Favola: la regina Trasparente

Niente chimica per oggi! Ho deciso invece di dar voce a quel mondo un po’ incantato che si nasconde in qualche angolo della mia mente e di raccontarvi una delle mie favole.

arcobalenoLa regina Trasparente
C’era una volta un arcobaleno, no, non uno dei soliti, di quelli che appaiono e dopo un istante non ci sono già più! Lui era un arcobaleno fisso. Sembrava un ponte sulla montagna e una cascata gli zampillava e sgocciolava attorno. Naturalmente era frequentato da gnomi di tutti i tipi e quello che preferiva, Gigi, era un mattacchione, che saliva e scendeva per i suoi colori come se fossero stati i gradini di una scala, una scala musicale e cantava, cantava, stonato come una ghiandaia. Arcobaleno rideva e a volte si duplicava invertendo tutti i colori e facendo ancor più stonare lo gnomo canterino. Da una parte di arcobaleno crescevano fiori magici, dall’altra c’era la solita pentola d’oro con tanto di guardiano. Tutto andava per il meglio: i valle arcobalenofiori fiorivano, la pentola stava lì, Gigi cantava e gli gnomi ripassavano i dispetti da fare agli incauti che avessero attraversato la valle dell’arcobaleno, anche se di lì non era mai passato nessuno che non fosse gnomo, elfo o fata. Un brutto giorno però, la cascata incominciò a zampillare un po’ meno e il giorno dopo ancora un po’ meno e Arcobaleno incominciò a diventare sempre più sottile, i suoi colori sempre più spenti. Gigi non cantò più, i fiori appassirono e un mattino, al sorgere del sole, gli gnomi iniziarono le operazioni di trasloco con la pentola d’oro.
“Aspettate! Non posso credere che ce ne andremo senza capire cosa è successo alla nostra cascata. “protestò Gigi “ Dobbiamo proteggere questi luoghi, non andarcene al primo ostacolo!”
gnomo in cammino“Che cosa suggerisci? ” Replicò il re degli gnomi grattandosi la barba.
“Datemi un po’ di tempo e andrò a vedere dove è il problema!”
“E sia. Hai un’alba di tempo. Se al sorger del sole Arcobaleno non sarà tornato, noi ce ne andremo, anche senza di te”.
E Gigi partì portandosi dietro solo l’ultimo seme di fiore magico. Il tramonto era ancora lontano: c’erano quasi tutto un giorno e l’intera notte prima dell’alba. Gigi camminava lungo il torrente che era ormai solo un filo d’argento. Incontrò gli animali della montagna disperati:
“Aiutaci, se l’acqua non torna, per noi è finita.” Implorò Rana, la maestra di canto di Gigi.
“Rana, ho poco tempo, hai qualche notizia da darmi?”
“Strane cose stanno succedendo lassù in cima! Libellula dice che, una notte di luna piena, è sorto un castello trasparente; gliel’ ha raccontato Grillo che l’ha saputo da Gufo che sa sempre tutto. Da quel momento sono iniziati i nostri problemi.”
“Chiederò a Luna qualche altra informazione. Noi gnomi abbiamo un rapporto speciale gnomo e montelei!”
“ Prendi questo sacchetto.” Disse Rana” Contiene i colori e le voci degli animali della montagna.
Chissà, potrebbero servirti. Buona fortuna, tutto dipende da te.”
Gigi prese il dono di Rana e si arrampicò per le rocce nude. Le piante morenti lo imploravano:
“Gigi aiutaci, non ce la facciamo più! Senz’ acqua per noi è finita!”
“Sto cercando di capire che cosa sta accadendo. Prima dell’alba risolverò il problema”.
“Ecco Gigi, prendi questa scatolina di pino: contiene i nostri colori , i nostri profumi e qualche goccia di rugiada. Chissà, potresti averne bisogno. Buona fortuna, siamo nelle tue mani.”
E con il dono delle piante, Gigi continuò a salire seguendo il corso del torrente. I sassi che prima erano capaci di intrappolare la luce e farne riflessi e colori, ora erano spenti e grigiastri.
“Gigi ho qualcosa per te”La voce era quella della Montagna” Prendi questo scrigno; contiene le mie pietre e i miei cristalli. Senza l’acqua che gela, scava, salta io sono triste e mi sento morire. Salvami Gigi. Buona fortuna.”
gnomo lunaEra già sera, Gigi si sedette sotto un bel sasso per riprendere un po’di fiato. Era stanco e gli occhi gli si chiudevano. Non si addormentò, ma aspettò che la luna sorgesse e quando diventò bella e grande sull’orizzonte, la salutò e le chiese :
“Mia luminosa amica che sta succedendo?”
“Ti aspettavo. La regina Trasparente è qui!”
“E chi sarebbe?
“’E’una fata o forse una strega, non si sa. Non è cattiva ma è avventata e superficiale perciò fa delle cose davvero insensate! Eravamo riusciti a sistemarla su di una cometa; lei si occupava della luminosità della coda. Purtroppo qualche mese fa è caduta dalla stella ed è atterrata qua, vicino alla sorgente. Adesso sta usando l’acqua per fare un castello trasparente e, per renderlo più bello, ha intrappolato Arcobaleno.
“Devo convincere la regina a lasciar libera l’acqua.”
“Non sarà facile! Come ti ho detto, non è cattiva ma è superficiale e l’apparenza è tutto per lei: Amore c’ è, ma è proprio nel fondo del suo cuore. Ha costruito un castello meraviglioso e tu dovrai offrirle qualcosa di ancora più bello. Falla uscire dal castello e tutto tornerà come prima “
“Grazie Luna. Hai qualcosa da suggerirmi?”
“Hai ancora il seme del fiore magico? Penso che ti potrà servire. Ora vai, hai poco tempo.”gnomo e fiore magico
Gigi continuò il cammino verso il castello. Non aveva un piano preciso ma era tranquillo: aveva con sé i doni della montagna e delle sue creature, il seme del fiore magico e l’aiuto della Luna.
Il castello apparve e Gigi pensò di non aver mai visto niente di più bello. La regina aveva intrappolato la luce fra miriadi di goccioline e mille arcobaleni s’intrecciavano colorando guglie e torri. Ma intorno al castello era desolazione, rovina e morte.
La luna era alta e guardava. La regina Trasparente vide arrivare Gigi:
“Che cosa hai di bello per me, gnomo?”
Allora Gigi aprì lo scrigno che gli aveva dato Montagna e liberò le pietre e i cristalli. La luna salì nel cielo e un suo raggio rimbalzò su quei sassi e si ruppe in tanti meravigliosi frammenti colorati. “Che spettacolo!” Gridò Trasparente
“Tutto questo è per te. Vieni a prenderlo, regina”
“Bello, bellissimo ma Il mio castello è più bello e io non mi muovo di qui.”
castello di cristalloFu allora la volta delle piante, Gigi aprì la scatolina di pino, spruzzò la rugiada su foglie e petali, liberò i profumi e Luna completò lo spettacolo. La regina applaudì, ma anche questa volta non uscì dal castello. Rimaneva il sacchetto con i colori, le voci e i fruscii degli animali della montagna. Gigi lo aprì, lasciò che i doni delle creature della montagna fossero toccati dalla luce della luna. E l’aria si riempì di suoni, voli e iridescenze. La regina guardò, applaudì, ma non si mosse.
“Forza Gigi, il fiore magico!“ Disse Luna.
Il fiore magico profumava d’amore. Gigi piantò il seme, Luna lo toccò, il fiore sbocciò e il profumo di amore avvolse tutte le bellezze liberate da Gigi e il cuore della regina. E lo spettacolo divenne irresistibile.
La regina saltò a cavallo dell’arcobaleno, usci dal suo bellissimo e inutile castello e l’incantesimo si ruppe. L’acqua tornò alla sorgente e ci fu il torrente, la cascata e, alle prime luci dell’alba, nel paese degli gnomi, ricomparve Arcobaleno con Gigi e Trasparente che cantavano tra i suoi colori. Gli gnomi saltarono di gioia e abbracciarono l’eroe di questa storia. Quanto alla regina, si mise subito a lucidare le goccioline e a spolverare arcobaleno per farlo diventare ancora più bello; così, d’accordo con Luna, gli gnomi la invitarono a restare lì, perché regalasse trasparenza all’acqua e l’acqua, vita alla montagna.

gnomo-che-ride

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Poesia

spiaggiaHeinrich Heine

Il nostro mondo è troppo frammentario

Ormai sta diventando necessario

Che un Herr Professor venga a restaurare

Quell’ordine che ormai la vita ha perso

E ne cavi un sistema razionale.

Lui taglia a pezzi la sua papalina

E tappa tutti i buchi dell’universo.

Da H. Heine ” Buch der Lieder” die Heimkehr

Traduzione di Primo Levi (da “Ad ora incerta” Garzanti)

 

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Almanacco di giugno

Giugno è il mio mese preferito, forse perché sono nata nei primi giorni d’estate, forse perché segna  la metà dell’anno, forse perché le giornate sono lunghissime e i tramonti spettacolari . Forse per mille altri motivi, ma ora che è terminato, voglio proprio compilare un piccolo album da sfogliare quando avrò nostalgia della sua luce e dei suoi profumi.
Come  ogni almanacco che si rispetti, inizierò dal cielo e poiché è un mese un po’ magico sarà proprio  uno dei suoi segni zodiacali ad aprire il mio album: il granchio.

 


Forse non era proprio una costellazione, ma un tipo simpatico sì, non vi pare ?
Per ripassare davvero il cielo di giugno e le luminose meraviglie, che ci hanno accompagnato in queste sere, ho scelto questo video

 


E per chi come me un po’ di tempo lo dedica al cielo, diurno o notturno che sia, lo spettacolo di Giove e Venere che si rincorrevano nel cielo, spiati a volte dalla Luna, era davvero splendido! A proposito, questa notte saranno finalmente in congiunzione: da non perdere!
Le notti di giugno sono illuminate anche da altre piccole lanterne e se volete sapere qualcosa di più su di loro, leggetevi Lucciole.
A primavera inoltrata gli animali sono molto occupati ad allevare ed educare i loro piccoli o semplicemente ad asciugarsi al sole. Ecco qui un esempio delle loro attività.

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Alcuni di loro per questo loro muoversi vorticosamente, mi somigliano molto


Giugno per me significa  anche andare al mare e finalmente fare il bagno fra le onde. Guardatele
qui, sotto l’occhio vigile di un gabbianoil gabbiano

o qui mentre colloquiano con la luce

Qualche giorno fa, mentre sulla spiaggia riprendevo quelle immagini, avrei voluto essere lo spettatore silenzioso ( fornito però di registratore) di un colloquio fra un bimbo , di quelli curiosi, di quelli che guardano il mondo da angolazioni insolite e spiazzanti e un fisico di quelli che sanno vedere e trasmettere il fascino delle cose, che so, Carlo Rovelli per esempio!
E dalla magia dall’Universo alla magia popolare.

A giugno, infatti, ci sono le tradizioni legate a solstizio d’estate e a San Giovanni. Nella notte di San Giovanni, le streghe corrono nel cielo e gli uomini cercano in ogni modo di annullare il loro malefico influsso.
A me le streghe sono simpatiche e se da giovane mi immedesimavo nella affascinante Margherita di Bulgakov oggi mi riconosco più “nella magnifica, splendida Maga Magò”.
E comunque la notte di San Giovanni, sempre che non piova a dirotto come quest’anno, vado a caccia delle famose erbe. Non ne trovo mai neppure una e così, sì lo confesso, mi consolo rubando una spiga di lavanda da una qualche aiuola e raccogliendo le erbe aromatiche che coltivo sul mio terrazzo!
aglioMa la regina delle erbe di San Giovanni, l’aglio, quello lo compro perché come dice Pascoli in “San Giovanni”
Per San Zuanne chi non compra l’aglio
Per tutto l’anno non arà guadagno
E di questi tempi, sono rischi che non si possono correre!
E al di là delle virtù scaramantiche
Agli e fravagli
Fattura che non quagli
Corne e bicorne
Capa ‘alice e capad’aglio
voglio soffermarmi un po’ su questo ortaggio dai due volti. Come avrete capito è scoccata l’ora di unpodichimica
pupazzo aglio
Oltre che un ingrediente prezioso in cucina, l’aglio è una fonte di composti organici solforati particolarmente studiati per il loro potenziale nel prevenire e curare malattie.
Nell’aglio ci sono due classi di composti: γ-glutamilcisteina e il solfossido di cisteina.
Quando in cucina schiacciamo uno spicchio d’aglio, ci trasformiamo in chimici provetti ( anche se un po’ inconsapevoli), dando il via ad una reazione catalizzata da un enzima, l’aliinasi.componenti dell'aglio

formazione dell'allicinacomponenti dell'aglio
In questo modo si forma allicina, che, a sua volta, dà origine a diversi composti organico solforati responsabili di quell’odore intenso, che lo rende insopportabile a molti umani e fra questi anche personaggi illustri come Orazio. Famoso questo epodo, un’ invettiva scherzosa contro Mecenate che gli ha offerto cibi conditi con troppo aglio.

Se mai qualcuno con empia mano
La gola squarciasse al vecchio genitore
L’aglio mangi più micidiale della cicuta.
Oh ferrigne viscere dei mietitori!
Che veleno mi strazia gli intestini?
Forse mi tradì il sangue viperino
Segretamente cotto negli intingoli?
…………..
Se avrai ancora di simili voglie,
spiritoso Mecenate, ti auguro
che la tua bella opponga la mano al tuo bacio
e vada a dormire sulla sponda del letto.

Una volta ingerito e metabolizzato l’aglio, di tutti quei i composti (fig 2 ) che si formano dalla reazione dell’allicina, non si trova traccia negli organi, nelle feci e nelle urine umane anche se di aglio se ne è mangiato davvero tanto. Ci si ritrova invece con un alito mefitico causato dalla presenza di questa molecola

solfuro di metil allile

solfuro di metil allile

3-Metilsulfanilprop-1-ene
CH2=CHCH2SCH3.

la vera responsabile di cotanto afrore. Tra l’altro, non è così semplice eliminare tal delicato effluvio! Pare che le reazioni enzimatiche con gli aromi delle foglie verdi (menta, basilico) ne attenuino la portata, ma gli studi sono ancora in corso.
Nel frattempo ci si chiede: i composti solforati contenuti nell’aglio possono trasformare questo vegetale in un alimento funzionale e i suoi estratti in nutraceutici?
Leggendo i risultati di diversi studi mi pare di capire che il fiato decisamente pesante che un’assunzione massiccia d’aglio comporta, non sia equamente compensato da un effettivo vantaggio per la salute o almeno non in tutti quei campi che la tradizione popolare decanta.
Ci sono prove che un costante consumo d’ aglio possa inibire l’a aggregazione piastrinica,
chimica dell'aglio2
ma non ci sono ancora evidenze per quanto riguarda la riduzione di aterosclerosi, o la prevenzione di infarti miocardici o ictus. I risultati di studi epidemiologici in popolazioni umane, indicano che un elevato consumo di aglio e altre verdure del genere Allium, può effettivamente aiutare a proteggere contro cancro allo stomaco e del colon-retto, ma, ancora, non c’è alcuna evidenza che un elevato consumo di aglio possa ridurre il rischio di altri tipi di cancro negli esseri umani. Bisogna inoltre fare attenzione perché alcuni studi, che mostrano risultati positivi, sono stati commissionati dalle ditte produttrici di integratori a base di aglio!
Spesso sento parlare di aglio come rimedio spettacolare contro il colesterolo e spesso sono conversazioni da condursi in luogo aperto o molto ben areato.
E proprio a proposito di colesterolo, ho recentemente letto cose molto interessanti in un bell’ articolo su “ alimenti funzionali e nutraceutici, la terza via per il trattamento dell’ ipercolisterolemia e dell’ipertrigliceridemia” (Roberto Volpe- Chimica e Industria, n°2 marzo/ aprile 2015).
In condizioni di colesterolo e/o trigliceridi alti, ma non in presenza di episodi di angina pectoris, infarto al miocardio, ictus, invece di ricorrere all’uso delle statine , che poi devono essere utilizzate per sempre, si può pensare a una terapia preventiva, che preveda una dieta adeguata, quale quella mediterranea e l’uso di alimenti funzionali e nutraceutici.
Eccovi la definizione di alimenti funzionali e di nutraceutici, e le sostanze efficaci contro colesterolo e trigliceridi, tratta dall’articolo già citato:

“Con il primo termine vengono indicati i cibi ricchi, o artificialmente arricchiti di sostanze naturali (per lo più vegetali) con proprietà salutistiche e azioni farmacologiche dimostrate come ad esempio, gli alimenti contenenti fibre, fitosteroli, acidi gassi omega-3, proteine della soia. Con i secondi vengono indicate quelle sostanze di estrazione naturale ( per lo più vegetale) con azioni farmacologiche dimostrate, come ad esempio, il bergamotto, la berberina, le monacoline, i policosanoli, e ancora gli omega 3.”
Se avete notato, per questa particolare patologia, non compaiono l’aglio o i composti organici solforati.
Questo comunque non toglie niente all’aglio, che io considero alimento indispensabile in moltissime preparazioni e che uso crudo perché più aromatico ( la cottura distrugge l’allicina che si forma nell’aglio spezzato). Se proprio si vuole cuocere, dopo averlo schiacciato o tritato, è necessario attendere qualche minuto prima di procedere con la cottura che va comunque protratta per poco tempo.
Un piatto di spaghetti aglio olio e peperoncino, non abbasserà il colesterolo, ma riunisce intorno allo stesso tavolo onnivori, vegetariani e vegani e di questi tempi questo è un successo diplomatico bell’e buono.spaghetti_aglio_olio_peperoncino

e per concludere :

ciò che rimane di un campo  di grano dopo la mietitura campo di grano dopo la mietitura

e  un tramonto: il penultimo tramonto del mese di giugno .

penultimo tramonto di giugno

penultimo tramonto di giugno

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Un po’ di digiuno

Dopo i post sui pericoli dell’acrilammide e delle aflatossine, eccone uno che potrebbe, forse, indicare la via per sfuggire alle insidie del cibo ricavandone grossi benefici in termini di salute e lotta contro l’invecchiamento: il quasi digiuno o meglio:
FMD “fasting-mimicking diet,” la dieta che mima il digiuno.

E’ di questi giorni la notizia che un’ equipe di scienziati canadesi dell’ University of Southern California, guidati dal medico italiano Valter Longo, ha sperimentato una dieta che, imitando periodicamente gli effetti del digiuno, garantirebbe una vasta gamma di benefici per la salute.
Con questa ricerca, Longo ed i suoi colleghi stanno dimostrando che, sottoponendosi a cicli di una dieta ipocalorica di quattro giorni (ma molto ipocalorica, quasi un digiuno) si ha una drastica diminuzione del grasso viscerale e un aumento delle cellule staminali in diversi organi tra cui il cervello, con un sensibile miglioramento della memoria e della capacità di apprendimento.
In una prima fase, la ricerca è stata condotta sui lieviti, organismi semplici, che hanno permesso a Longo di studiare i meccanismi biologici degli effetti del digiuno sulle cellule.
La sperimentazione sui ratti, ha invece permesso di seguire gli effetti dei cicli di digiuno in tutto l’arco della loro vita ( relativamente breve per questi animali).
Sono stati sperimentati cicli bimestrali della durata di quattro giorni di FMD a partire dall’età adulta dei topi per tutta la durata della loro vita . Questo trattamento ha ridotto l’incidenza di cancro, potenziato il sistema immunitario, ridotto le malattie infiammatorie, ha rallentato la perdita di densità minerale ossea e migliorato le capacità cognitive dei topi anziani monitorati nello studio . L’apporto calorico totale mensile è stato lo stesso per i gruppi di topi a regime di dieta con FMD e gruppi di controllo, confermando che gli effetti non sono stati il risultato di una restrizione dietetica generale.
Si sono poste così le basi per uno studio pilota sugli esseri umani. 19 soggetti sono stati sottoposti a tre cicli di una dieta simile a quella dei ratti: una volta al mese per cinque giorni. Questo, secondo Longo. sembra aver ridotto i fattori di rischio per il diabete, le malattie cardiovascolari, il cancro e rallentato il processo di invecchiamento, senza produrre effetti collaterali.
“Il digiuno rigoroso è difficile e pericoloso- ha dichiarato Longo – noi siamo riusciti a elaborare una dieta complessa, che ne imita gli effetti positivi sul corpo”
Questa dieta riduce l’apporto calorico di un individuo fino a 34-54 per cento del normale, con uno specifico rapporto tra proteine, carboidrati, grassi e micronutrienti. In questo modo si diminuisce la produzione dell’ormone IGF-I, che è necessario durante lo sviluppo per la crescita, ma che poi diventa un acceleratore per quanto riguarda l’ invecchiamento ed è stato collegato alla predisposizione al cancro. Vengono inoltre abbassati altri fattori di rischio legati al diabete e a malattie cardiovascolari, come il glucosio, il grasso del tronco e la proteina C-reattiva, senza influire negativamente sulla massa muscolare e la densità ossea. Longo ha già mostrato come il digiuno possa aiutare a far morire di fame le cellule tumorali, proteggendo le cellule immunitarie e le altre, dalla tossicità della chemioterapia.
‘Si tratta di una riprogrammazione del corpo che non solo consente l’accesso ad una modalità di invecchiamento più lento, ma permette di ringiovanire attraverso la rigenerazione innescata dalle cellule staminali,’ dice inoltre Longo . ‘Non è una tipica dieta, perché non ha necessità di essere mantenuta’
Per 25 giorni al mese, i partecipanti allo studio hanno mantenuto le loro normali abitudini alimentari – buone o cattive che fossero e una volta terminato il trattamento, non sono stati invitati a cambiare la loro dieta. Nonostante questo si sono visti cambiamenti positivi.
Longo ritiene che, per la maggior parte delle persone normali, questo trattamento può essere effettuato ogni tre o sei mesi, a seconda della circonferenza e lo stato di salute addominale. Per i soggetti obesi, il trattamento potrebbe essere fatto, sotto controllo medico, anche una volta ogni due settimane.
L’equipe di Longo sta testando l’ effetto di questo “ quasi digiuno” su un campione di più di 70 soggetti.
‘Se i risultati si confermeranno positivi – dice Longo-, credo che l’FMD rappresenterà un  intervento sicuro ed efficace per la salute e la longevità e potrà essere raccomandato dai medici’
Longo comunque mette in guardia il digiuno totale e avverte di non tentare il trattamento FMD senza aver prima consultato un medico; raccomanda poi di farsi controllare durante tutto il processo.
‘Non tutti sono abbastanza sani da poter digiunare per cinque giorni, e le conseguenze sulla salute possono essere gravi per quelli che lo fanno in modo improprio,’ ha detto Longo – ‘Il digiuno totale dovrebbe essere fatto solo in una clinica specializzata. Inoltre, alcuni tipi di diete fortemente ipocaloriche, ed in particolare quelle ad alto contenuto di proteine, possono aumentare l’incidenza di calcoli biliari nelle donne a rischio ‘.
‘Al contrario ‘ – ha aggiunto, ‘il I trattamento FMD sperimentato, può essere fatto ovunque sotto la supervisione di un medico e seguendo scrupolosamente le linee guida stabilite negli studi clinici.’
Longo ha anche avvertito che i soggetti diabetici non dovrebbero essere sottoposti a digiuno o FMD durante la somministrazione di insulina, metformina o farmaci simili.
In ogni caso è uno studio ancora in via di sperimentazione i cui risultati vanno presi con cautela.
In attesa che i risultati della ricerca vengano confermati, si potrebbe far tesoro dei consigli del dott. Hornibrook che nel suo libro “La cura estetica dell’addome” pubblicato nel 1957 garantiva i risultati mostrati in figura!

prima e dopo la cura

prima e dopo la cura

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Oriente lumache aflatossine e solitudine

Vi sembra un titolo insensato? E’ il riassunto di pensieri e riflessioni che mi hanno accompagnato durante la visita al Festival dell’Oriente, una fiera in corso in questi giorni a Bologna.
Quando mi rendo conto che per molti stranieri l’Italia è spaghetti sole e mandolini, mi irrito notevolmente e mi offenderebbe non poco una fiera dedicata all’Italia basata esclusivamente su banchetti pieni di gondole e torri di Pisa, enormi riproduzioni in plastica della Madonna dei dolori, fattucchiere e chiromanti appostate ovunque e come sottofondo musicale “O sole mio” ovviamente eseguita al mandolino.


Immagino quindi che un orientale non si debba sentire molto rappresentato dal Festival dell’ Oriente ! D’atra parte, basta leggere il programma delle conferenze, distribuito insieme alla piantina degli stand, per scoprire che, di orientali, neppure l’ombra.

Avevo scelto di visitare quella fiera, per scoprire qualcosa in più su quei paesi che non ho mai avuto la fortuna di visitare. Ho trovato invece una incredibile quantità di campane tibetane, incensi e stoffe normalmente in vendita in negozi di cineserie e … il modo per fare alcune riflessioni.
Oltre agli stereotipi, due sono le cose che più mi hanno colpito di quella strana manifestazione. Una è l’attribuzione all’Oriente di tutta una serie di bizzarre pratiche esoteriche. Posto che per vivere felice ognuno sceglie di credere in quel che più gli piace, siamo poi sicuri che vengano proprio dal lontano oriente tutte queste strane attività?

lettura del corpo aurico

lettura del corpo aurico

lettura dei corpi sottili

lettura dei corpi sottili

angelo custode

messaggi dal tuo angelo custode

L’altra cosa, per me decisamente inquietante, è l’aspetto cosmetico medicamentoso. Persino gli alchimisti o i venditori ambulanti del Far West si sarebbero sentiti frastornati da tutte quelle pomate, creme e unguenti fatti con qualsiasi cosa, prodotti da chissà chi e chissà come e spacciati per elisir di lunga vita e panacee per tutti i mali!


Mentre leggevo le virtù di oli e unguenti, ripassavo la definizione di cosmetico:

“Per «prodotto cosmetico» si intende: qualsiasi sostanza o miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei.
Una sostanza o miscela destinata ad essere ingerita, inalata, iniettata o impiantata nel corpo umano non è considerata prodotto cosmetico”

Quindi dando retta ai cartelli di presentazione, tutti quei vasetti boccettine fiale, non contengono cosmetici, ma farmaci. E allora, quali i principi attivi? Quali le dosi? Quali le tecniche di estrazione e purificazione? Quale la casa farmaceutica?
Prendiamo per esempio quei barattoli di crema di bava di lumaca.
Come è venuto in mente che la bava possedesse particolari virtù cosmetiche?
Pare che alcuni contadini cileni abbiano notato un miglioramento della pelle dopo aver maneggiato le lumache dei loro allevamenti. Questa non è certo una prova scientifica, ma è stata sufficiente per mobilitare l’industria cosmetica.
Ma come è fatta questa miracolosa sostanza?
E’ una miscela chimica complessa che contiene proteoglicani, glicosaminoglicani, e una varietà di enzimi glicoproteici. C’è anche l’acido ialuronico così caro ( in tutti i sensi) ai produttori di cosmetici e alcuni peptidi di rame, composti antimicrobici e oligoelementi tra cui il rame, lo zinco, e ferro. Tutti questi componenti servono a proteggere la lumaca da tagli, abrasioni e batteri e a farla arrampicare sugli specchi ( ci sono scienziati che cercano di riprodurre la bava di lumaca per produrre materiali adesivi).
Quei componenti, così preziosi per le lumache, cosa possono fare per gli umani?
Vi sono prove che almeno alcuni dei componenti della bava, possono stimolare la proliferazione dei fibroblasti, le cellule che producono il collagene e l’elastina, le proteine che formano la matrice di base della struttura della pelle. Il problema, però, è che questi effetti sono stati osservati solo in coltura cellulare. Nessuno studio finora ha documentato un reale beneficio della crema a base di bava di lumaca nelle persone.
Forse esagero, ma nessuno mi convincerà mai a spalmarmi della disgustosa bava di lumaca con l’assurda promessa di miracoli sulla la mia stagionata epidermide.
Naturalmente niente impedisce agli inseguitori dell’ eterna giovinezza di alternare maschere al cetriolo a sedute di “arrampicate di lumache” ( ci vorrebbe un nome più esotico) sul viso o altra zona bisognosa di restauro.

Mentre rimugino, continuo il mio percorso e non posso non notare l’ enorme quantità di bacche, semi e foglie dai nomi impronunciabili in mostra negli stand e pronte per essere ingurgitate così, tranquillamente senza alcuna indicazione sull’iter produttivo e sul produttore, ma con cubitali dichiarazioni quali, naturali e ottime per la salute.

baobab

cibi principali

cibi principali

E, accidenti alla mia formazione, invece di sentirmi fatalmente attratta da quei miracoli in sacchetto (o sfusi) a me vengono subito in mente le micotossine.
E adesso che diavolo sarebbero queste micotossine?
Le micotossine rappresentano un gruppo di sostanze chimiche, prodotte dal metabolismo secondario di alcuni funghi. Sono tossiche per gli animali e per l’uomo.
Sono molto resistenti al calore e non vengono completamente distrutte dalle normali operazioni di cottura, né dai diversi trattamenti a cui vengono normalmente sottoposte le derrate durante i processi di preparazione degli alimenti. Pertanto, le stesse micotossine o loro derivati ancora attivi possono persistere dopo la morte del micete ed essere presenti anche quando il prodotto stesso non appare ammuffito.

micotossine

micotossine

Come si producono le micotossine?
E’ possibile riscontrare una loro presenza in molti alimenti e questo costituisce oggi un motivo di crescente preoccupazione per la salute dei consumatori. La loro contaminazione è influenzata ampiamente dalle condizioni climatiche e geografiche, dalle pratiche di coltivazione e di conservazione e dal tipo di substrato interessato, in quanto alcuni prodotti sono più suscettibili rispetto ad altri alla crescita fungina. Le micotossine si sviluppano sia sulle piante prima del raccolto (contaminazione da campo) che nelle derrate vegetali dopo il raccolto stesso, durante i processi di conservazione (in magazzini, silos, ecc.), trasformazione e trasporto.
Quali sono gli alimenti più a rischio?

Gli alimenti più esposti alla contaminazione diretta sono soprattutto cereali (mais, frumento, riso, orzo, segale, ecc.), semi oleaginosi (arachidi, girasole, semi di cotone, ecc.), frutta secca ed essiccata, legumi, spezie, caffè e cacao. Inoltre, le micotossine possono essere ritrovate come residui o metaboliti tossici nei prodotti alimentari che derivano da animali alimentati con mangimi contaminati, costituendo un tipo di contaminazione indiretta (carry over) per l’uomo di rilevanza considerevole a causa degli elevati livelli di micotossine potenzialmente presenti nei cereali destinati alla produzione di mangimi vegetali.

Quando si sono scoperte queste tossine?
Gli effetti provocati dalle micotossine sulla salute dell’uomo e degli animali sono noti da tempo. Nel XIX secolo ne fu chiarita l’associazione. Successivamente fu descritta una sintomatologia tossica dell’uomo dovuta all’ingestione di pane ottenuto con frumento infestato da Fusarium graminearium. Negli anni 1942-47, diversi villaggi rurali della Russia furono colpiti dalla leucopenia tossica alimentare (Alimentary Toxic Aleukia, ATA) causata dal consumo di frumento e di miglio contaminati da Fusarium sporotrichiodes e F. poae.
L’aflatossicosi acuta si è manifestata per la prima volta negli animali, nel 1960, quando più di 100.000 tacchini morirono nel Regno Unito per cause sconosciute al punto che la patologia responsabile di questo evento fu chiamata “Turkey X disease”.
In seguito, studi più approfonditi hanno rivelato che la causa era da ricondurre al consumo di farina di arachidi fortemente contaminata da aflatossine. Analogamente, nel 1981 in Australia, sono morte diverse centinaia di vitelli alimentati con fieno misto ad arachidi, e nel 2007, in Argentina un analogo evento si è manifestato in un allevamento di cincillà.

Ma cosa sono le aflatossine?

Le aflatossine, ritenute a ragione le micotossine per eccellenza, sono state oggetto delle ricerche più approfondite e ancora oggi destano le maggiori preoccupazioni in quanto contaminanti dell’alimentazione di larga parte della popolazione mondiale che vive nelle fasce tropicali dove le caratteristiche del clima e la pressochè totale assenza di refrigerazione, facilitano la crescita delle muffe produttrici.
Esse sono prodotte esclusivamente da alcuni ceppi di Aspergillus flavus e da quasi tutti i ceppi di Aspergillus parasiticus.
Chimicamente sono dei derivati della cumarina e vengono denominate con le sigle B1, B2 (rispettivamente metossi-difuro-cumarone e metossi-difuro-cumaro-lattone), G1, G2 (loro diidroderivati), M1, M2 (metaboliti idrossilati rispettivamente di B1 e B2 che si riscontrano nel latte di lattifere alimentate con mangimi contaminati da aflatossine B1 e B2).
Le lettere B e G corrispondono al tipo di fluorescenza che queste micotossine emettono se irradiate con luce ultravioletta di 360 nm (Blue o Green), mentre la lettera M è l’iniziale del prodotto idrossilato che viene ritrovato nel latte (Milk = latte).
Sono essenzialmente delle epatotossine dotate anche di attività cancerogena (1 ppb di aflatossina B1 nella dieta della trota è sufficiente per causare il cancro del fegato), mutagena e probabilmente teratogena. Tra esse la più potente è la B1 che per questo è stata oggetto di molte approfondite ricerche.

In che modo si combattono le aflatossine?

Le aflatossine come del resto anche le altre micotossine sono sostanze fortemente termostabili pertanto i trattamenti termici comunemente impiegati nei processi industriali di trasformazione e nelle comuni preparazioni domestiche non sono in grado di ridurre il livello originale di queste sostanze. Per quanto attiene specificatamente le aflatossine, il principio guida per contenere i livelli di contaminazione è quello di adottare un approccio cosiddetto “olistico”, vale a dire una associazione di azioni concertate lungo tutta la filiera agro-alimentare, “dal campo alla tavola”.
Infatti la produzione di aflatossine può avvenire sia in campo che durante le fasi di stoccaggio dopo il raccolto.

Quindi attenzione  bacche, spezie,mais, noci, nocciole e mandorle e semi vari ! Non è detto che siano una mano santa per la salute!

Ma ecco che la folla (i visitatori sono numerosissimi) si raduna intorno al palco dove ci sarà un’esibizione di danza dei dervisci rotanti. Il derviscio in realtà è uno solo, molto colorato, poco mistico, ma davvero spettacolare e mi distoglie dalle mie puntigliose osservazioni.

Mi fa venire in mente un interessante articolo che parlava della fisica legata a questa danza.

“Studiando le gonne svolazzanti, alcuni scienziati hanno legato i loro modelli alla presenza della forza di Coriolis, una grandezza legata alla rotazione – la stessa che fa sì, per esempio, che la traiettoria degli oggetti in moto sulla Terra sia deflessa verso destra o verso sinistra. A partire dalle leggi di Coriolis, i ricercatori hanno sviluppato un insieme di equazioni matematiche che regolano il moto di una struttura a forma di cono (approssimazione degli abiti dei dervisci) sottoposta a rotazione”

 

Al termine della visita, mi rimane una sensazione indefinibile. Questo festival, che in realtà è un raduno di commercianti di cineserie, è un’altra dimostrazione della difficoltà reale di comunicazione tra culture diverse. Quando da studentessa pensavo al mondo del futuro, me lo immaginavo piccolissimo, una fitta rete di comunicazioni reali che avrebbero facilitato i contatti e l’ibridazione delle culture. Non potevo immaginare che le comunicazioni sarebbero state reali solo per quanto riguarda lo scambio di merci e lo scambio di idee sarebbe stato così difficile e ancora ben lontano da realizzarsi.
“Luoghi comuni”, questa locuzione che potrebbe significare “punti di incontro” significa invece stereotipi e barriere che avvolgono ogni civiltà del pianeta, soffocando lo scambio e condannandola a una mortale solitudine.

Fonti e approfondimenti
http://www.iss.it/binary/efsa/cont/Aflatossine_Brera.pdf
http://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/aflatoxins.htm
http://www3.unict.it/dfsc/micotossine.htm

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L’acrilammide è nel piatto!

Le notizie che ho da darvi non sono delle migliori.
Avete in mente tutte quelle buone cose fritte, cotte alla griglia o al forno ? Leggete anche voi questa notizia riportata tra le News, che mi arrivano dall’ordine dei chimici:

“A conclusione di una esaustiva disamina, l’EFSA ha pubblicato il proprio parere scientifico sull’acrilammide negli alimenti. Gli esperti del gruppo scientifico dell’EFSA sui contaminanti nella catena alimentare (CONTAM) hanno ribadito le loro precedenti valutazioni in base alle quali l’acrilammide presente negli alimenti può aumentare il rischio di sviluppare il cancro nei consumatori per tutte le fasce d’età. Tale conclusione è rimasta invariata da quando la bozza di questo parere è stata messa a disposizione per la consultazione pubblica del luglio 2014.
Le prove ricavate da studi su animali mostrano che l’acrilammide e il suo metabolita, la glicidammide, sono genotossiche e cancerogene: danneggiano cioè il DNA e provocano il cancro. Le prove desunte da studi sull’uomo che l’esposizione alimentare all’acrilammide provochi il cancro sono invece limitate e poco convincenti.
Poiché l’acrilammide è presente in un’ampia gamma di alimenti comuni, l’allarme per la salute vale per tutti i consumatori, ma è l’infanzia la fascia di età più esposta, sulla base del peso corporeo. I più importanti gruppi di alimenti che contribuiscono all’esposizione all’acrilammide sono i prodotti fritti a base di patate, il caffè, i biscotti, i cracker, i pani croccanti e il pane morbido.”

Niente panico e andiamo per ordine.
Chi è l’ EFSA? E’ L’autorità europea per la sicurezza alimentare perciò la notizia viene da fonte affidabile

Che cosa è l’acrilammide?
Uno dei prodotti della reazione di Maillard, la reazione responsabile del gusto di quasi tutti quei cibi che ci sembrano golosi e appetitosi.
Vediamo questa reazione più da vicino.
Maillard è il chimico che nel 1912 ha descritto la reazione tra amminoacidi e zuccheri, ma i suoi studi non hanno messo subito   in luce l’importanza che ha questa reazione nella composizione di aromi e profumi in cucina. Fu solo negli anni ‘50 che se ne incominciarono a capire i meccanismi e il suo peso nell’arte culinaria. Nel 1973, il chimico americano John E Hodge pubblicò il meccanismo di ciascuna delle fasi della reazione, e individuò un serie di prodotti.

Food Chemistry – The Maillard Reaction

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reazione di Maillard

Il primo stadio consiste nella reazione tra zucchero e amminoacido e il prodotto è un composto detto glicosilammina, che nel secondo stadio produce una chetosammina.
Nella fase finale hanno luogo diverse reazioni che originano una grande varietà di prodotti, i quali, a loro volta, possono reagire e produrre altri composti.
Come prodotti finali compaiono le melanoidine, lunghi composti polimerici, che agiscono come pigmenti dando al cibo cotto sua colorazione marrone.
A differenza delle reazioni responsabili dell’annerimento della frutta, che producono melanoidine, la reazione di Maillard avviene senza alcun bisogno di enzimi.
Come si vede, questa reazione può produrre miriadi di composti la cui comparsa dipende da diversi fattori, quali temperatura e pH. E proprio questa vasta gamma di possibilità è responsabile dei diversi sapori e aromi che possiamo gustare nei cibi.
Tra tutti questi prodotti, uno è sottoaccusa: l’ acriloammide

Modello ad asta e sfera di una molecola di acrilammide, C3H5NO, via Wikimedia Commons (Autore: Benjah-bmm27)

Modello ad asta e sfera di una molecola di acrilammide, C3H5NO, via Wikimedia Commons (Autore: Benjah-bmm27)

Questa molecolina, apparentemente innocua, è in realtà un composto cancerogeno che si può formare in grosse quantità se la temperatura a cui avviene la reazione è troppo alta.
Uno studio del 2002 aveva rilevato la sua presenza nei cibi prodotti nei fast food e da allora si è cercato di intervenire sui metodi di cottura per ridurne la presenza. La reazione di Maillard è comunque una reazione molto complessa e il controllo dei diversi fattori che possono influire sulla produzione dell’uno o dell’altro composto, non è semplice.
L’acriloammide si trova in grande quantità anche nel fumo di sigarette e i fumatori sono perciò esposti a dosi ancor più elevate di questo pericoloso composto.
Leggendo questo depliant pubblicato dall’EFSA per informare sui rischi dell’acrilammide
ci si rende conto che un mare di alimenti sono da consumare con moderazione , praticamente tutti i cibi fritti, alla griglia e cotti al forno e fra questi il caffè tostato, pane, biscotti, patatine fritte, soffrittini di cipolla e via dicendo.
Questa lista di cibi a rischio, mi fa tornare in mente un ricettario per crudisti pubblicato qualche giorno fa da Dario Bressanini su Facebook.
Avevo sorriso di quelle ricette davvero poco attraenti, ma quasi quasi …
Scherzi a parte, io la penso come Paracelso
“ Tutto è veleno e niente esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto.”
Credo quindi che in un’ alimentazione corretta siano le dosi a fare la differenza e che variando gli alimenti si riducano i rischi, sia per quanto riguarda le sostanze potenzialmente nocive, sia per quanto riguarda il rischio di malnutrizione, sempre in agguato a dispetto delle montagne di cibo a nostra disposizione.

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Qualche libro

libriNon so se a qualcuno verrà mai in mente di leggerli durante l’estate o in qualunque altro periodo dell’anno;  ho comunque  deciso di segnalare alcuni libri. Non tutti  sono recenti, anzi molti di loro li posseggo da anni, li  ho letti 57 volte, ogni volta trovo qualcosa che mi colpisce e ogni volta mi compiaccio per averli comprati.

Comincio con romanzi (pochi) e racconti:

cult

Douglas Adams – Guida galattica per autostoppisti- Mondadori 1999 (Fantascienza comica) molto apprezzato anche da Samanta Cristoforetti

Classici

Italo Calvino- Ti con zero- Einaudi 1967

Primo Levi- Ranocchi sulla luna e altri animali- Einaudi 2014

Bizzarri

Paolo Albani – I mattoidi italiani- Quodlibet 2012

Paolo Nori- Scuola elementare di scrittura emiliana per non frequentanti con esercizi svolti- Corraini 2014

Continuo con  scienze varie:

Curiosità chimiche

Joe Schwarcz – Come si sbriciola un biscotto?- Tea 2010 (Curiosità)

Bunpei Yorifuji – La meravigliosa vita degli elementi- Vallardi 2014 (Simpaticamente demenziale )

Classico

Francis Crick- Uomini e molecole-  Zanichelli 1970 ( è morto il vitalismo?)

Scienze e arte

AA.VV. – Chimica per l’arte- Zanichelli- 2014

Bruno D’Amore – Arte e matematica- Edizioni Dedalo 2015

Incantevoli libri  di fisica

Marco Dalmastro- Particelle familiari- Editori Laterza 2014

Carlo Rovelli – La realtà non è come ci appare- Raffaello Cortina Editore 2014

Carlo Rovelli – Sette brevi lezioni di fisica- Adelphi 2014

Per ora mi fermo qui.

Come avrete potuto notare non sono libri, che svettano ai primi posti delle  classifiche       (tranne quello di Rovelli!), anzi, alcuni sono nascosti negli angoli più oscuri  o in alto, in alto sugli scaffali delle librerie, ma vi assicuro, vale la pena scovarli!

Buona lettura !

 

 

 

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