Chimica, futuro ?

Non è sorprendente che fin da quando l’intelligenza degli esseri umani fu abbastanza evoluta per comprendere l’incertezza del futuro, essi cercarono in ogni modo di prevederlo. (I.Asimov)

La frase si trova in un libro di Asimov “Nostalgia del futuro”(1986)  in cui l’autore pubblica deliziose immagini  di cartoline  disegnate nel 1899 da un illustratore francese per rappresentare la vita nell’anno 2000. Queste cartoline sarebbero poi  state diffuse per le feste indette in Francia per festeggiare l’anno duemila, ma le cose andarono diversamente e le cartoline non furono mai pubblicate.

il pranzo chimico:solo pillole sulla tavola dl futuro!

il pranzo chimico:
solo pillole sulla tavola dl futuro!

Molte di quelle immagini fanno sicuramente sorridere e dimostrano come sia difficile considerare tutte le variabili, che pesano sulla previone di un  futuro, che scorre più velocemente di quanto il nostro pensiero riesca  a immaginare e con una serie di imprevisti decisamente …imprevedibili.

Nel mio futuro, quello che immaginavo da ragazzina, per esempio,  c’erano  mezzi di trasporto iperveloci ad accorciare il mondo e non certo internet!

la cucina del futuro: un laboratorio per produrre pillole

la cucina del futuro: un laboratorio per produrre pillole

In questo curioso libro, Asimov fa anche una serie di considerazioni interessantissime.  Analizza, per esempio, il rapporto futuro/ fantascienza, che fu, in pratica, l’unico modo di affrontare il futuro conosciuto nel passato.  Sottolinea poi, come sia necessario, oggi, andare ben oltre questo, per poter programmare seriamente le politiche di un paese. E’ perciò vista come necessaria, anzi, indispensabile, la figura del”futurologo”  uno scienziato in grado di predisporre modelli, statistiche e proiezioni che possano a grandi linee prevedere la ricaduta futura di eventi attuali. Decisioni prese oggi possono rivelarsi fatali nel giro di pochi anni, vista la velocità dei cambiamenti o se preferiamo, del progresso. D’altra parte, le variabili sono talmente tante che l'”equipe di “previsori” del futuro” avrebbe comunque un compito terribilmente difficile!

uso del radio.pericoloso combustibile da caminetto.

uso del radio.
pericoloso combustibile da caminetto.

Mi piace molto questa  frase con cui Asimov ribadisce l’assoluta necessità di previsione:

“E’ difficile immaginare un governo o una grande industria che in questi ultimi decenni del XX secolo prenda una decisione senza un’accurata previsione sul futuro. Questo presumendo che  i dirigenti politici e industriali siano sani di mente, presunzione che non è affatto dimostrata”

Ed è stato  così , dopo aver letto questo testo, che ho deciso di non parlarvi del mantello 316531_502262143141602_458404055_ndell’invisibilità di Harry Potter .

Certo mi è difficile tacere  delle incredibili proprietà dei nanomateriali e di come cambia il mondo quando  si muove su scala nanometrica. Ma lo sapevate che alla scala nanometrica le proprietà dei materiali cambiano a causa delle leggi della meccanica quantistica?    E che la superficie assume
un ruolo fondamentale a causa del maggiore rapporto superficie/volume. ? e che a quelle

scala nanometrica

scala nanometrica

dimensioni cambia la prevalenza delle forze per esempio  le forze elettromagnetiche  prevalgono su quella di gravità ?

Ed è proprio per queste ragioni che i materiali strutturati in base a dimensioni nanometriche spesso presentano proprietà e caratteristiche (fisiche, meccaniche, elettriche, magnetiche, ecc.) sensibilmente diverse da quelle degli stessi materiali con struttura di dimensioni maggiori.

E, sembra incredibile, ma la natura sfrutta da moltissimo tempo la nanostrutturazione della materia vivente per ottenere proprietà assolutamente“nuove” fino a poco tempo fa ritenute irraggiungibili.
Copiando la natura (“materiali bioinspirati”) anche l’uomo sta avvicinandosi a queste “nuove” proprietà. Sappiatelo, l’uomo ragno potrebbe diventare realtà come lo sono già costumi da bagno che imitano la struttura idrofobica delle foglie di loto.

Ma, direte voi:”E la chimica cosa c’entra?La chimica è quella roba che puzza  ed esplode, che inquina, uccide, appesta e non mi piaceva a scuola e così via …”

Spiacente di deludervi ma … la chimica è anche questo e gli studi sulle nanoparticelle e la sintesi di nanoparticelle è solo uno di  quei settori ( non certo il solo!)  a cui la chimica affida il suo e il nostro futuro. Certo ne è passata di acqua sotto i ponti  e anche molto inquinata, prima di arrivare a questo! Permettetemi perciò di fare un piccolo viaggio nel passato.

Cinquant’anni fa,  assemblare queste due parole chimica e futuro era automatico, esisteva un solo modo: “la chimica è il futuro”.  La stampa, i media e quindi gli italiani,  avevano questa idea della chimica:  illimitata fiducia.  Il  filmato, che ho voluto inserire,  è una sorta di ode al petrolio, oro nero portatore di progresso e benessere. E’ interessante perchè parla dell’estrazione di petrolio nella piana di Gela, della centrale nucleare di Latina e dell’ANIC di Ravenna. Come tutti i  filmati dell’Istituto Luce di quegli anni, anche questo testimonia trionfali inaugurazioni o ampliamenti, di industrie che, legate soprattutto  al petrolchimico (e alla metallurgia) avrebbero dovuto portare, sia al nord che nel mezzogiorno d’ italia, ricchezza e prosperità .

Poi il vento cambiò. Negli anni 70 si incominciò timidamente a pensare che forse non si sarebbe potuto andare per sempre avanti così, che forse occorreva mettere un freno agli sprechi e fare i conti con le risorse del pianeta. Nel 73, la guerra del Kippur, fra Egitto e Israele, aprì  scenari nuovi: il petrolio non solo non era una risorsa  illimitata e a poco prezzo portatrice di  progresso esponenziale,  ma poteva essere un’ insidiosa arma di ricatto e di guerra. In quest’ottica, si incominciarono anche a evidenziare i due volti della chimica, portatrice di benefici e di rischi. Una sorta di dottor Jekill e mister Hide da maneggiare con estrema oculatezza. Nell’introduzione al libro” I due volti della chimica ” di Luciano Caglioti, pubblicato nel 79, Primo Levi dice:

Ma come il petrolio, presto o tardi finiranno anche molti metalli il cui consumo aumenta in maniera esponenziale a spese di risorse limitate: ci siamo accorti insomma di essere stati mirabilmente ingegnosi a breve termine nella risoluzioni di problemi magari complessi, ma temporanei e marginali e di essere stati invece incredibilmente imprevidenti nei riguardi dei problemi maggiori che si estendono nel tempo e da cui dipende nulla meno che la sopravvivenza della nostra civiltà , o addirittura della nostra specie”

e dice anche:

“Non si può continuare a “progredire indiscriminatamente, ma non si può neppure fermarsi o regredire su tutto il fronte. Occorre affrontare i singoli problemi con onestà, intelligenza ed umiltà:  questo il compito delicato e formidabile dei tecnici di oggi e di domani.”

Appare chiara la necessità , l’obbligo morale, di non essere creduloni, impulsivi ed ignoranti. Mai come in quest’anni occorre essere prparati e mai come in questi anni la scuola, almeno in italia, è stata così mal preparata a preparararci…………..Se si parla di “nuovi modelli di sviluppo” bisogna sapere che cosa significa questa espressione. Occorre in una parola sapere: non cedere nè agli entusiasmi nè ai catastrofismi e non saziare sè  nè gli altri con le parole”

Quelli furono gli anni della chimica è il futuro se e in quel se erano coivolti politici e scienziati che dovevano porsi con competenza e onestà di fronte ai problemi emergenti ecercare strade per  risolverli.

Ed eccoci qui . Lo scenario la dice lunga sull’onestà e la competenza di chi  avrebbe dovuto affrontare  e risolvere i problemi in questo paese. La maggior parte delle industrie pomposamente inaugurate negli anni dell’istituto Luce e  che avevano dato lavoro e speranza a migliaia d’italiani, sono  scomparse ormai  lasciando sul campo disastri ambientali e veleni per operai e cittadini inconsapevoli. Al petrolio ormai non si cantano più odi ma de profundis, come in questo filmato

La chimica, almeno in Italia, è ai minimi storici nell’immaginario collettivo e l’associazione  è con vocaboli come paura, pericolo, rischio. Con futuro invece, la frase  che viene spontaneo comporre   è: la chimica non ha futuro.

Si è lasciato che Mister Hide imperversasse e ora sono solo macerie.

Ma qual è il punto? Si è lasciato che Scienza chimica e industria chimica diventassero sinonimi  e quindi, per molti la  scienza chimica è quella “pratica” che produce inquinamento e morte.

Proprio per i suoi risvolti pratici così poco amati dall’intellighentia italiana , la chimica come scienza, etichettata come mera serva dell’industria, è stata declassata e  non considerata neppure strumento educativo necessario nelle scuole e quindi, l’ignoranza in questo settore ha raggiunto apici  impensabili.  Se bene o male alla fine di un percorso di studi, anche il più scalcagnato,  uno studente arriva alla maturità conoscendo almeno il nome di Dante e in parecchi casi è perfino capace di associarlo alla “Divina Commedia” quasi nessuno, neppure un blasonato liceale scientifico (scientifico AHAHAH) è in grado di leggere e capire  un’etichetta .

Ma davvero la chimica è così? Immobile e poco creativa tanto che perfino il Nobel per la chimica è stato assegnato a dei medici?E l’industria in Italia è solo  di base o c’è anche un po’ di chimica fine ? E’ rimasta  davvero alle fumose raffinerie di petrolio o ci sono settori in cui le formule, le loro elaborazioni e i processi di sintesi innovativi hanno un senso?

A me, sembra invece che nessun altra scienza abbia allargato il suo campo di intervento come la chimica.  Credo che nessun altra scienza abbia creato i presupposti per immaginare un futuro ancora  più magico di Harry Potter. Penso però che dopo Asimov  ci siano stati ben pochi  chimici in grado di divulgare decentemente e in modo capillare, questa disciplina evidenziandone i progressi. Penso che i big scienziati, nascosti negli atenei, debbano fare uno sforzo e prendere carta e penna ( tastiera e computer ) e scrivere in modo accessibile  delle loro ricerche, dei progressi, delle meraviglie che i chimici sanno progettare.

In libreria non c’è neanche più la sezione chimica e, quando c’è, è ben nascosta e striminzita e contiene:  libri sulla tavola periodica (magnifica e geniale intuizione, ma non la sola) o su usi e costumi di molecole scontatisssime.

Ed ecco quindi che io mi chiedo:

perchè non si parla degli sforzi per innovare i processi industriali,? Perchè no si parla delle nuove frontiere della chimica? Perchè devo sempre trovare sempre e solo appelli accorati  all’uso di non so quale rimedio cinese contro il cancro quando si stanno studiando e mettendo a punto farmaci mirati e innovativi?Perchè mi tocca sentire le lodi della lana tosata e indossata tal quale, mentre si stanno progettando tessuti spettacolari? Perchè si finge che il futuro non abbia bisogno dell’ apporto dei chimici quando non è così?

Questo è un appello

CHIMICI, FATE USCIRE IL VOSTRO LAVORO DAI LABORATORI E SPENDETE UN PO’ DEL VOSTRO PREZIOSISSIMO TEMPO PER LA DIVULGAZIONE!!!

In un articolo delle scienze del 2011  si parlava delle dieci domande a cui la chimica deve dare ancora risposta .

Come è iniziata la vita?Come si formano le molecole?In che modo l’ambiente influisce sui geni?Come pensa e ricorda il cervello?Quanti elementi esistono?Si possono costruire computer di carbonio?Come intrappolare più energia dal Sole?Qual è il modo migliore per produrre biocombustibili?Possiamo creare farmaci di nuovo tipo?Possiamo monitorare la chimica del corpo?

Questo significa che  questi sono campi in cui i chimici sono in azione:  non mi sembra che si stiano affrontando  problemucci marginali!

La realtà è che  la chimica del futuro richiede competenze e tecnologie raffinate, costose e in continua evoluzione e non ho ben chiaro se il nostro paese è davvero pronto a questo.

Mi piacerebbe indossare il mantello che rende invisibili,  ma temo che se mai riuscirò a impossessarmene, sarà un prodotto made in China, mentre in Italia si continuerà a estrarre petrolo dalla piana di Gela o a chiedersi “e mo’, il moplen?”.

le fonti:

Luciano Caglioti- I due volti della chimica benefici e rischi-  Mondadori 1979

I. Asimov_Nostalgia del futuro -_Rizzoli 1986

presente e futuro della chimica specialistica – Anno Internazionale …

www.wlachimica.it/Libraries/…/Chimica_Industria_-_ottobre.sflb.ash

http://fds.mate.polimi.it/file/1/File/12SCUOLAPOLITECNICO/libassi.pdf

http://www.instm.it/test_new_version/chi_ha_paura_della_chimica/doc/le_nanotecnologie_ed_i_nanomateriali_opportunita_e_rischi.pdf

Questo post partecipa al 23°Carnevale della Chimica ospitato dal blog di Paolo Gifh il Chimico impertinente

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prof. di chimica
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2 risposte a Chimica, futuro ?

  1. Pingback: La chimica del futuro e il futuro della chimica – XXIII Carnevale della Chimica | Il chimico impertinente

  2. annarita ha detto:

    Ho appena finito di leggere il post. Delizioso e di ampio respiro:). Complimenti, Margherita!

    Mi piace

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