Breve storia dell’atomo

Raccolgo in questa pagina quanto ho scritto  negli anni a proposito dell’atomo aggiungendo alcune slide, che raccontano molto, molto brevemente alcuni tratti del lunghissimo  percorso  che ha portato gli scienziati a scoprire “come stanno le cose”.

indice

https://unpodichimica.wordpress.com/2014/10/25/dellesistenza-dellatomo/

https://unpodichimica.wordpress.com/2011/09/22/due-parole-sullatomo/

https://unpodichimica.wordpress.com/2011/10/03/due-parole-sullatomo-parte-seconda/

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Adesivi e colle

La domanda di questa settimana ( e la prima del nuovo anno scolastico) è questa:

domanda

Adesivi e colle: roba appiccicosa!

Ho scelto di rispondere in modo articolato utilizzando come fonte  questa risorsa didattica trovata in rete. Naturalmente nella mia risposta troverete solo una piccolissima parte del contenuto di quel manuale veramente completo ed esaustivo dell’argomento.

Buona lettura!

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Chimica: due parole ai miei nuovi studenti

Carissimi nuovi studenti,

questo è l’inizio di un viaggio che potrebbe essere davvero speciale. Quale sarà l’itinerario, quali meraviglie scopriremo, quali misteri sveleremo  e come sarà il nostro album di foto lo decideranno la vostra curiosità, la mia abilità di guida e soprattutto il clima che ci accompagnerà in questa avventura. Auguro a tutti noi che sia una lieve brezza quella che troveremo sulla nostra strada e, se proprio dovrà piovere,  che siano brevissimi temporali estivi seguiti da  splendidi arcobaleni.

Vi lascio :

questa lettera scritta qualche tempo fa, ma che rispecchia ancora il mio pensiero,

lettera

per i mie nuovi studenti

alcuni file, che serviranno per introdurvi alla materia

https://unpodichimica.wordpress.com/2013/10/18/chimica/

https://unpodichimica.wordpress.com/2013/10/16/il-chimico-questione-di-punti-di-vista/

e  queste  slide

a presto!

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Scoperta dei Raggi X: notizia da prima pagina

Fra stampa e  raggi x fu amore a prima vista. Quando si seppe della loro scoperta, il clamore fu enorme e la carta stampata di ogni paese si gettò a capofitto nella notizia. Ecco come descrive l’impatto di questo evento sul mondo scientifico Asimov:

La notizia di raggi x  suscitò nel mondo della fisica uno scalpore mai più visto da quando Oersted  aveva scoperto l’elettromagnetismo (1820) . Ne seguirono tanti lavori e tante scoperte rivoluzionarie ( quasi tutte conseguenza diretta della scoperta di Roentgen) al punto che lo scienziato è considerato il padre di una seconda rivoluzione scientifica, come Copernico lo era stato della prima(1543). Per questa  opera a Roentgen venne assegnato il premio nobel per la fisica (il primo) nel 1901. I. Asimov – Cronologia delle scoperte scientifiche.

Ma non fu solo il mondo scientifico a interessarsi alla nuova scoperta; questa cronologia evidenzia  quanto velocemente la notizia della scoperta dei raggi x si diffuse  in Europa e oltre oceano e quali furono suoi effetti immediati .

La scoperta avvenne a Würzburg   8 novembre  1895.   

Lo scopritore,  Wilhelm Röntgen ,  ne diede annuncio Il 28 dicembre 1895,  in una seduta al Physikalisch – Medizinische  Gesellschaft  di  Würzburg, illustrando in  17 punti, raccolti in una piccola monografia “  Eine neue Art von Strahlen”  (“Un nuovo tipo di raggi”) di  10 pagine,  i tratti più salienti della sua scoperta.

Il giorno di capodanno del 1896, Wilhelm Röntgen, si recò con la moglie Bertha  all’ufficio postale e inviò a un centinaio di persone  tra cui

Arthur Schuster a  Manchester
Friedrich Kohlrauch a Gottingen
Lord Kelvin a  Glasgow
Henre Poincare a Parigi
Professor Franz Exner a Vienna

altrettanti plichi contenenti  questa radiografia.

mano con anello

mano con anello
W. Roentgen 22 dicembre 1895.
radiografia della mano della moglie Anna Bertha Ludwig

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La fotografia venne esposta il 4 gennaio  in occasione del  cinquantenario dell’ Associazione dei Fisici di Berlino, ma, in quella sede, non se ne  fece cenno né si parlò  della scoperta nel discorso commemorativo.

Nonostante il silenzio dei canali ufficiali, la notizia era comunque destinata a fare il giro del mondo in pochissimi giorni.

Il professor Exner,  uno dei destinatari del plico spedito in dicembre, infatti, mostrò la radiografia a un ristretto gruppo di scienziati fra cui   professor Ernst Lecher  il cui padre Z.K.  Lecher era il direttore del  Vienna Press.

Il 5 gennaio il  “Die Presse”pubblicò in prima pagina, un articolo in cui si parlava di questa scoperta e dei suoi possibili usi in medicina

Se questa scoperta manterrà quel che promette, sarà  un grande risultato destinato ad avere interessanti conseguenze nel settore fisico e medico.

Il 6 gennaio la notizia venne  inviata da Londra a tutto il mondo e anche giornali americani come il New York Sun e il  St. Louis Post-Dispatch. ne parlarono

Il 7 gennaio il London Standard pubblicò la storia  della scoperta.

In ritardo di una settimana sugli altri giornali europei,  anche il Corriere della sera riporta la notizia, sbagliando il nome dello scopritore, con il titolo:

Una meravigliosa scoperta della fotografia

In questi giorni è stata annunciata una scoperta delle più sorprendenti fatta dal prof. Roentzer (sic!)

Anche i giornali satirici  pubblicano vignette, caricature e poesie umoristiche. Ve ne propongo alcune, tradotte grazie  al  preziosissimo aiuto della mia amica Roberta Mignardi, esperta in  letteratura inglese, che oltre a darmi preziosi suggerimenti, ha  rielaborato alcuni passaggi, assolutamente oscuri nella mia  traduzione originaria!

Note. Nel primo verso della seconda quartina  della  poesia pubblicata dalla rivista satirica Punch, compare un “Dr Swift” che probabilmente fa riferimento alla poesia  di Jonathan Swift “Verses on the Death of Dr. Swift”. Nell’ultimo verso invece si cita una persona fingendo di camuffarne il nome   utilizzando i puntini: potrebbe essere Annie Besant all’ epoca direttore della sezione esoterica della Società Teosofica.
poesia Punch

poesia pubblicata sulla rivista satirica Punch l 25 gennaio 1896

La  seconda, Ritratto di donna ai raggi X, venne pubblicata dall’ autorevole rivista Life

poesia di K. Russel

ritratto di donna ai raggi X
poesia di Lawrence K. Russel
pubblicata il 12 marzo 1896 sulla rivista Life

electrical review

Wilhelma, Electrical Review
27 Aprile 1896

All’ inizio, ciò che accese maggiormente l’immaginazione furono più gli effetti fotografici di questi nuovi raggi, che non gli aspetti propriamente scientifici, tanto che invalse la moda di farsi radiografare la testa e le mani!. Nelle fiere di paese, nei grandi magazzini parigini c’erano dei box nei quali per qualche centesimo si poteva ammirare il proprio scheletro.

Th. A. Edison nel febbraio del 1886  riprodusse l’esperienza del fisico tedesco e realizzò uno schermo al wolframato di calcio che consentiva di ottenere radiografie molto luminose. Nel maggio dello stesso anno allestì a New York,  in una grande mostra dedicata all’elettricità,  un impianto dotato di un immenso schermo fluorescente. I visitatori si mettevano in fila per farsi radiografare le mani: un grande cartello consigliava  di infilare nei guanti una moneta  o una chiave per meglio identificarsi!

Anche se tutto ciò sembra  estremamente frivolo, ( e pericolosissimo!) in ambiente medico  la scoperta non venne affatto sottovalutata.

Nel febbraio 1896, i raggi X trovarono il loro primo uso clinico negli Stati Uniti nel Dartmouth, quando Edwin Brant produsse l’immagine della frattura  di un paziente per il fratello, un medico locale. Presto furono fatti  tentativi per  rendere più leggibili le immagini  di organi interni iniettando  sostanze radio-opache . La prima angiografia e le prime radiografie furono eseguite su militari  nei primi mesi del 1896.

In aggiunta ai poteri diagnostici di raggi X, alcuni medici  iniziarono ad applicare i raggi per  trattare le malattie. Nel  IX secolo era in uso trattare il dolore con l’elettroterapia e fu proprio un elettroterapista di Chicago di nome Emil Grubbe  che nel  gennaio del 1896, pochi giorni dopo l’annuncio del lavoro di Roentgen, irradiò una donna  affetta da un  tumore alla mammella; entro la fine dell’anno, diversi ricercatori notarono effetti  palliativi dei raggi sui tumori.

Alcuni  sperimentatori ebbero notevoli risultati nel trattamento di lesioni superficiali e problemi della pelle, mentre altri ancora studiarono l’eventuale azione antibatterica dei raggi.

I raggi X furono utilizzati anche a scopo  cosmetico ( depilazione) in cliniche specializzate  negli Stati Uniti e in Francia.

E questi sono solo gli inizi.

Continua …

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Guardare, vedere , osservare

occhiGuardare vedere osservare ( poi descrivere): considero questo il punto di partenza di un percorso che abbia come fine la conoscenza, in qualunque campo. Come docente sull’ orlo della pensione (orlo che ogni anno si allontana in modo spaventoso), ancora non riesco a capacitarmi del fatto che solo una infinitesima parte dei miei studenti quattordicenni abbia acquisito, in otto anni di scuola, questa, chiamiamola con un termine che mi dà una lieve nausea, competenza. Molti hanno difficoltà già con il secondo passo: “vedere”, pochi arrivano all’ ” osservare”, uno, a volte, è in grado di descrivere. Ultimamente poi, anche il primo passo “guardare”, che non include necessariamente l’idea del vedere, in quanto si può guardare senza vedere, così come si può vedere qualche cosa senza rivolgervi intenzionalmente o coscientemente lo sguardo, crea non poche difficoltà. Confrontandomi con docenti di storia dell’ arte, ho notato che questo è un problema, che hanno anche i loro studenti.
Le domande che sento, e che mi sconcertano tutte le volte, sono “cosa devo vedere?” “ va bene se vedo questo?” “ che colore è?” “ cosa devo dire?” e anche la giustificazione che gli studenti adducono a queste loro incertezze: “ Lo so, ma non ho le parole”, mi crea qualche perplessità.
Questo non succede solo quando propongo esperimenti di chimica, che potrebbero essere vissuti come astrusi e avulsi dalla realtà, ma anche quando chiedo di descrivere un oggetto o un disegno. Insomma, guardando ( vedendo osservando) i miei studenti, penso che non a caso ci siano voluti millenni per arrivare al metodo scientifico e non a caso, dopo, tutto sia accaduto così in fretta.

Vedere non è per nulla innato e i pochi che nel tempo hanno sviluppato questa capacità hanno trainato l’umanità verso la conoscenza . Certo, con gli scarsi mezzi disponibili in passato ( e la fobia verso la tecnologia) giungere all’ osservazione vera e propria e quindi alla descrizione, non poteva che essere un percorso incredibilmente complesso che presupponeva una capacità di elaborazione straordinaria. Non a caso dal passato ci sono giunte  splendida matematica e filosofia ( quest’ ultima, splendida a discrezione del lettore).
Ovviamente queste sono mie considerazioni arbitrarie e bislacche, ma mi servono per introdurre l’argomento che tratterò in diverse puntate e che potrei intitolare:
protesi per osservare
Ho scelto due invenzioni e una scoperta che, a mio parere, funzionarono come chiavi di volta per l’evoluzione  dell’ esplorazione dell’Universo:
telescopio, microscopio, raggi X.

Queste tre immagini, due disegni e una fotografia, in qualche modo rivoluzionarono  il modo di percepire la realtà e furono prodotti  utilizzando proprio  gli strumenti e i raggi  sopraccitati.

Probabilmente, essendo miope dalla nascita, avrei dovuto includere, e quindi iniziare questa trattazione, partendo dagli occhiali passando poi alle lenti a contatto, per me la più grande invenzione del XX secolo, ma ben lungi dal sottovalutare queste meravigliose protesi, incomincerò dagli ultimi dell’ elenco: i Raggi X. Perché?
Incredibile quanti miei ricordi siano legati a queste radiazioni! No, non ho un album di radiografie che racconti di una mia sfrenata passione per gli sport estremi . Mi riferisco invece alla breve parentesi che va dall’ ultimo anno d’Università ai tre o quattro anni successivi, in cui la diffrazione ai raggi X mi svelò alcuni dei segreti della struttura dei metalli e, particolare non trascurabile, mi fece incontrare mio marito!

E la mia biografia finisce qui perché non voglio certo narrarvi di come questi , per certi versi inquietanti raggi, influenzarono e, in modo molto meno giocoso, continuino a influenzare la mia vita, ma della loro scoperta e dell’ enorme influsso che ebbero in diverse branche della scienza.
In qualche modo, inoltre, l’argomento è in linea con gli eventi che animano le pagine di giornali e social sia per quanto riguarda “ Raggi” che e soprattutto per quella “X”, l’incognita che aleggia sul nostro futuro.

continua…

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Primo Levi: poesia

primo Levi11 aprile 1987/11 aprile 2016

Ventinove anni fa moriva Primo Levi.

Questa è l’ultima delle poesie composte tra  il settembre 1984 e il gennaio 1987, pubblicate sul quotidiano La Stampa e raccolte nel volume:

Primo Levi – Ad ora incerta – Garzanti 2013

 

 

Almanacco

Continueranno a fluire a mare

i fiumi indifferenti

o a valicare rovinosi gli argini

opere antiche di uomini tenaci.

Continueranno i ghiacciai

a stridere levigando il fondo

od a precipitare improvvisi

recidendo la vita degli abeti.

Continuerà il mare a dibattersi

captivo tra i continenti

sempre più avaro della sua ricchezza.

Continueranno il loro corso

solo stelle pianeti e comete.

Anche la Terra temerà le leggi

immutabili del creato.

Noi no. Noi propaggine ribelle

di molto ingegno e poco senno,

distruggeremo e corromperemo

sempre più in fretta;

presto presto, dilatiamo il deserto

nelle selve dell’ Amazzonia,

nel cuore vivo delle nostre città,

nei nostri stessi cuori.

2 gennaio 1987

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Pubblicità

Una delle cose divertenti delle  vecchie riviste è la pubblicità. Spesso sono immagini belle, a volte stupiscono per il prodotto che pubblicizzano e a volte per il modo con cui scelgono di farlo. Certo i creativi di cent’anni fa  prediligevano la parola scritta all’immagine e spiegavano con grande enfasi le virtù e le caratteristiche del prodotto; poi questa tendenza è andata  attenuandosi tanto che oggi,  a volte, non si capisce bene la funzione di ciò che viene pubblicizzato..

Comunque non ho nessuna intenzione di scrivere un trattato sulla pubblicità, né vecchia né  nuova, ve ne mostrerò invece, due. La prima l’ho proprio  cercata dopo aver visto la mostra dedicata a  Enrico Fermi in corso a Bologna ( a proposito, se riesco a tornarci e a fare fotografie che abbiano un senso,  ve ne parlerò; nel frattempo fate così, andateci!), la seconda mi ha inorridito.

In una bacheca era in mostra la calcolatrice  che Fermi  portava sempre con sé; un oggetto ingombrante, dall’aspetto molto complicato, per nulla somigliante alle moderne calcolatrici, e con un nome impronunciabile: Burroughs. Eccovi ben tre pagine pubblicitarie  trovate sulla Rivista dell’Industria Italiana del 1917 dedicate a questo  strumento:

E  adesso la pubblicità trovata sulla rivista  dell’organo ufficiale dell’Ente Nazionale per le Industrie Turistiche “Le vie d’Italia”del 1926. Si tratta della Chinina Migone, un prodotto  per la cura dei capelli.

prodotto per la cura dei capelli

Mi disgusta e mi indigna. E mi chiedo: sarà passata inosservata o qualcuno avrà protestato? Veramente si poteva ridere su dell’acido gettato in faccia?

E io che mi lamento per la comicità di LOL, quello strano programma canadese che va in onda su RAI 2 dopo il TG!

 

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