Carnevale della Chimica #22: la chimica della bellezza o la bellezza della chimica

«….. L’aprì e vide che c’era un
grasso unguento giallo. Le parve che odorasse di palude. Con la punta
del dito Margherita se ne mise un poco sul palmo e più acuto giunse
l’odore d’erbe di palude e di bosco. Col palmo cominciò a spalmarsi la
crema sulla fronte e sulle guance. La crema si spalmava con facilità e
Margherita ebbe l’impressione che evaporasse immediatamente. Dopo
qualche frizione, Margherita si guardò allo specchio e lasciò cadere la
scatoletta che andò a finire proprio sull’orologio incrinandone il
vetro. Chiuse gli occhi, poi si guardò un’altra volta e scoppiò in una
folle risata. Le sopracciglia sottili depilate con la pinza si erano
fatte più folte e formavano due archi neri regolari sugli occhi d’un
verde più intenso. La sottile ruga verticale alla radice del naso,
formatasi dopo che era scomparso il Maestro, non c’era più. Erano
sparite anche le ombre giallognole dalle tempie e le piccole rughe
appena segnate agli angoli degli occhi. Le guance s’erano fatte rosee,
la fronte bianca e limpida e l’ondulazione eseguita dal
parrucchiere s’era disfatta. L’immagine di un donna sui vent’anni,
scossa da un riso irrefrenabile, dai capelli neri e ondulati
naturalmente, guardava dallo specchio la trentenne Margherita …..».

Bulgakov: Il
Maestro e Margherita

Ecco, questo è esattamente quello che vorrei
mi capitasse la mattina, quando lo specchio riflette impietoso la mia
immagine.
Quanto vorrei la ricetta della preziosa crema del
diabolico Azazello! E questo, ne sono certa, è un desiderio universale, uno
di quelli che mi accomuna alla gran parte del genere umano e non solo a
quello di sesso femminile.
Invece quello che capita alle Margherita non
protagoniste di alcun romanzo (e a tutti gli altri!) è ben riassunto in
questo impietoso filmato


Ma quando è iniziato questo desiderio di
trovare rimedi ai vandalici graffiti che il tempo si ostina a tracciare
sui nostri volti?

Un riflesso nell’acqua: nascita dell’autocoscienza e inizio del sodalizio
bellezza – chimica.#cosmesi
Questo potrebbe essere il twitt che comunica l’inizio della storia della
bellezza
e degli incredibili sforzi che l’umanità ha compiuto per
crearla, possederla , mantenerla. Una lotta che ha sempre avuto come alleata
la chimica, anche quando non si sapeva che quello fosse il suo nome.
Un riflesso e l’uomo prende coscienza del suo
volto vale a dire dell’interfaccia che separa la sua anima dal mondo.

Pochi secondi dall’autocoscienza e lo stupore iniziale si trasforma in
palese insoddisfazione : ne sono certa, il gesto successivo al
riconoscimento della propria immagine è stato quello di aggiustarsi i
capelli.
Mi sembra quasi di percepire telepaticamente i due nuovi problemi che il
progenitore si è trovato tra capo e collo, contestuali a quel primo sguardo
cosciente: come migliorare o comunque
modificare i tratti del volto e l’altro …. come costruire uno specchio più
facile da maneggiare.

Problemi apparentemente frivoli rispetto alle difficoltà di sopravvivenza in
un ambiente ostile quale doveva essere la Terra diecimila anni fa. Porre
rimedio a un colorito un po’ smorto o farsi labbra di fuoco, sembrano
problemi che non avrebbero dovuto neanche venire in mente a chi ha ben altre
priorità quali: procurarsi cibo e riparo. Eppure
gli uomini preistorici usavano cosmetici, come testimoniato il
ritrovamento di piccoli mortai risalenti all’età della pietra, che si
presume servissero a preparare pigmenti per colorare il corpo.

Quindi, fra una battuta di caccia e la fabbricazione di armi, nell’ età
della pietra si trovava il tempo per
osservare e manipolare, per entrare cioè, in contatto con la chimica,
futura maestra di trasformazioni e alleata fidata.
Tutto è
cominciato con qualche suggerimento per estrarre i icolori, poi qualche idea
per un uso non bellico dei materiali ed ecco che: immagine, bellezza,
fashion e chimica, intrecciano una specie di danza che non si è ancora
fermata. E ne è passato di tempo!
Certo non era proprio chimica delle
trasformazioni, quella di allora, ma la manipolazione dei materiale
naturali per ricavarne i componenti (come i colori) è già molto vicina
alla chimica ed è davvero molto antica.

Ed ecco il rosso e il giallo provenienti da
ocre contenenti ematite cristallizzata con diverse percentuali d’acqua, (
ossido di ferro e ossido di ferro idrato).
Da terre con silicati d’alluminio invece si otteneva il verde, il nero si
ricavava dal carbone vegetale, il marrone dall’ossido di manganese, il
bianco dal gesso e dalle ossa macinate.
I colori venivano ridotti in polvere finissima
con il pestello e venivano poi aggiunti come leganti oli vegetali e se
ancora non si poteva parlare di trasformazioni, sicuramente venivano
elaborate ricette in cui, per addizione di componenti, si miglioravano le
miscele.

I pigmenti così ottenuti erano usati per colorare la pelle e … le pareti di
casa .

specchi in ossidiana: museo di
Ankara

Era già stato ottenuto, lucidando dell’
ossidiana, anche lo specchio tascabile. Non è però certo che ci fosse già
stata l’invenzione della tasca.

Tornando a unguenti e pigmenti, quelli del paleolitico erano solo primi
balbettii, ma per parlare di vera cosmesi bisogna attendere il neolitico e
trasferissi in Mesopotamia.
È qui, in oriente, nella mezzaluna fertile,
che si trovano i migliori ingredienti vegetali e minerali da trasformare
in oli, profumi e tinture.

All’estetica e al rito, si affianca il tentativo di affrontare, con l’aiuto
della cosmesi, problemi igienici. Ecco allora, ad esempio, la pratica di
ungere la pelle per evitare eccessive sudorazioni, l’ uso dei prodotti
cosmetici per diverse finalità, contribuisce alla loro diffusione.
I Sumeri (3500 a.C. ca.) e i Babilonesi (2003
a.C–539 a.C.) praticarono per primi trattamenti estetici estremamente
progrediti: ci restano i vasetti e i piccoli flaconi destinati a contenere
unguenti profumati, oli, pigmenti e polveri, molte delle quali d’oro,
usate probabilmente per cerimonie religiose o per grandi solennità.

Durante gli scavi di Ur vennero rinvenuti i lussuosi ornamenti della
principessa sumera Shub-ad, oltre alla sua bellissima arpa.
Un particolare curioso: il trucco, soprattutto il rosso per guance e labbra,
veniva portato con sé dalla persona che lo usava. E per questo c’erano
piccoli recipienti che facevano da ciondolo a braccialetti o a orecchini.
Con gli Assiri(1350-612 a.C.) si assiste ad un
ulteriore sviluppo dell’arte cosmetica: alla leggendaria regina Semiramide
si attribuiscono ricette particolarmente efficaci e una grande conoscenza
di fitocosmesi.
Con questa popolazione la cosmesi passò veramente
dall’artigianato a qualcosa di simile alla produzione industriale.
Nel frattempo l’umanità aveva imparato a utilizzare il fuoco e a compiere le
prime trasformazioni della materia. L’uomo si
rese conto di essere in grado di cambiare la struttura, la forma e
l’aspetto della materia e i suoi primi spettacolari interventi,
contribuirono ad accrescere la bellezza del mondo.
Nacquero le
ceramiche (e i contenitori per intrappolare l’acqua e specchiarsi più
frequentemente), i vetri per produrre splendidi flaconcini per unguenti, e
soprattutto nacque la metallurgia. Il metallo fu strappato ai suoi minerali
e si trasformò in armi, contenitori e … specchi.
I primi specchi furono dischi di metallo .
bronzo, argento e raramente oro.avevano un manico e la superficie
lievemente curva. Furono lucidati con sabbie, talco e polveri sempre più
sottili, fino a mettere a nudo la superficie riflettente.

Con la pratica, nel tempo, gli uomini riuscirono a ottenere dai metalli
prestazioni incredibili, ma solo dal secolo scorso quando gli scienziati
hanno iniziato a saperne di più sugli atomi, il riflesso abbagliante di una
superficie metallica ha svelato i suoi segreti.
Un viaggio tra i cosmetici ha una tappa
obbligata: gli Egizi , i primi cultori della bellezza e i primi a mettere
insieme vere formulazioni chimiche (come quella del blu egizio).

Un canto del II millennio a.C. dice molto sul rapporto che le donne egizie
avevano con i cosmetici.

Mi sono confusa vedendoti,
che metà dei capelli si sono sciolti
correndoti incontro
vado subito a rifarmi i ricci
e adornarmi gli occhi con il kohl
a mettere il rosso
e l’olio profumato di Punt
per essere pronta ad ogni istante.

Il Kohl o Kajal era solfuro di ammonio:
stemperato in olio di semi, veniva messo all’interno e all’esterno
dell’occhio che veniva così allungato verso le tempie. Serviva per
proteggere gli occhi e dare profondità allo sguardo. Ogni donna, così come
gli alti dignitari e i sacerdoti , aveva una tavolozza d’avorio su cui
comporre i colori del trucco, spesso di origine minerale e piuttosto
inquietanti per la salute.
Solfuro di mercurio per il rosso, ocre a base
di limonite per l’arancio, sali di rame per l’azzurro, i derivati del
manganese per il viola, la malachite per il verde, e la velenosissima biacca, carbonato di piombo
per sbiancare la pelle. L’oro era utilizzato come smalto e come ornamento
per i capelli.
Gli Egiziani raggiunsero livelli altissimi nella
produzione di colori che utilizzavano oltre che per cosmesi, per colorare
ceramiche, papiri e pareti.
I cretesi raccolsero la tradizione cosmetica
egiziana come testimonia il fantastico ritratto della “parigina”, affresco
del palazzo di Cnosso conservato a Creta.

I greci invece furono molto più austeri
nell’uso di cosmetici decorativi, ma molto rigorosi per la cura del corpo.
Le donne trascurate incorrevano in multe e sanzioni varie
. Questa
usanza, estesa agli uomini, dovrebbe essere in uso anche nella nostra
civiltà tutelando così gli utilizzatori di mezzi pubblici, quali treni e
autobus, da incredibili afrori in grado di innescare danze tribali nei
succhi digestivi del già vessato pendolare.
Nella lingua greca troviamo anche le origini
della parola cosmesi: kosmeo che significa ornare e kosmos che significa
ordine e che è la stessa da cui deriva cosmo cioè universo.

E lo specchio?
Con i greci, lo specchio diventa un oggetto riservato alle donne. Gli
uomini, al massimo, possono darsi una sbirciatina nello scudo, mai in uno
specchio. Comprensibile: il mito di Narciso
doveva aver lasciato tracce profonde nella popolazione maschile
dell’antica Grecia!

Per riposarvi dopo tutte queste chiacchiere, guardate questo divertente
video che ne propone una versione moderna.


E siamo arrivati ai Romani. Qui abbiamo fior
di poeti che ci parlano della situazione cosmesi nella Roma antica.

Il caustico Marziale, per esempio,nei
suoi epigrammi deride le varie Fabulle, Galle e Messaline per l’ intonaco
del volto che rischia di sciogliersi con la pioggia ( l’uso della biacca
-fondotinta, a quei tempi, era più che mai di moda), per le torture a cui
sottopongono i capelli a furia di tingerli di biondo, ( il contatto con le
donne celtiche stava dando una dura mazzata alla bellezza mediterranea) per
l’ uso smodato di

mosaici di Piaza Armerina, particolare
copia eseguita dagli studenti dell’Istituto d’arte G. Severini di
Ravenna

trucco che rende il volto irriconoscibile.( “I due terzi di Messalina si
trova chiusa nei tuoi bussoletti)
Ovidio invece mostra maggior apprezzamento per
tutti quegli artifizi, che aiutano a mantenere la bellezza ( Ars Amatoria
libro terzo: la cosmetica) e nel Medicamina Faciei dà anche consigli
pratici come questa ricetta per schiarire la pelle.

All’orzo, che inviano per mare i coloni
africani, togli via paglia e pula una misura uguale di ervi sia fatta
macerare in dieci
uova (che l’orzo
mondato ammonti a due libbre): quando il tutto si sarà asciugato al
soffio del vento, fallo macinare con ruvida
mola
da un’asina lenta. Trita anche corna che cadranno per prime ad un cervo
longevo (ce ne vada una sesta parte di libbra), e
poi,
quando si saranno mescolate a questa polvere farinosa, setaccia subito
il tutto nei fitti fori di un vaglio. Aggiungi dodici
bulbi
di narciso sbucciati, da pestare con mano instancabile in un mortaio ben
pulito, la gomma insieme a sementa d’Etruria
pesi
un sestante, a questo si aggiunga nove volte tanto di miele. Qualunque
donna curerà il volto con questo cosmetico
risplenderà
più liscia del suo specchio.

Plinio il vecchio, erudito e un po’ noioso, ma
ricco di notizie utili, ci dà invece l’elenco di tutti i cosmetici usati
all’epoca.

Stranamente sopravvissute a queste pratiche di bellezza naturali e micidiali
che imperversavano nell’antichità, le donne arrivarono al XII secolo. Qui
Trotula, donna coltissima dell’epoca, le attendeva con il suo libro “De
mulierum passionibus,” nel quale ha lasciato molte ricette cosmetiche,
alcune improponibili, come l’uso di testa e coda di lucertola bollita per
dare lucentezza ai capelli, altre come questa:

Defensivo per il sole. Piglia il latte di
donna che allatti figlia femmina quanto capie in due cucciari et ponvi
dentro tanto orpimento quanto una fava e mestica insieme e la mattina
ponilo in su la faccia.

Tanto per capirci, l’orpimento è trisolfuro di arsenico As2S3,
piuttosto velenoso ma in grado di fornire un colore giallo
difficilmente ottenibile con altre sostanze. Rimase in uso nei cosmetici
fino al 1800.
Altre ricette di Trotula, invece, sono molto
importanti per l’uso di ingredienti come l’acqua di rose, gli infusi di
crusca o la canfora, ancora utilizzati.

E gli specchi?
Si incominciano a trovare le tracce degli specchi di vetro:
Le tracce più antiche della produzione di piccoli specchi in vetro
risalivano all’Egitto del I secolo a.C. Anche i Romani tentarono piccole
produzioni, che non ebbero grande diffusione, pur in presenza di una
notevole capacità tecnica nella lavorazione dei vetri. Il
tradizionale e facile uso del bronzo rendeva troppo complicato e
apparentemente inutile, studiare come realizzare l’unione del vetro con
una foglia metallica.

Bisogna arrivare al XII secolo poter iniziare veramente a parlare di specchi
di vetro. In quel secolo, in alcune zone della Germania e della Lorena si
sviluppò un a tecnica di metallizzazione del vetro con il piombo o stagno
senza però arrivare a produrre specchi di grande dimensione.
Nel XIV sec a Venezia inizia la produzione dei
primi costosissimi specchi. I mastri vetrai avevano formulato un vetro
così lucente da essere definito cristallo. Questo tipo di vetro fu il
segreto principale dei famosi specchi veneziani, che si producevano unendo
una lastra di cristallo lucidato con fogli di stagno e utilizzando il
mercurio: i sottili strati di stagno venivano uniti al vetro tramite un
bagno di mercurio ed esercitando pressione; tale processo era costoso e
complesso e rendeva lo specchio un prodotto di lusso. Il predominio di
Venezia nel settore si ebbe per due secoli.

Ma il resto d’Europa non stava a guardare. Con l’intento di soppiantare le
produzioni veneziane, Colbert, in Francia, fonda nel 1665 la
Compagnie des glaces
. Gli specchi vengono soffiati a Tourlaville e
trasportati a Parigi dove vengono puliti. Dal 1672, Colbert vieta
l’importazione di specchi veneziani.
Alla fine del XVII secolo, la tecnica della
colata del vetro su tavolo di metallo consente la creazione di specchi
alti fino a tre metri.

Il processo chimico di rivestimento del vetro con argento venne scoperto da
Justus von Liebig nel nel 1835. Grazie a lui nacquero le tecniche di
produzione degli specchi usate ancora oggi. Dopo il 1848, ha inizio “l’età
d’oro” dell’industria degli specchi con i grandi cantieri legati alle nuove
condizioni di vita: stazioni, biblioteche, galleria, grandi negozi…
Lo specchio “di oggi” è una lastra di vetro,
con una faccia rivestita di alluminio, o d’argento responsabile della
riflessione dell’ immagine. Come si fa? Si spruzza, sotto vuoto, un
sottilissimo strato di alluminio o argento sulla faccia inferiore di una
lastra di vetro e il gioco è fatto.

E, a proposito di spechi, oggi, 23 novembre, si inaugura al MAO di Torino:
La Cina e l’arte degli specchi
2500 anni di capolavori di tecnica
metallurgica.


donna allo specchio, Douglas Hofmann

E’ ora vorrei dare uno sguardo alle tecniche chimiche che si sono sviluppate
grazie alla strana commistione di alchimia,
magia, pratica erboristica e farmacologia,
scienze e pseudoscienze
che hanno contribuito al nascere e all’evolversi della cosmesi.
Fra le tecniche di preparazione più usate, già nell’ antichità , troviamo la
“stillatione” ovvero la distillazione usata
per legni, piante e minerali: gli acidi si
ottenevano dalla
distillazione dei loro sali, così i prodotti alcoolici erano ricavati con lo
stesso metodo. Il procedimento avveniva a bagnomaria o con apparecchi
speciali: “lambicco” e “campana”. Si
ricorreva anche alla macinazione piuttosto grossolana con il mortaio,
oppure alla raffinata porfirizzazione tramite il setaccio. Questa
o
perazione era praticata in farmacia, per ridurre una
sostanza in polvere impalpabile si compie strofinando dapprima la sostanza
fra un pezzo mobile e una lastra fissa di pietra dura, che un tempo era di
porfido, da cui il nome, e poi pestandola in un mortaio.
Un’ altra tecnica era l’estrazione del succo
con lo strettoio. In pratica, il succo fresco delle piante si ottiene,
dopo averle frantumate minutamente, spremendole mediante torsione manuale
o strumentale.

Altra possibile operazione era la cottura:
alcuni prodotti minerali come l’allume venivano usati “crudi”, oppure
riscaldati fortemente: “allume bruciato”.

Un trattamento usuale era l’essiccazione al
sole, oppure in forno, che poteva essere spinta fino alla riduzione in
cenere.
La cenere, talvolta ripresa con acqua, forniva un
determinato sale e il prodotto polverizzato entrava così a fare parte delle
varie preparazioni.
Per trasferire i principi attivi delle materie prime a un liquido o ad un
unguento si potevano adoperare ulteriori tecniche: la
decozione, l’infusione e la macerazione in acqua o vino o aceto oppure in
altri liquidi (oli, grassi, resine, cere). Molto usato l’olio di oliva, ma

anche quello di noci o mandorle; i grassi maggiormente adoperati erano
quelli animali: “lardo di porcho maschio”, “sevo di capretto”; fra le
resine: la ragia di pino, la colofonia, la trementina, il mastice, la pece.
La cera d’api offriva una materia addensante: gli unguenti e le composizioni
di materie grasse, unite a cera, costituiscono infatti gli antenati di
diverse creme cosmetiche odierne.
Questa con poche modifiche era la situazione delle tecniche e degli
ingredienti utilizzati nelle preparazioni cosmetiche alla fine del 1800. Nel
1900 le cose cambiarono radicalmente. La cosmesi esce dai libri di ricette
ed entra nell’industria.
In particolare, due
sono le donne che hanno traghettato la cosmesi verso questa nuova
avventura: Helena Rubistein, che era migrata in Australia dalla Russia
portando con sé alcune creme di sua madre e Elizabeth Arden americana e
figlia di un povero camionista.

L’industria cosmetica attualmente è un settore cruciale dell’intera
economia, l’unico che non abbia subito flessioni nonostante il vento forte
di crisi.
Insomma, poveri ma belli a tutti i costi.
E ora cercatevi uno specchio e controllate
fino a che punto questa lunghissima introduzione vi ha sconvolto. Io
intanto andrò a mettermi la maschera (per l’occasione idratante ed
emolliente). Poi ritroviamoci tutti qui perché ha inizio il

22° CARNEVALE DELLA
CHIMICA

I numerosi e interessantissimi contributi, che
mi sono arrivati, trattano tutte le componenti del binomio
bellezza-chimica; dai tessuti , alla cosmesi, dai profumi alla filosofia
fino ad arrivare al “kalòs kai agathòs” dei greci .

Li presenterò in ordine di apparizione, vale a
dire nell’ordine in cui sono apparsi fra le mie mail

Il primo è quindi
Roberto Ferri
, chimico, cosmetologo, cantautore
e paroliere
, che nel suo articolo
“E io avrò cura di me”
parla di bellezza e del suo stretto rapporto
con lo star bene :”Come in tutte le cose, la
posizione ideale è quella di equilibrio che è sempre quello a cui anche
la NATURA, naturalmente, tende. L’EQUILIBRIO. Una persona
equilibrata nel breve e alla lunga risulta sempre affascinante; allora
quel naso, che inizialmente ci pareva discutibile, diventerà bellissimo,
il colorito della pelle originale, quelle labbra, che modulano parole,
intriganti. Se sarete in salute, mentale prima di tutto e poi fisica,
sarete BELLE, e se sarete BELLE significa che sarete in SALUTE.

conclude poi con un monito:”E ricordate
anche che…chi si ama ha sempre ragione.”
Assolutamente
necessario, quindi, incominciare o continuare ad amarsi !

Il prossimo contributo lo invia 
Sergio Palazzi
docente di chimica all’ I.S.I.S.Como Paolo Carcano e
si intitola”Chimica
e bellezza, l’uovo e la gallina
“. In
un punto del suo articolo,
dedicato ai quasi cristalli,
Sergio racconta di come la stampa commentò la notizia dell’attribuzione del
Nobel 2011 a Daniel Shechtman e fa un’importante osservazione ; “
durante la presentazione e nel comunicato stampa viene messo in evidenza
come l’importanza di questa scoperta sta nell’essere stato capace di
accorgersi (e di segnare immediatamente sul quaderno di
laboratorio
!!!) che quello che aveva davanti ai suoi
occhi sembrava una violazione di tutte le regole scritte nelle prime
pagine di qualsiasi libro di testo di cristallografia.
Conclude
poi con alcune riflessioni filosofiche“Ma c’è
una domanda che da sempre i filosofi della scienza si sono posti: noi
siamo in grado di leggere e riconoscere queste strutture nella chimica,
nella materia che osserviamo al microscopio (o almeno immaginiamo), perchè
prima abbiamo imparato a riconoscerle nell’arte – fosse pure quella del
bambino che le costruisce con gli stampini?O invece è che noi
riusciamo a leggere queste forme e strutture nel mondo che ci circonda
perchè siamo noi a vivere, ad esistere, grazie al fatto
che il nostro corpo, i nostri organi di senso, il nostro cervello sono
fatti di molecole simmetriche-ma-non-del-tutto? ovvero:Viene prima
l’uovo (la bellezza) o la gallina (la chimica)?”.
N
el
contributo successivo dal titolo: Puzzano più le calze o le parole si
affronta una tematica di gran moda
ovvero: l’impiego dei tessuti intelligenti per abbigliamento, in
particolare calze
. Il tessuto intelligente in questione è dotato
di fili d’argento che svolgono un’ importante funzione antisettica

” La realizzazione di “tessuti intelligenti” che siano stati progettati per
le loro proprietà chimiche e tecnologiche è una delle sfide per il futuro, e
fornisce degli ottimi motivi ad una ricerca in un settore come quello
tessile che molti ritengono tecnologicamente “maturo”, che è come dire
sostanzialmente superato.”
A proposito di calze e tessuti intelligenti, ho notato che spesso, la
pubblicità di alcuni capi di abbigliamnto femminili, quali calze e collant,
esagera le virtù di questi tessuti che sembrano un pò troppo intelligenti,
fino a travalicare l’effetto puramente estetico per assumere “i panni” del
chirurgo plastico.
Nel suo sito il
prof di chimica Palazzi scrive anche un qualcosa che fa riflettere la prof
di chimica Spanedda :
noi prof di chimica siamo fenomenali.
La chimica è la cosa più facile, divertente, appassionante, coinvolgente,
naturale, e noi sappiamo convincere gli altri che sia astrusa, pallosa,
algida, estranea, innaturale… è come riuscire a convincerti che Keira
Knightley e Johnny Depp sono delle ciofeche, come togliere le bollicine al
lambrusco. Mica facile, vero? però noi ci riusciamo…

RaffRag’s
Una Tantum ,
Raffaele
Ragone interpretando il concetto di bellezza alla maniera
degli antichi ( kalòs kai agathòs bello e buono) e direi, di quelli più
golosi fra loro, ha mandato un contributo che ha come protagonista la
cioccolata. Il brano che vi propongo, tratto dal suo Cioccolata
a colazione,
pone l’accento sulla suddivisione della materia in
sostanze, semplici e composte piuttosto che naturali e di sintesi
: “Certo, tra
antiossidanti ed endorfine, la chimica la fa proprio da padrona in
questo campo. E non potrebbe essere altrimenti, perché, a dispetto
della conclamata distinzione tra sostanze sintetiche e sostanze
naturali, tutta la materia è costituita da ‘sostanze’, semplici o
composte, le quali, nella loro accezione chimica, sono tutte
riconducibili ad atomi, che possono essere identici tra loro (gli
elementi) o combinati chimicamente in molecole, composte da atomi
anche diversi tra loro (i composti).”

Monica
Marelli,
fisica, scrittrice di bellissimi testi divulgativi (che molto
mi hanno aiutato, quando mi sono trovata a dover parlar di scienza con quindicenni indifferenti ai segreti del piano
inclinato, ma disposte a scoprire tutti quelli del tacco 12)
è
l’autrice dei quattro frizzantissimi post che seguono e che illustrano le
proprietà chimico fisiche di alcuni cosmetici. il primo articolo si chiama Bella chimica
e descrive una nuova tecnologia che rende il fondotinta molto più
confortevole e con effetti estetici decisamente apprezzabili : “Grande
notizia: grazie alla chimica ora la stratificazione perfetta si ottiene
con un solo prodotto. Vorrei segnalarvi, gentili science lovers, che è
appena uscito un prodotto me-ra-vi-glio-so. E’ un fondotinta che svolge
tre mansioni: fa da primer, da fondotinta (ovvio) e da correttore.”

Il secondo
spiega in modo brillante e accattivante
le proprietà fisiche di magici ombretti di nuova produzione “Gli
elastomeri sintetici (in questo caso a base di silicone) si allungano
senza difficoltà e imitano le caratteristiche della gomma naturale”

Per completare il trucco del viso, il
terzo post
non poteva che essere dedicato al rossetto. “La
confezione è stupenda e la porto in borsa perché sul tubetto di metallo
dorato spicca la firma “Monica” e questo lo rende un po’ più mio: tutto il
contrario di quando ero molto piccola…
Ed infine è una scia di
profumo a concludere la produzione di Monica, ma attenzione, brutte notizie
per le amanti di un famoso profumo …da notte!
Addio a Chanel n°5?:
Se siete
affezionate a profumi storici, come Chanel N.5 (ultimamente pubblicizzato
da quel gran pezzo di protone di Brad
Pitt),
fatene scorta.

E’ ora la volta di Bruna
Vestri
che dal suo fantasioso ed esotico blog Al
Tamburo Riparato
propone un post dal titolo: Cosmetica:
universo di bellezza
In questo articolo, che
non potete assolutamente non leggere,
tocca diverse delle tematiche
proposte, figendo amabilmente di non volerne trattare alcuna e si sofferma
su di un tema particolarmente scottante che è quello sulla sperimentazione
sugli animali. “Le organizzazioni sorte a
difesa degli animali sono riuscite ad ottenere che l’Unione Europea
bandisca a partire dal 2013 la sperimentazione animale sui
singoli ingredienti dei cosmetici (già dal 2004 è proibita tale
sperimentazione sul prodotto finito). Purtroppo però tale divieto può
essere aggirato
semplicemente usando la sostanza anche per un uso
non cosmetico”
. Purtroppo, leggendo questo post, mi sono resa conto
che il profumo che distrugge le narici di Bruna è l’unico che riesco a
sopportare. Niente profumi quindi, in caso di un nostro incontro non
virtuale! Bruna Vestri contribuisce a
questo Carnevale anche con un altro articolo:
igiene è bellezza!
in cui sottolinea l’indissolubile legame tra
questi due sostantivi, legame così forte da rendere i due termini
praticamente sinonimi. In questo post , Bruna parla di sapone, dentifricio,
carta igienica, ma soprattutto ricorda una pratica in uso nelle nostre
campagne fin dopo la guerra. Quale? parlo del bucato con la liscivia.
“Ma è probabile che il primissimo detergente
dell’umanità sia stato la liscivia, ovvero cenere di legna. A questo
proposito ho dei ricordi di ben sessant’anni fa: ricordo quando, bambina,
ero in campagna dai nonni, il bucato mensile delle lenzuola (le piccole
cose si lavavano con sapone, a mano, di volta in volta) si faceva
sistemando strati di lenzuola alternati a strati di cenere di legna del
camino in un enorme (per me, così piccola) contenitore di coccio, una
specie di immenso vaso da fiori ma con il buco non sul fondo ma laterale,
turato con uno zipolo”

Dal suo eclettico blog dal nome
difficilissimo, Knedliky, ecco
uno dei più assidui frequentatori di carnevali: Palmiro Zavorka. Il suo post
si intitola Dermocosmesi
e illustra alcune classi di sostanze utilizzate in cosmesi quali
surfattanti, emulsionanti e detergenti:”
Gli emulsionanti sono ampiamente utilizzati
come additivi alimentari, classificati con le sigle da E400 a E499
(addensanti, stabilizzanti e emulsionanti). Esempi di emulsionanti
alimentari sono la lecitina, contenuta nel tuorlo d’uovo o ricavata dai
semi di soia, e i semi di senape, che devono la loro proprietà
emulsionante a una varietà di sostanze presenti nella mucillagine che
circonda la parte esterna del seme; sono comuni anche emulsionanti
proteici e a basso peso molecolare. Sia la maionese che la salsa olandese
sono emulsioni olio in acqua stabilizzate dalla lecitina contenuta
nel  tuorlo d’uovo”

Palmiro poi conclude il suo articolo in lingua inglese dando un taglio
internazionale a questo Carnevale.
Ed ora Leonardo
Petrillo
che dal suo blog
Scienza e musica
ci regala uno dei suoi preziosissimi articoli nei
quali riesce a racchiudere un’infinità di informazioni e curiosità il tutto
accompagnato da dell’ottima musica. Il titolo è : Chimica
e bellezza: acido lattico , malachite, vanadio e smalto
Questa è la
sintesi che ne fa l’autore :“Dopo una piccola
introduzione di carattere musicale, l’articolo inizia la sua analisi
rivolta ai 2 temi portanti del Carnevale della Chimica n.22, ovvero “La
Chimica della Bellezza” e “La Bellezza della Chimica”.
Grande
attenzione è focalizzata su Cleopatra, la quale, per mantenere inalterata
la sua bellezza, soleva fare il bagno in latte acido di asina.

Viene dunque chiarita la ragione chimica di
tale usanza: l’acido lattico.

Dopo un simpatico aneddoto su Giulio Cesare
si cambia prospettiva, dato che viene descritto a 360° (cioè sia da un
punto di vista prettamente mineralogico, sia riportando curiosità a
riguardo) uno splendido minerale dal caratteristico colore verde, la
malachite.

A seguito di ciò, entra in scena l’elemento
chimico emblema della bellezza, il vanadio (chiamato così da Berzelius,
ispirandosi alla dea della bellezza della mitologia norrena), che venne
scoperto non una singola volta bensì 2!

Infine, dopo questa lunga parentesi sul tema
“La Bellezza della Chimica” si ritorna al suo speculare “La Chimica della
Bellezza”, con una brevissima analisi della Chimica degli smalti per le
unghie.

Da non perdere!
Da Chimicare
arrivano due articoli davvero interessanti: il primo è di Nadia
Di Blasio
e si intitola: cosa
sono i cosmetici? una introduzione alla chimica cosmetologica.


Dopo una breve parentesi storica:“La
storia dei cosmetici parte da lontano; in molte culture antiche si
utilizzavano i cosmetici per arricchire ed evidenziare delle parti del
corpo ritenute sacre”L’autrice passa
all’analisi dell’etichetta dei cosmetici, soffermandosi sulle funzioni
degli ingredienti pricipali.”Grazie alla
legge 713/1986 sulla confezione dei cosmetici oggi deve essere
riportata la lista di tutti gli ingredienti presenti nel cosmetico;
altro punto di vantaggio è che la nomenclatura dei prodotti usati in
cosmetica è stata uniformata almeno per quanto riguarda i paesi
europei.”
e conclude con la formulazione e
preparazione di una crema.
Il secondo articolo è di Nicole Ticchi
e si intitola
Sodio Laurilsolfato: questo (s)conosciuto compagno quotidiano
“Una
sostanza che da qualche anno a questa parte è al centro di un importante
dibattito e sta facendo parlare molto di sé è il Sodio Laurilsolfato
(SLS). Probabilmente si tratta del surfattante anionico più studiato
finora. Ebbene sì, non c’è etichetta che non rechi in pole position questo
nome: Sodium Lauryl Sulfate.”I
n questo post potremo scoprire tutti
gli inquietanti segreti di questa sostanza, spesso accusata di nuocere alla
salute e presente nella gran parte dei cosmetici.
E sempre da Chimicare e assolutamente in tema con “la bellezza della
chimica”, voglio proporvi questo articolo che ha partecipato alla 1°edizione
del concorso Nazionale di divulgazione chimica “Parlar di chimica”.
L’articolo in questione,E’
ora di ardere!
scritto da Veronica
Battaglia, si è piazzato fra i cinque finalisti ed ha ottenuto un Encomio
.“Per me la chimica ci dà forma. Pirandello ci ha
sempre associati al nostro bisogno di prendere forma, di essere qualcosa:
cattivi, pazzi, giusti, buoni… Perfino le cose di cui ci circondiamo
contribuiscono alla nostra forma e a creare le maschere che indossiamo.”

Colgo l’occasione per ricordare che fino al 31/01/2013 c’è tempo per mandare
contributi per la 2° edizione del concorso. Troverete tutte le informazioni
su www.divulgazione chimica.it
Ed eccoci alla bravissima Annarita Ruberto
che, dal suo splendido blog Scientificando
ci fa avere questi interessanti contributi:
Il primo racconta di una esperienza condotta nel laboratorio di chimica con
i suoi alunni e si intitola: Miscugli
eterogenei: emulsioni di olio in acqua
. Ecco l’incipit:
“Continua la sperimentazione sui miscugli con
i ragazzi di 2° B. Questa volta pubblico la relazione di Camilla
Carroli e Giorgia Linguerri
riguardo ai
miscugli
eterogenei
, in particolare l’emulsione di olio in acqua.”

Vengono poi sviluppati, da un punto di vista didattico, i concetti che
stanno alla base della formazione di un’emulsione. allegate
al l’articolo ci sono anche le relazioni delle allieve, che diventano così
le più giovani partecipanti a questo Carnevale della Chimica.

Il secondo contributo è un video dal titolo: La
storia dei cosmetici
. Il titolo non tragga in inganno, non si parla di
storia ma:“Nel video, viene esaminato
l’impiego diffuso di sostanze chimiche tossiche, presenti nei nostri
prodotti di uso quotidiano per la cura personale: dal rossetto allo
shampoo per bambini”. Un monito quindi a
porre coscienza e conoscenza nell’uso dei cosmetici

Titina,
proteina da shock
è il titolo del terzo contributo di Annarita che in
questo articolo ci parla del colpo di fulmine scoccato fra lei e una
gigantesca proteina dal nome talmente lungo da poter essere il protagonista
assoluto di un video. Se non vi sembra poi così bella questa Titina
(appassionatamente
cercata
).  Annarita taglia corto” Eppure
trovo affascinante questo gigante proteico. Lo so che potete non essere
d’accordo, ma si sa che “Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò
che piace!

Paolo Gifh,
il chimico impertinente, regala a
questo carnevale una pagina indimenticabile. Anche i più tenaci detrattori
delle potenzialità di affascinante ammaliatrice della chimica, dopo aver
letto l’articolo di Paolo, non potrà che ricredersi e provare a perdersi
nella meravigliosa simmetria-asimmetria, complessità e reattività di ogni
sua molecola.Sull’estetica
delle molecole, ovvero può una molecola essere sexy? :

“Talvolta la bellezza di una molecola può
essere palese, come nel caso evidente del fullerene, o ancora meglio del kekulene, ma in
altri casi è nascosta, camuffata per essere rivelata alla giusta occasione
o all’osservatore più attento.”

Non si può perdere una riga di questo post
corredato, tra l’altro, di tentacolari immagini a luci rosse di magnifici
pezzi di … molecole

Paolo ospiterà il prossimo Carnevale e credo che il tema sarà sorprendente
proprio come i suoi articoli!
Una diversa interpretazione del tema del
Carnevale ce la propone Giuseppe Deliso dal
suo blog Discoveryuorsound,
con un articolo dal titolo: Chimica
della belezza, bellezza della chimica: la fine di una storia.
La
filosofia è circa questa: la chimica è responsabile delle reazioni che hanno
come risultato il dolore, ma il bello della chimica è che essa stessa
produrrà le sostanze che leniranno le pene fino a farle scomparire. Anche
nel caso di dolorosissime pene d’amore. Vedi,
ciò che vorrei dirti con tutto questo discorso, è di non prendere la tua
esperienza in modo troppo personale. Vorrei mostrarti la tua situazione
dall’esterno e guidarti a comprendere che non sei l’unica a provare
questo profondo dolore. Spero di riuscire, almeno un po’, ad attenuare
la tua sofferenza e, a farti capire che almeno l’ottanta per cento di
ciò che ti succede ora è la reazione naturale del tuo corpo ai tuoi
stessi ormoni: è in buona parte chimica”.

“Eppur mi son scordato di te” è la colonna sonora di questo post che si
conclude con un delizioso aereoracconto di un amore fatale.
Ed ora una serie di infografiche sulla
cosmesi che Paolo Pascucci i ropone
dal suo blog :Questione
della Decisione.
La prima, come dice il titolo, Breve
storia della cosmetica. Un’infografica,
ci racconta in poche mirate
immagini/didascalie la storia dei cosmetici
“E così, di innovazione in innovazione, si
arriva ai giorni nostri, in questa breve storia della cosmesi da leggersi
come aperitivo alla storia (e forse alla pericolosità, come
vedremo in seguito) della cosmetica.”
L’aspetto più interessante è,
probabilmente, l’osservazione che sin dalla notte dei tempi donne, ma anche
uomini, hanno cercato di curare o migliorare l’aspetto fisico attraverso
l’utilizzo di ritrovati più disparati. “Attrazione
fatale”: la chimica dei cosmetici. Un’infografica
è invece
un’analisi, leggermente più approfondita, sempre in forma di infografica,
della componente chimica dei cosmetici, non sempre esente da effetti
avversi.Viene presa in considerazione la situazione americana. Al di là
delle grida d’allarme e isterismi varivale la regola del principio di
precauzione, nei farmaci come nei cosmetici, passando per gli alimenti.
Come terzo contributo, Paolo ci fornisce la lista dei componenti chimici dei cosmetici Si
tratta della regolamentazione europea sui cosmetici che comprende la lista
dei componenti chimici dei cosmetici, la cosiddetta INCI, insieme al nome
IUPAC e ad altri codici e denominazioni utilizzate nel mondo.
La
Direttiva europea comprende, oltre questo, anche dei pareri scientifici sui
vari composti e componenti usati in cosmetica e i vari allegati che regolano
l’utilizzo di conservanti, coloranti e filtri UV. Uno strumento
preziosissimo per acquisire consapevolezza nel consumo di cosmetici.
Qualcosa mi dice che quella lista è molto diversa dal tempo di Plinio il
Vecchio. potrebbe essere interessante un confronto fra i rischi nascosti nei
cosmetici antichi (rigorosamente naturali) e quelli dei cosmetici odierni,
rigorosamente sintetici.
Tania
Tanfoglio curatrice del blog Science for Passion e bravissima
prof, ha coinvolto le sue studentesse nella partecipazione a questo
Carnevale e i contributi, di cui leggerete ora, sono quelli scritti dalle
ragazze, che frequentano le classi 2°, 3°, 4° di un corso di formazione
professionale CFP per estetiste e acconciatrici.
Di ognuno riporterò
oltre al titolo, nome e classe frequentata dall’autrice. Sono tutti da
leggere con attenzione perchè forniscono una miniera di notizie su ogni tipo
di cosmetico .
Incominciamo da Luisa della classe IV BEN che
ci propone: un Trattamento lisciante alla cheratina (del
quale avrei veramente bisogno) al 100% sicuro, performante, flessibile.
Con molta professionalità, ci presenta un trattamento lisciante alla
cheratina: ci spiega quali sono le sostanze chimiche coinvolte, le diverse
fasi del trattamento e persino come mantenere il risultato una volta
tornate a casa.

Erica della classe IV BEN ci parla della Crema idratante. Questo post è
preziosissimo: ci dice infatti quali sono gli ingredienti migliori ed è un
aiuto efficace per una lettura oculata delle etichette. Parla infatti
delle diverse tipologie presenti sul mercato, delle sostanze chimiche
benefiche per la nostra pelle ma anche di quelle sostanze che proprio
benefiche non sono. Naturalmente, da buona estetista, ci fornisce anche
qualche consiglio su come scegliere la crema idratante più adatta alle
nostre esigenze.

Angelica è un’estetista che frequenta la
classe IV BEN. e ci presenta Un
peeling ristrutturante a base di piante officinali
. Le proprietà
della malva, delle foglie di limone e dell’olio di jojoba al servizio del
benessere della nostra pelle!

Ci spiega come eseguire il trattamento viso e
corpo e conclude la presentazione con un occhio di riguardo per la
sicurezza. Come si fa a sapere per quanto tempo può restare aperto un
prodotto cosmetico? Leggete e lo scoprirete.

Natalia, classe IV BEN. ha deciso di presentarci le proprietà del Latte
detergente
: ha scelto un latte detergente adatto per pelli giovani che
deterge in profondità e lascia la pelle luminosa e purificata. Ci spiega
quali sono i principali componenti chimici del prodotto e, in chiusura,
fornisce diverse indicazioni utili: data di scadenza, PAO e INCI
(International Nomenclature Cosmetic Ingredient)… Per non dimenticare che
la bellezza è una cosa seria!
Ecco entrare in scena i Tonici. Ce ne parlano Clara e
Lara due studentesse della IVBEN. Clara si è concentrata sopratutto sulla
differenza tra tonici che contengono alcol e quelli che ne sono privi: ci
spiega le diverse caratteristiche dei prodotti e per quali pelli sono
indicate.

Lara, invece, si concentra su un particolare
tipo di tonico contenente l‘estratto di mandorle dolci,
spiegandoci quali sono le sue specifiche proprietà. Lara consiglia anche
l’uso dell’olio di mandorle per preservare splendore ed elasticità della
pelle

Vanessa, della classe III ACC ha deciso di
parlarci di un Balsamo doposole con Burro di Karité
e Olio di Monoi. Ci presenta le proprietà benefiche del balsamo ma anche
gli ingredienti, indicati secondo International Nomenclature of Cosmetic
Ingredients (INCI) e con un occhio di riguardo alla sicurezza.

Nadia della classe IV BEN. parlerà della crema detossinante, utilizzata per
far tornare luminose le pelli impure. In modo semplice e chiaro ci spiega
le caratteristiche di questa crema, il suo contenuto ed, infine, fornisce
qualche consiglio per l’applicazione del prodotto.

Raouya, della classe III EST, parlerà di un
prodotto cosmetico tipico della sua tradizione: il sapone nero. un prodotto
affascinante che ci porta nell’esotiche atmosfere dell’Hammam e ai riti
del benessere dele donne islamiche.

Giada della classe IV BEN. presenta le caratteristiche di una crema
anti-rottura
, che ripara i capelli danneggiati grazie alla presenza
della cheratina. Giada ci spiega quali sono gli altri ingredienti chimici
tipici di questi prodotti e, naturalmente, ci indica anche come utilizzare
la crema.
Samia, della classe II EST, è la più giovane
tra le partecipanti all’evento
e ci
spiegherà la storia del rossetto e la sua composizione
chimica. Ci illustrerà anche le diverse tipologie di rossetto presenti in
commercio e ci fornirà utili consigli per applicarlo correttamente.

Lidia, della classe III EST, concentrerà
invece la sua attenzione sui composti chimici del rossetto spiegandoci la loro
funzione e mettendo in evidenza quegli ingredienti che possono causare
problemi. Non ci farà poi mancare una nota di colore: nella seconda parte
del suo lavoro, infatti, ci svelerà quali colori saranno in voga nel 2013
e, soprattutto, come scegliere il colore di rossetto adatto a noi.

E per concludere, qui
troverete il post in cui Tania Tanfoglo raccoglie tuutti i link dgli
articoli delle sue bravissime allieve

cropped-sciredUn  contributo prezioso ci giunge dal nuovissimo  blog della Società Chimica Italiana: un articolo molto speciale, scritto da autori davvero straordinari.

Margherita Venturi, Enrico Marchi, Vincenzo Balzani, hanno voluto regalarci questa splendida anteprima : La bellezza della chimica nelle parole degli scrittori e nel lavoro degli scienziati traduzione del capitolo “The Beauty of Chemistry in the Words of Writers and in Hands of Scientists” tratto dal loro nuovo libro sulla bellezza della chimica. Ne riporto parte dell’introduzione la cui lettura certamente vi affascinerà, costringendovi a leggere immediatamente l’intero, interessantissimo  articolo.

“La Chimica è una scienza fondamentale perché tutti i processi che sostengono la vita sono basati su reazioni chimiche e perché tutte le cose che utilizziamo sono composti chimici naturali o artificiali. La chimica è un mondo fantastico popolato da un incredibile numero di “cose” dalle dimensioni nanometriche chiamati molecole, che sono i più piccoli oggetti a possedere una propria forma, dimensione e specifiche proprietà chimiche. Le molecole possono essere considerate le parole della materia dal momento che quasi tutte le altre scienze, direttamente o indirettamente, utilizzano i concetti della chimica ed il linguaggio delle molecole. Le molecole, così come le parole, contengono specifici elementi di informazione che sono di fondamentale importanza quando interagiscono le une con le altre, oppure quando vengono stimolate da fotoni o elettroni. Nelle mani dei chimici le molecole, in particolar modo se opportunamente combinate o assemblate per creare sistemi supramolecolari, possono svolgere una gran varietà di funzioni, a volte anche più complesse e intelligenti di quelle inventate dalla natura. Dal fantastico mondo della chimica gli scienziati hanno tratto ispirazione non solo per creare nuove molecole, o investigare nuovi processi chimici, ma anche per creare veri e propri “capolavori”. Traendo spunto da alcune affascinanti storie basate sui concetti della chimica è facile concludere che la Terra non ha confini, che tutte le forme della materia sono strettamente connesse e che la luce solare ha un ruolo insostituibile.”

TestataInfine voglio citare una interessantissima rivista on line dedicata alla chimica, che ha dedicato alcuni suoi numeri  proprio alla chimica della bellezza. Mi riferisco a L’Alambicco  rivista nata in occasione dell’anno della chimica e che ha continuato le pubblicazioni fino a maggio del 2012 quando, le solite questioni finanziarie hanno posto fine alla produzione di uno strumento preziosissimo, soprattutto per noi insegnanti.

Gli scienziati-giornalisti di questa rivista,  infatti, sono  capaci di presentare nei loro articoli, argomenti scientifici in modo semplice e accattivante risultando così comprensibili anche per i nostri studenti spesso così  restii ad accostarsi alla scienza.

E questa è anche la conclusione di questo Carnevale, anzi no, voglio

terminare con un po’ di humor chimico, e quindi eccovi due vignette
inviatemi da Federico, un mio ex studente grande estimatore delle
potenzialità esplosive di questa disciplina. In mancanza di nitroglicerina,
Federico si è limitato a giocare un po’con il linguaggio dei chimici anche
se per lui ( e per molti studenti) la bellezza della chimica sta in gran
parte nella sua possibiltà di sorprenderli con un gigantesco BOOM!

Voglio ringraziare tutti gli autori che hanno contribuito a questo Carnevale
con articoli di ottima qualità. Un ringraziamento particolare va a Franco
Rosso, che mi ha aiutato e guidato nell’organizzazione, con preziosissimi
consigli.
Ecco i numeri di questa 22° edizione
28 partecipanti, 34 articoli
I partecipanti in ordine alfabetico:

Veronica Battaglia
Giusepe Deliso
Nadia Di Blasio
Roberto Ferri,
Paolo Gifh
Monica Marelli
Sergio Palazzi
Paolo Pascucci
Leonardo Petrillo
Raffaele Ragone
Annarita Ruberti
Margherita Spanedda
Tania Tanfoglio
12 studentesse : Erica, Luisa, Angelica, Natalia, Clara, Lara, Vanessa,
Nadia, Raouya, Giada, Samia e Lidia.
Nicole Ticchi
Bruna Vestri
Palmiro Zavorka

A DICEMBRE ….. TUTTI DA PAOLO GIFH, IL CHIMICO IMPERTINENTE !
bibliografia e sitografia dell’introduzione a questo Carnevale:
Gabriella Costarelli -i cosmetici Editori riuniti 1984
Umberto Eco-Storia della Bellezza- Bompiani 20o4
http://www.ordinefarmacistisiena.it/storia/Bellezza%20di%20ieri.pdf
http://it.wikipedia.org/wiki/Specchio
Per ulteriori notizie sulla chimica della bellezza e la moda date un’
occhiata alla rivista scientifica l’Alambicco

Informazioni su spanni

prof. di chimica
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32 risposte a Carnevale della Chimica #22: la chimica della bellezza o la bellezza della chimica

  1. lorenzo ha detto:

    Ho semplicemente aggiunto il tuo feed all’RSS Reader… continuo a seguirvi, Grazie!

    Mi piace

  2. Annarita ha detto:

    La competenza e la generosità di Marco non sono una novità, Paolo! In questi due anni da che lo conosciamo virtualmente ne ha dato prova più volte. Ed io, che ho avuto il privilegio di averlo conosciuto per prima e di averlo introdotto nel mondo dei carnevali scientifici, non posso che esserne fiera.

    Ciao, Margherita:)

    Mi piace

  3. paopasc ha detto:

    è stato bravo Marco! non solo competente dal punto di vista informatico ma anche generoso nell’aiutare. Due cose non sempre facili a trovarsi tutte in una volta.

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  4. carlimoretti ha detto:

    Apperò! Come avevo fatto a perdermi tutto questo? Da sempre ammiro e stima Margherita, ma questo lavoro supera ogni aspettativa!!! Complimenti. Con calma girerò per i link segnalati alla ricerca di qualche intruglio che faccia miracoli😉 Per ora tanti in bocca al lupo per questa nuova avventura in rete che ti sta dando un sacco di soddisfazioni.
    Grande prof😀

    Mi piace

  5. Lidia ha detto:

    A me interessano molto tutte e due

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  6. Sergio Palazzi ha detto:

    Magnifico! Brava Marghe e bravi tutti. Quanto a me, quasi arrossisco, ma siccome con la barba bianca farebbe troppo Babbo Natale sto pensando ad un ritocchino ed una tinturina… Tania, le tue ragazze come se la cavano con i miracoli?

    Mi piace

  7. Ornella ha detto:

    Sono una collega di Tania ed ho sempre tifato per lei. Anche questa volta non mi ha deluso… Bravissime le nostre allieve del CFP, veramente una sorpresa, soprattutto per me che insegno inglese, una materia sempre così difficile da far piacere… Complimenti poi a tutti!!! Ornella

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  8. Luisa ha detto:

    Grazie🙂
    Se vuole la aspetto per il trattamento ahaha😉

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  9. Fede ha detto:

    Ha qualcosa contro il mio fascino per il ka-boom?Tzè…

    Mi piace

  10. Marco ha detto:

    Ci sono andato davanti allo specchio e lui ripeteva:”bella, bella, bella,…”. Mi è venuto il dubbio che non si riferisse a me visto anche l’aggettivo al femminile. Sono quasi certo che ce l’aveva con la tua mastodontica presentazione. Ora vado a leggere i contributi e poi interrogo di nuovo lo specchio.
    Davvero complimenti a tutti.
    Un saluto
    Marco

    PS:
    Sempre lo specchio mi ha suggerito che molto probabilmente hai scritto l’articolo con Word e poi hai incollato il codice sull’editor di WordPress. In quanto a bellezza Word si preoccupa soprattutto della “facciata” e rilascia un codice HTML alquanto pietoso infilando spesso e volentieri caratteri speciali senza alcun senso logico: credo che da questo dipenda la “puntivirgolite”, da qualche carattere speciale che Word ha voluto donarti.
    Se mi mandi il codice dell’articolo incollato in un TXT posso provare a dargli una pulita e rimandartelo depurato dai punti e virgola.

    Mi piace

    • spanni ha detto:

      Che commento fantastico! Son qui che mi pavoneggio e nel frattempo cerco di capire esattamente come devo fare per permetterti di provare a ripulire il ripugnante tappeto di inutile punteggiatura. “codice dell’articolo incollato in un TXT” richiede una particolareggiata traduzione! e non ti scandalizzare, come avrai intuito (e come uno specchio troppo sincero continua a ripetermi) non sono esattamente una nativa digitale😦

      Mi piace

      • Marco ha detto:

        I dettagli tecnici nella mail che ti ho appena inviato.
        E tranquilla, non sarai “nativa digitale” (che non è un danno ti assicuro), ma hai sicuramente doti più importanti, una ce l’hai ampliamente mostrata con la tua bellissima presentazione.
        Un saluto
        Marco

        Mi piace

      • spanni ha detto:

        Evviva🙂 la puntievirgolite è stata debellata. Grazie Marco! Grazie al tuo magico intervento, finalmente si legge senza quella fastidiosa sensazione di singhiozzo.
        GRAZIE!!!!!!!

        Mi piace

  11. Giuseppe Deliso ha detto:

    Complimenti Margherita, una bellissima edizione!
    Ciao

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  12. Franco ha detto:

    Anche se sono dallo smartphone non ho resistito nel dare il prima possibile un’occhiata, ed ora muoio dalla voglia di rincasare per poter leggere tutto nella massima tranquillità.
    Complimenti davvero alla nostra Ospite che ha saputo riportare il CdC allo splendore ed al richiamo dei primi tempi… eh sì, la giovinezza (anche quella di un Carnevale), che per molti (non per me) è sinonimo di bellezza!
    E che dire invece della bellezza di un evento, come di una persona, “matura”? …il nostro. Carnevale Chimica fra 2 mesi compirà 2 anni. Sta già iniziando a parlare da sè! :-))

    Mi piace

    • spanni ha detto:

      grazie Franco per le gentili parole che dici anche dopo aver visto quel disastro di punti e vigola che costellano il mio post! il punto e virgolo, quasi eliminato dalla scrittura, si vendica invadendo il mio blog! non capisco .Se avete letto con tutta quella punteggiatura balzana povera me! provo a rimediare.

      Mi piace

  13. 92sciencemusic ha detto:

    Un’edizione del Carnevale strepitosa e bellissima!!!
    Splendida (e chilometrica!) l’introduzione, corredata da magnifiche immagini e video.
    Ho apprezzato particolarmente il video sul mito di Narciso anche per la bella musica in sottofondo!
    Contributi estremamente interessanti e mirati sui 2 temi speculari: “Chimica della Bellezza” e “Bellezza della Chimica”. Porgo i miei complimenti a Margherita per la straordinaria introduzione e l’organizzazione del tutto, e a tutti quanti i carnevalisti!

    Leonardo

    Mi piace

    • spanni ha detto:

      Grazie Leonardo:) i contributi erano ottimi e quindi gran parte del carnevale era fatto. Per la lunghezza Dell’ introduzione, tu hai creato i precedenti!!! E io quando incomincio a scrivere, faccio fatica a fermarmi🙂

      Mi piace

  14. Tania ha detto:

    Non ho resistito… è sono venuta subito a dare un’occhiata!! Splendido lavoro, quando torno da scuola lo rileggo con calma! Grazie Margherita!

    Mi piace

  15. paopasc ha detto:

    Scusate, ho sbagliato indirizzo, cercavo il Carnevale della Chimica e invece son capitato nell’Enciclopedia Britannica.
    Dico solo una parola: perbacco! (E per fortuna che non eri sicura perchè se eri sicura a noi ci facevi scomparire. Hai pure risollevato l’affluenza di autori. Ah però!)

    Mi piace

  16. Gifh ha detto:

    Pantagruelica, questa scorpacciata di bellezza mi ha chimicamente e celebralmente saziato per almeno una settimana di belle letture da programmare con il solo imbarazzo della scelta!
    Direi che il tuo è un esordio coi fiocchi, il tutto con l’estetica gradevolezza di un carnevale veterano. Complimentissimi Margherita, è per me un vero onore accettare il testimone da cotanta graziosità!😀
    E per il tema, hai detto bene: preparatevi ad un carnevale senza precedenti!
    Almeno spero che lo sia!
    E quasi dimenticavo, complimenti a tutti i partecipanti, mi sembra di notare che questa volta tutti abbiamo osservato scrupolosamente la tematica proposta, e credo che ciò sia un notevole primato!🙂

    Mi piace

  17. annarita ha detto:

    Ho appena finito di leggere l’articolo. Alcuni post li avevo già letti, me ne mancano diversi, che leggerò con calma. Cosa dire? Una meraviglia di kermesse novembrina, arricchita dai contributi dei partecipanti. Magnifica la tua introduzione e sapiente l’intero allestimento. Congratulazioni, Margherita, per il tuo debutto, come padrona di casa, sulla scena carnevalesca. Complimenti a tutti…e buon Carnevale della Chimica!

    Mi piace

    • spanni ha detto:

      Paolo, Paolo G, Annarita, ho appena finito di leggere i vostri commenti. Grazie! Mi avete risollevato la giornata e il mio viaggio in treno mi sembra già più bello. Avevo molta ansia come sempre quando mi butto in nuove imprese e questa era proprio un’ impresa! Grazie ancora e buon carnevale!

      Mi piace

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