Cadendo con Alice


Ed eccomi arrivata all’ultima proposta dell’agenzia Eötvös. Devo confessare che questo è il viaggio più atteso. Alice era il mio personaggio preferito da piccola e, spesso, i miei ricordi di bambina si confondono con le sue avventure. Ho sempre amato ogni riga del testo di Alice, ma non ho mai approvato la sua immagine. So perfettamente che Carroll illustrò personalmente Alice e che curò in modo pignolo e maniacale la prima edizione tentando anche, di dare suggerimenti all’illustratore Tenniel, il disegnatore che aveva scelto per dare un volto al suo personaggio. So quindi che quella che compare sui libri è proprio Alice, quella che il reverendo Dodgson aveva creato, ma io non l’ho mai immaginata così. Quella ragazzina bionda, con il vestito azzurro e il grembiule bianco, non ha mai avuto nulla a che fare con la mia protagonista. E per cercare un altro suo volto, sono diventata una collezionista e così, ogni volta che mi capita tra le mani quel libro in una qualche edizione, vecchia o nuova che sia, guardo attentamente le illustrazioni. Ho trovato poche eccezioni all’iconografia tradizionale e, naturalmente, quelle sono le mie edizioni preferite anche se nessuno dei disegni assomiglia alla la mia Alice.
Questo fino a poco tempo fa. Poi, su uno scaffale di libri per bambini eccola: bruna, con i capelli corti e il piglio di un’eroina. Un’ eroina, appunto, non una bambola, proprio come l’ho sempre immaginata. La mia Alice era finalmente nata e la sua creatrice è Rebecca Dautremer, che ha illustrato il libro per Rizzoli. E ora la splendida copertina di quel libro è qui, in primo piano sulla mia libreria.

E così, come stabilito con l’ Agenzia Eötvös , saranno due le  due edizioni di Alice che mi guideranno  in questo viaggio: Alice nel paese delle meraviglie – Rizzoli 2011 illustrata da Rebecca Dautremer e  Alice annotata da Martin Gardner- Longanesi 1971, entrambe tradotte da Masolino d’ Amico.

Sono pronta per la partenza. Purtroppo sarà un viaggio brevissimo:  come Alice toccherà terra, io atterrerò  sul mio divano. L’agenzia non vuole correre rischi con la mania di decapitazioni della Regina di Cuori. Però quel magnifico  gattone del Cheshire o anche solo il suo sorriso l’avrei incontrato  volentieri!

Mi  nascondo tra i capelli di Alice, sono  lunghi quanto basta per aggrapparmi saldamente durante la caduta. Anche se non sarà una caduta  vera e propria, ma piuttosto un galleggiare a tempo di sogno, verso il fondo del tunnel. Una scena ripresa con il rallentatore .

Lo stupore del reverendo Dodgson

E si trovò a precipitare giù per quello che pareva un pozzo assai profondo.

O il pozzo era assai profondo, o la sua caduta assai lenta: il fatto e che Alice ebbe tutto il tempo, precipitando, di guardarsi intorno e di chiedersi cos’altro le sarebbe accaduto a questo punto.

Dapprima cercò di guardare in basso e di  distinguere la sua destinazione, ma era troppo buio per vedere nulla; allora guardò le pareti del pozzo, e notò che queste erano piene di credenze e di scaffali ;qua e là vide appesi quadri e carte geografiche.  Prese al passaggio un vasetto da uno scaffale. L’ etichetta diceva MARMELLATA DI ARANCE, ma con sua grande delusione, il vasetto era vuoto; Alice non volle lasciarlo  cadere, per paura di ammazzare qualcuno sotto, e fece in modo di posarlo sopra una credenza, sempre durante la caduta. 

La forza di gravità è la prima stranezza della tana del coniglio: Galileo ne sarebbe rimasto sconvolto, ma io, qua tra i capelli di Alice, sono molto contenta di non subire le violente emozioni che mi danno le  montagne russe o gli ascensori troppo veloci!

La scena, in effetti,  si sarebbe dovuta concludere in pochi attimi e Alice non avrebbe dovuto avere il tempo di guardarsi attorno,  né di prendere e tantomeno  riporre, il vasetto di marmellata di arance.

Sento una voce: è la guida d’eccezione che mi sono procurata per questo viaggio, il matematico Martin Gardner che, a questo proposito, deve sottolineare qualcosa: “Una volta afferrato non avrebbe potuto far cadere il vasetto, che al massimo  sarebbe rimasto sospeso davanti a lei per tutta la caduta  e non avrebbe potuto riporlo sullo scaffale, visto che la velocità glielo avrebbe impedito.”

E continua poi a parlare facendo un riferimento, davvero interessante, a un altro   romanzo di Carroll “Sylvie e Bruno” in cui l’autore racconta come sia difficile prendere il tè in una casa che cade, anticipando l’esperimento di pensiero  di Einstein sull’ ascensore Wikipedia.

Ho trovato il testo di quel  romanzo  in rete, non ho mai avuto il piacere di averlo tra le mani.

Giù giù , sempre più giù. Sarebbe mai finita quella caduta? ” Mi domando quante miglia avrò percorso, a quest’ ora! ” disse forte. ” secondo me mi sto avvicinando al centro della terra. Vediamo un po’; sarebbero 4000 miglia di profondità , mi pare…” ( perché, sapete, Alice aveva imparato a lezione diverse cosette del genere,  e benché questa non fosse poi un’ occasione ideale per fare sfoggio di cultura, dal momento che non c’era nessuno ad ascoltarla, ripeterle era pur sempre un buon esercizio )  ” … Si, più o meno la distanza  e questa… Ma a questo punto vorrei sapere a che latitudine e anche longitudine sono arrivata.”( Alice non aveva la minima idea di cosa fosse la latitudine, per non parlare della longitudine ma le sembravano dei simpatici paroloni con cui riempirsi la bocca. ) a questo punto ricominciò . ” Mi domando se non finirò per attraversare la Terra da una parte all’ altra! Sarà buffo sbucare fuori tra la gente che va in  giro a testa in giù. gli ANTIDOTI mi pare ” ( fu piuttosto contenta che non ci fosse nessuno Sto arrivando! Sentir,a, stavolta, dato che la parola suonava decisamente sbagliata.”” …. Però il norme del paese dovrò chiederlo:  “Scusi, signora questa è l’ Australia o la nuova Zelanda. ” e cercò , parlando, di fare la riverenza ; pensate, fare la riverenza mentre si sta cadendo nel vuoto, e voi ci riuscireste?

Sento  che la mia guida Martin Gardner,  a questo punto, si sta lanciando  in una disquisizione interessantissima e molto dotta in cui,  citando Galileo e il “Dialogo sui massimi sistemi”,  spiega dettagliatamente quello che succederebbe a un grave lanciato verso  il centro della Terra.

Ora che ci penso questa è la soluzione del quiz che vi avevo proposto all’inizio della mia trilogia di viaggio!  Eh no, troppo facile 😈 Intanto tolgo l’audio impedendovi  di  ascoltare le sue parole, e poi  …  sono incerta tra due opzioni:

A)   vi lascio nel dubbio  invitandovi  all’acquisto dell’ Alice annotata (libro bellissimo che dovete comunque  assolutamente leggere).

B)   Vi scrivo la soluzione in runico .

Ci penso.  Intanto sento che  Gardner sta facendo ancora riferimento al romanzo “Sylvie e Bruno”. Questa volta descrive un fantastico treno che andrebbe esclusivamente sfruttando la forza di  gravità:

“Le rotaie passano per una galleria perfettamente dritta che unisce due città. Dal momento che il centro della galleria è necessariamente più vicino al centro della terra che non le due estremità, il treno corre in discesa fino al centro, acquistando un impulso sufficiente a risalire poi l’altra metà della galleria.

Un treno simile coprirebbe il percorso (ignorando la resistenza dell’aria e l’attrito delle ruote) in 42 minuti lo stesso tempo che occorrerebbe a un grave per raggiungere il centro della terra. Questo tempo è costante indipendentemente dalla lunghezza della galleria.”

Mi chiedo se un treno simile potrebbe risolvere i miei problemi di pendolare troppo spesso  in ritardo. Intanto che cerco una risposta a questa domanda,vi consiglio questo  link  dove troverete qualcosa che vi aiuterà con il quiz e Alice e l’astronauta che vi regalerà divertenti spunti di riflessione.

Sento però  che il mio viaggio sta per concludersi. Alice sta parlando  della sua gattina Dina e della possibilità che ha di mangiarsi  un pipistrello, visto che questi assomiglia a un topo. E mentre  lei si dibatte nel dubbio amletico cat eats a bat or bat eats a cat il fondo del tunnel  si avvicina e anche la fine del mio viaggio.

Giù giù, sempre più giù . Non c era altro da fare, ragion per cui Alice riprese ben presto a parlare…………. Quando a un Tratto tu tum  atterrò su in mucchio di ramoscelli e foglie secche e la caduta finì

Sono arrivata anch’io, il contratto con l’agenzia era chiaro.

Ma se voi volete viaggiare ancora un po’ con Alice, vi propongo il blog del chimico impertinente. Qui troverete  bellissimi post che utilizzano la storia di  Alice per parlare di scienza.

Poi siccome tutto è incominciato con una canzone, tutto finirà con una canzone, ma non prima di dirvi che, a proposito del quiz,  ho deciso di non  darvi la soluzione del quesito in runico. Opto per l’opzione  A, e, visto che  i link che vi ho proposto vi indicheranno sicuramente la soluzione, concludo  proponendovene  una  vagamente  surreale:

Il Verdone mangiasassi è un quasi- rettile che vive al centro della Terra mangiando sassi

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Informazioni su spanni

prof. di chimica
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3 risposte a Cadendo con Alice

  1. Pingback: Ricapitolando | unpodichimica

  2. Gifh ha detto:

    Acciderbolina, che abbuffata affabulata! 😀

    Mi piace

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