Il mio Halloween

Non ricordavo l’acqua tumultuosa del torrente.
Era una scia bianca, che rifletteva immobile il sole estivo,  quella che compariva ogni volta che sfogliavo l’album della mia mente e si apriva la pagina: Mercatino Conca. E “la” Conca era la scia bianca, anche se ormai di quel bianco rimaneva solo qualche traccia sfuggita alla sete di vita di erbe e arbusti.
Così sono rimasta a guardare quell’acqua fangosa fare vortici improvvisi e cambiare direzione quasi come se dovesse rispondere al comando di più voci; e il vento, che si è alzato impetuoso, mi ha portato ricordi lontani.
Quello era il paesi dei nonni, in cui avevo passato molto del mio tempo di bimba. Ecco , allora, riaffiorare il lento dondolio della “sbangiola”, l’altalena che il nonno mi aveva costruito, tirando una corda fra due alberi e il profumo del pane, che la nonna fornaia faceva di notte, nel forno della Caterina, e l’aria serena di mio padre che lì, in quel paese, ci stava bene, anche se era così diverso dalla sua Sardegna.
E il vento mi portava la voce del nonno e le carezze della nonna che anche quando ormai l’alzheimer me l’aveva portata via, non mi aveva del tutto dimenticata e accarezzava il mio viso e le mie lacrime. E allora ho sentito tutti loro intorno a me ed erano così vicini che ho pensato che li avrei trovati nella nostra casa, come un tempo.
Ma anche loro come la scia bianca del Conca sono scomparsi e quel viaggio in questa ventosa giornata di novembre, non l’ho fatto per abbracciarli, ma per incontrarli in quella dimensione in cui finiscono le molecole delle persone che si amano. Lì, non si hanno contatti, ma quel nodo alla gola e la voglia di piangere fanno pensare alla sensazione che si prova per un evento desiderato che ti coglie all’ improvviso,  come  l’acqua impetuosa di un torrente, che pensavi ormai seccato per sempre.

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prof. di chimica
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2 risposte a Il mio Halloween

  1. laurin42 ha detto:

    Così per me è il senso di questa ricorrenza che è ormai solo un momento per fare rumore.
    Ascoltare il linguaggio dei morti e percepire la loro presenza accanto a noi dove e quando riusciamo a metterci in contatto. Da loro che hanno la visione e la consapevolezza dell’eterno presente possiamo ricevere la saggezza per costruire un futuro che sia a misura di essere umano.
    Di questa necessità di ascoltare l’altra dimensione parla ” la dodicesima illuminazione” l’ultimo libro messaggio di James Redfield. Secondo me vale la pena di farla nostra.
    Sempre più fortunata di averti incontrato!
    Love
    L

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  2. Fede ha detto:

    :’)

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