere della sera riporta la notizia, sbagliando il nome dello scopritore, con il titolo:

Una meravigliosa scoperta della fotografia

In questi giorni è stata annunciata una scoperta delle più sorprendenti fatta dal prof. Roentzer (sic!)

Anche i giornali satirici  pubblicano vignette, caricature e poesie umoristiche. Ve ne propongo alcune, tradotte grazie  al  preziosissimo aiuto della mia amica Roberta Mignardi, esperta in  letteratura inglese, che oltre a darmi preziosi suggerimenti, ha  rielaborato alcuni passaggi, assolutamente oscuri nella mia  traduzione originaria!

Note. Nel primo verso della seconda quartina  della  poesia pubblicata dalla rivista satirica Punch, compare un “Dr Swift” che probabilmente fa riferimento alla poesia  di Jonathan Swift “Verses on the Death of Dr. Swift”. Nell’ultimo verso invece si cita una persona fingendo di camuffarne il nome   utilizzando i puntini: potrebbe essere Annie Besant all’ epoca direttore della sezione esoterica della Società Teosofica.
poesia Punch

poesia pubblicata sulla rivista satirica Punch l 25 gennaio 1896

La  seconda, Ritratto di donna ai raggi X, venne pubblicata dall’ autorevole rivista Life

poesia di K. Russel

ritratto di donna ai raggi X
poesia di Lawrence K. Russel
pubblicata il 12 marzo 1896 sulla rivista Life

electrical review

Wilhelma, Electrical Review
27 Aprile 1896

All’ inizio, ciò che accese maggiormente l’immaginazione furono più gli effetti fotografici di questi nuovi raggi, che non gli aspetti propriamente scientifici, tanto che invalse la moda di farsi radiografare la testa e le mani!. Nelle fiere di paese, nei grandi magazzini parigini c’erano dei box nei quali per qualche centesimo si poteva ammirare il proprio scheletro.

Th. A. Edison nel febbraio del 1886  riprodusse l’esperienza del fisico tedesco e realizzò uno schermo al wolframato di calcio che consentiva di ottenere radiografie molto luminose. Nel maggio dello stesso anno allestì a New York,  in una grande mostra dedicata all’elettricità,  un impianto dotato di un immenso schermo fluorescente. I visitatori si mettevano in fila per farsi radiografare le mani: un grande cartello consigliava  di infilare nei guanti una moneta  o una chiave per meglio identificarsi!

Anche se tutto ciò sembra  estremamente frivolo, ( e pericolosissimo!) in ambiente medico  la scoperta non venne affatto sottovalutata.

Nel febbraio 1896, i raggi X trovarono il loro primo uso clinico negli Stati Uniti nel Dartmouth, quando Edwin Brant produsse l’immagine della frattura  di un paziente per il fratello, un medico locale. Presto furono fatti  tentativi per  rendere più leggibili le immagini  di organi interni iniettando  sostanze radio-opache . La prima angiografia e le prime radiografie furono eseguite su militari  nei primi mesi del 1896.

In aggiunta ai poteri diagnostici di raggi X, alcuni medici  iniziarono ad applicare i raggi per  trattare le malattie. Nel  IX secolo era in uso trattare il dolore con l’elettroterapia e fu proprio un elettroterapista di Chicago di nome Emil Grubbe  che nel  gennaio del 1896, pochi giorni dopo l’annuncio del lavoro di Roentgen, irradiò una donna  affetta da un  tumore alla mammella; entro la fine dell’anno, diversi ricercatori notarono effetti  palliativi dei raggi sui tumori.

Alcuni  sperimentatori ebbero notevoli risultati nel trattamento di lesioni superficiali e problemi della pelle, mentre altri ancora studiarono l’eventuale azione antibatterica dei raggi.

I raggi X furono utilizzati anche a scopo  cosmetico ( depilazione) in cliniche specializzate  negli Stati Uniti e in Francia.

E questi sono solo gli inizi.

Continua …

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Guardare, vedere , osservare

occhiGuardare vedere osservare ( poi descrivere): considero questo il punto di partenza di un percorso che abbia come fine la conoscenza, in qualunque campo. Come docente sull’ orlo della pensione (orlo che ogni anno si allontana in modo spaventoso), ancora non riesco a capacitarmi del fatto che solo una infinitesima parte dei miei studenti quattordicenni abbia acquisito, in otto anni di scuola, questa, chiamiamola con un termine che mi dà una lieve nausea, competenza. Molti hanno difficoltà già con il secondo passo: “vedere”, pochi arrivano all’ ” osservare”, uno, a volte, è in grado di descrivere. Ultimamente poi, anche il primo passo “guardare”, che non include necessariamente l’idea del vedere, in quanto si può guardare senza vedere, così come si può vedere qualche cosa senza rivolgervi intenzionalmente o coscientemente lo sguardo, crea non poche difficoltà. Confrontandomi con docenti di storia dell’ arte, ho notato che questo è un problema, che hanno anche i loro studenti.
Le domande che sento, e che mi sconcertano tutte le volte, sono “cosa devo vedere?” “ va bene se vedo questo?” “ che colore è?” “ cosa devo dire?” e anche la giustificazione che gli studenti adducono a queste loro incertezze: “ Lo so, ma non ho le parole”, mi crea qualche perplessità.
Questo non succede solo quando propongo esperimenti di chimica, che potrebbero essere vissuti come astrusi e avulsi dalla realtà, ma anche quando chiedo di descrivere un oggetto o un disegno. Insomma, guardando ( vedendo osservando) i miei studenti, penso che non a caso ci siano voluti millenni per arrivare al metodo scientifico e non a caso, dopo, tutto sia accaduto così in fretta.

Vedere non è per nulla innato e i pochi che nel tempo hanno sviluppato questa capacità hanno trainato l’umanità verso la conoscenza . Certo, con gli scarsi mezzi disponibili in passato ( e la fobia verso la tecnologia) giungere all’ osservazione vera e propria e quindi alla descrizione, non poteva che essere un percorso incredibilmente complesso che presupponeva una capacità di elaborazione straordinaria. Non a caso dal passato ci sono giunte  splendida matematica e filosofia ( quest’ ultima, splendida a discrezione del lettore).
Ovviamente queste sono mie considerazioni arbitrarie e bislacche, ma mi servono per introdurre l’argomento che tratterò in diverse puntate e che potrei intitolare:
protesi per osservare
Ho scelto due invenzioni e una scoperta che, a mio parere, funzionarono come chiavi di volta per l’evoluzione  dell’ esplorazione dell’Universo:
telescopio, microscopio, raggi X.

Queste tre immagini, due disegni e una fotografia, in qualche modo rivoluzionarono  il modo di percepire la realtà e furono prodotti  utilizzando proprio  gli strumenti e i raggi  sopraccitati.

Probabilmente, essendo miope dalla nascita, avrei dovuto includere, e quindi iniziare questa trattazione, partendo dagli occhiali passando poi alle lenti a contatto, per me la più grande invenzione del XX secolo, ma ben lungi dal sottovalutare queste meravigliose protesi, incomincerò dagli ultimi dell’ elenco: i Raggi X. Perché?
Incredibile quanti miei ricordi siano legati a queste radiazioni! No, non ho un album di radiografie che racconti di una mia sfrenata passione per gli sport estremi . Mi riferisco invece alla breve parentesi che va dall’ ultimo anno d’Università ai tre o quattro anni successivi, in cui la diffrazione ai raggi X mi svelò alcuni dei segreti della struttura dei metalli e, particolare non trascurabile, mi fece incontrare mio marito!

E la mia biografia finisce qui perché non voglio certo narrarvi di come questi , per certi versi inquietanti raggi, influenzarono e, in modo molto meno giocoso, continuino a influenzare la mia vita, ma della loro scoperta e dell’ enorme influsso che ebbero in diverse branche della scienza.
In qualche modo, inoltre, l’argomento è in linea con gli eventi che animano le pagine di giornali e social sia per quanto riguarda “ Raggi” che e soprattutto per quella “X”, l’incognita che aleggia sul nostro futuro.

continua…

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