Sulle tracce dell’ alchimista

sulle tracce dell’alchimista

Sono pronta per il secondo viaggio. Ho già telefonato all’agenzia Eötvös per assicurarmi della presenza di Hans, la preziosa guida islandese. Senza di lui non parto, anche se il mio è solo un viaggio mentale. Si deve infatti alla competenza e affidabilità di Hans se lo sprovveduto Axel e l’irascibile e saccente zio Lidenbrock sono sopravvissuti all’avventura (ho letto viaggio al centro della terra in tarda età e in  un’edizione ridotta per ragazzi datata 1955. Non era mio, io da piccola leggevo “Piccole donne” e non me ne pento).
Entro quindi nel sacco degli utensili di Hans per la prima parte del viaggio, poi si vedrà.
Mi affascina la pergamena in caratteri runici con cui ha inizio tutta la storia. Facendo io fatica a tradurre sedici righe di famigerate “istruzioni per l’uso” in inglese, nutro stima e infinita ammirazione per chi è in grado di tradurre questi pazzeschi caratteri con una certa scioltezza.

la chiave per il centro della Terra

Traduzione

Discendi nel cratere di Yocul du Sneffels che

All’ombra dello Scartatis viene

A carezzare prima delle calende di Luglio,

viaggiatore audace, e tu arriverai

al centro della terra. Quello che ho fatto io.

Arne Saknussemm

Sono già nelle viscere della terra e vi sto parlando da lì.

L’avventura è incominciata  Il 28 giugno quando, come previsto dall’alchimista,  l’ombra del monte  Scartatis si proiettò nel cratere  del vulcano islandese  mostrando il cammino da percorrere. Sono passati una decina di giorni ( grazie al cielo virtuali) e di straordinario ho visto solo  un’enorme miniera di carbone: in compenso abbiamo  sbagliato strada, rischiato di morir di sete e perso tempo prezioso. La guida, per fortuna, è riuscita a trovare un ruscello sotterraneo e a far zampillare acqua bollente, risolvendo il problema sete.

Le conversazioni qui sotto sono molto dotte ed esclusivamente fra Axel e lo zio. Hans non parla, agisce soltanto. In questo momento, per esempio, Axel mostra una certa perplessità per il fatto che la temperatura non accenna ad aumentare nonostante la profondità; lo zio, invece,  non sembra stupito e,  con un certo compiacimento, dice che tutto è come aveva previsto perché, se la temperatura all’interno della Terra  fosse davvero cosi alta come Axel si ostina a sostenere, i gas potrebbero provocare lo scoppio della Terra, come il vapore può provocare lo scoppio della caldaia che lo contiene. Inoltre, se ci fosse massa fusa, questa sarebbe soggetta al fenomeno delle maree e quindi ci sarebbero moti giornalieri che romperebbero in continuazione  la crosta terrestre. Naturalmente, Lidenbrock aveva anche previsto un graduale nostro adattamento all’aumento di  pressione e sentenzia che le difficoltà reali incominceranno solo in prossimità del centro della Terra quando bisognerà zavorrarsi in quanto il loro peso ( e finalmente anche il mio) sarà nullo. Qui troverete una trattazione fisico matematica molto accurata che riguarda la gravità e le sue variazioni i condizioni diverse, con riferimenti specifici al libro di Verne.

In questo dotto clima  accademico, ogni tanto serpeggia anche un po’ di angoscia e preoccupazione, più che altro per colpa di Axel, il più debole ( e maldestro) dei tre . Ora per esempio non si trova più . Finalmente sentiamo un grido. E qui, ancora una volta, scatta la formazione scientifica dello zio, che calcola  la distanza fra noi e il ragazzo, sfruttando  la velocità del suono: volete sapere quant’è distante Axel? 6 km! Che orecchio!  Naturalmente c’è una spiegazione  ed è proprio Axel,  che prima di svenire, trova la forza per descrivere il fenomeno nel dettaglio,  facendo riferimento al curioso effetto di amplificazione dei suoni che si ha  in Sicilia nella cavità, detta  l’orecchio di Dioniso. (Cap 28 dell’ edizione integrale).

Incomincio a provare quella sensazione inspiegabile, che mi assale quando mi trovo con  mio marito in uno di quei reparti di ferramenta a cui io dedicherei 30 secondi del mio tempo   e invece tutto si ferma per buoni venti minuti, mentre lui guarda affascinato chiodi e viti e soppesa le punte di trapano,  come fossero gioielli di autore.

Finalmente Axel anche se un po’ malconcio è di nuovo con noi e adesso dovrebbe esserci un po’ di azione  o almeno qualche scoperta sensazionale.

Ed ecco la prima, vera  scoperta: siamo in una enorme caverna, una luce naturale illumina un mare popolato da  pesci e mostri acquatici primordiali. Ci sono anche nubi in questo non  cielo nel cuore della Terra.  L’azione invece scarseggia: i prossimi giorni li passeremo attraversando l’ enorme distesa d’acqua  a bordo di una zattera.

Lotta fra mostri marini primordiali

Per fortuna una terribile tempesta ci ha portato alla seconda sensazionale scoperta: fossili di umani e dinosauri che provano, secondo lo zio, l’esistenza contemporanea di uomini e mastodonti e fissano a centomila anni l’età dell’uomo.

E poi, in un crescndo, la terza scoperta, la più sensazionale: un umano vivo, alto quattro metri, che pascola dinosauri di tutte le dimensioni. Qui, avrei approfondito di più la questione, ma zio e nipote tagliano corto fuggendo a gambe levate.

A questo punto ne ho  abbastanza e con un sospiro di sollievo accolgo la notizia che il tunnel, che ci avrebbe portato sicuramente al centro della Terra,  è interrotto. Ma nulla ferma zio e nipote, che hanno la bella pensata di far saltare il masso, che ostruisce l’entrata. Tento di urlare che è pericoloso ma ovviamente non ho modo di interagire con loro. Non mi resta che  nascondermi  nella tasca della giacca di Hans e chiudere gli occhi.

Lo scoppio e poi una caduta interminabile, sempre appesi alla provvidenziale zattera.  Non saremo al centro della Terra dal quale ci separano 1500 leghe (una lega circa 4 km) ma  siamo un bel pezzo in giù! Abbiamo perso tutto tranne la zattera e un’inaffidabile bussola.

Adesso c’è il passaggio che mi spaventa di più.

Lidenbrock annuncia  che siamo nel camino di un vulcano in eruzione. L’acqua lentamente si trasforma in lava e come un  ascensore infuocato ci solleva ( a intermittenza) portandoci verso la bocca del vulcano.  Poi lo sputo finale ed eccoci   a Stromboli, in un bella mattina di fine settembre.

Finalmente!  Non ne potevo più di questo viaggio e  della compagnia di quei tre !

Axel,  personalità zero. Hans, la guida, muto o  al più qualche monosillabo in  islandese. A proposito, “saell vertu” benvenuto islandese ai visitatori di questo blog!

Lo zio, scienziato pazzo, molto affezionato al nipote, ma tipico  studioso ottocentesco pedante e pieno di contraddizioni. Ecco una sua frase:

“con la scienza non si fanno supposizioni: si hanno certezze”

Eppure tutto il suo comportamento è contradditorio:

Si butta sulle orme di un alchimista fingendo di ignorare le “ certezze scientifiche “dell’ epoca e quando  il povero Axel osa obbiettare che

“ è stato scientificamente dimostrato che al disotto della crosta terrestre il calore aumenta di un grado circa per ogni settanta piedi di profondità. Bada bene che è un fatto accertato … …

Lo zio assumendo “un’ aria cattedratica e con il suo più alto tono della voce replicò opponendo a quelle che  erano ipotesi di illustri scienziati ipotesi altrettanto attendibili.”

 capitolo sei del’edizione integrale

Ma  quale ipotesi altrettanto attendibile opponeva lo strano professore?

Pur avendo  un’ idea della  densità della terra, che  lo stesso Newton  aveva ipotizzato essere un po’ più di 5 volte la densità dell’acqua, (inoltre l’esperimento di Cavendish aveva dimostrato con una buona precisione, che tale densità era 5,48 g /cm3 nel  1798. Robert P. Crease – Il prisma e il pendolo- Longanesi 2007) Verne si fece influenzare dall’eco della fantastica “teoria della Terra cava” (Hollow Hearth) tornata in auge  in America all’inizio del secolo XIX.

Il 10 aprile 1818, tutti i membri del Congresso degli Stati Uniti, i rettori delle Università e alcuni scienziati ricevettero una lettera scritta dal capitano John Symnes in cui Symnes sosteneva che si potesse raggiungere l’interno della Terra attraverso un buco spalancato al Polo Nord. All’epoca non si sapeva quasi nulla dei Poli, la cui esplorazione incominciò all’ inizio del ‘900
http://www.circolopolare.com/ita/esploratori_i.htm
http://www.annopolare.it/esplorazione/Esplorazione.pdf
http://www.amb-norvegia.it/News_and_events/Eventi/Mostra-a-Torino-su-150-Anni-di-Esplorazioni-Polari-dalla-Groenlandia-di-Nansen-al–Polo-Sud-di-Amundsen-Scott/

Ma da dove salta fuori questa teoria? Wikipedia

Il primo a dare credito al concetto della Terra cava è uno dei fondatori dell’astronomia moderna, Edmond Halley, conosciuto per aver scoperto la cometa alla quale è stata data il suo nome. Nel 1691, l’astronomo inglese presentò allaRoyal Society di Londra la sua ipotesi, secondo la quale Terra sarebbe cava e conterrebbe altre sfere concentriche al suo interno: il polo magnetico della Terra si sposta un po’ ogni anno verso ovest e la sua teoria prevedeva una serie di sfere interne al pianeta che girano indipendentemente l’una dall’altra e dalla superficie esterna. Suggerì anche che queste sfere interne potessero essere abitate!

Sfruttando la storia della terra cava, però, Verne in qualche modo cerca di  inserirsi  nel dibattito scientifico dell’ epoca. Questo libro, infatti, esce nel 1864, qualche anno dopo l’ “Origine della specie” di Darwin(1859)  e risente delle teorie attualiste  di  Charle Lyell secondo le quali la Terra è stata modellata interamente dall’azione di forze con movimenti lenti, agenti in periodi di tempo lunghissimi e il cui motto potrebbe riassumersi in ”il passato è la chiave del presente”.

Verne è infatti convinto che il nostro pianeta non possa esistere da soli 6000 anni, come vorrebbero i cristiani suoi contemporanei ed è, in parte, evoluzionista. Così,  anche se “Viaggio al centro della Terra”  non è uno dei suoi romanzi più riusciti,  può essere considerato un documento storico.

Comunque sia questo quasi centro della terra occupato da un mondo abitato e ancora primitivo con tanto di mostri e dinosauri non mi piace.

Preferisco la realtà e precisamente mi piacerebbe fermarmi a 300 m e vedere  i meravigliosi cristalli giganti di Naica .

Ve ne mostro il filmato. Intanto non scordatevi del  problemino del  post precedente, quello del sasso lanciato lungo il diametro della Terra 😉

.

Provate a tradurre!

 

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Informazioni su spanni

prof. di chimica
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