Favola: Il desiderio

C’era una volta, nei boschi del regno di Etram, una gnomo di nome Airam. Era una gnomo come tutti le altre: piccina, piccina, grassottella, con  un cappello rosso e il vestito verde: aveva però un  compito davvero  speciale. Non era la solita guardiana delle pentole d’oro alla fine dell’arcobaleno, no: lei doveva lucidare gli aghi degli abeti per renderli più luminosi nel solstizio d’inverno. Così, nella lunga notte magica, la vallata si sarebbe riempita di luci che, con la neve, la luna e l’aiuto delle fate, avrebbero creato un effetto così speciale da far esclamare di meraviglia persino la gelida ed  esigentissima regina Edlitolc.

Quell’ anno però,  Airam aveva anche un compito davvero delicato. Nella notte del solstizio infatti,  la regina Edlitolc esaudiva il desiderio espresso dallo gnomo, che quella notte, a mezzanotte in punto, avesse compiuto 777 anni. Da quel desiderio poi, la regina avrebbe tratto ispirazione per un dono da fare agli  umani.

E quella notte toccava a lei. Airam a mezzanotte avrebbe compiuto 777 anni, un’età importante per gli gnomi,  un po’ come i 18 per gli umani

Da un anno, quasi ogni minuto della sua giornata Airam lo spendeva a pensare che cosa avrebbe potuto  chiedere alla regina e nulla le sembrava sufficientemente importante.

“Se fossi un’ umana,” Si ripeteva ” potrei chiedere ricchezze, potere, felicità o bellezza ma uno gnomo non ha bisogno di queste cose. Le ha già.”

E continuava ad arrovellarsi in questo modo  finché un’ idea non la folgorò.

“Santo cielo, desiderare non è cosa da gnomi!”

Cercò allora di ricordare il desiderio dello gnomo settecentosettantasettenne dell’anno prima. In effetti non aveva chiesto niente, anzi, a sua memoria, nessuno gnomo aveva mai espresso un desiderio. E quindi, mai la regina  aveva donato qualcosa agli umani, visto che le due cose erano indissolubilmente legate.

Per Airam fu tutto chiaro:  quella dei desideri era una farsa! La regina Edlitolc sapeva benissimo che mai nessuno gnomo le avrebbe mai chiesto niente e, nessun desiderio, nessun dono per gli umani.

In realtà, la regina detestava gli umani e l’idea di far loro doni le provocava un vero fastidio. La storia del dono, l’aveva  purtroppo promessa alla Regina delle Regine, che, inspiegabilmente, trovava interessanti gli abitanti della Terra. Edlitolc doveva perciò mantenere la promessa fatta: la Regina delle Regine non tollerava disubbidienze.  Era però riuscita a trovare il trucco del desiderio e finora non aveva regalato neppure uno spillo a quegli antipatici.

Airam non era certo un’ estimatrice degli umani. Li considerava avidi e sciocchi e faceva loro dispetti velenosissimi quando passavano sotto i suoi abeti. Pensava però di  meritarsi un premio dopo aver lucidato 6.022 . 1023  aghi di abete al giorno per 777 anni!

Una mole di lavoro notevole anche per uno gnomo con grandi poteri magici come lei. Voleva un premio. Poco male se questo implicava un dono anche per gli umani.

E mentre così rifletteva, il suo pensiero deviò impercettibilmente e Airam si ritrovò a ricordare gli anni trascorsi nei boschi di Etram e Improvvisamente la colse un po’ di nostalgia . Ricordò il primo sorriso di  Oip suo marito, e i primi sorrisi di tutti i suoi figli. E il cuore si scaldò e si sentiva felice. Poi le venne un altro pensiero e il cuore divenne caldissimo. Airam si illuminò. Finalmente sapeva cosa chiedere alla Regina .

Mancavano pochi minuti a mezzanotte quando la regina la chiamò:

“Airam, qual è dunque il tuo desiderio?”

“Mia Regina ne avrei proprio uno: piccolo, piccolo, piccolo.”

“Hai un desiderio? Dunque non sei soddisfatta della tua vita di gnomo?”

“Oh no, mia Regina, non potrei chiedere di meglio!”

“E allora che cosa è questa storia del desiderio? Fino ad oggi, mai nessuno gnomo ne aveva espresso uno.”

“Lo so mia regina e un po’ mi vergogno, ma dal momento che hai promesso di esaudirlo …

“E sia, sentiamo questo desiderio. “

La Regina era un po’ infastidita e un po’ curiosa e il suo bel nasino all’insù si era molto arricciato, conferendole un’espressione non proprio regale.

“Ecco, io desidero con tutto il cuore le lacrime del primo pianto, quello con cui i bimbi annunciano al mondo che adesso ci sono anche loro  e non si può ignorarli. “

La regina era davvero stupita e oltre al naso le si arricciò anche il labbro superiore e la punta  delle orecchie

“Perché ?” E fu quasi un grido

AIram con un filo di voce disse :

“Perché in quelle lacrime è racchiuso il mistero del primo incontro con  l’aria, con la luce, con il freddo, con la vita. Perché quelle lacrime sono il principio di ogni storia e vederle mi scalda il cuore.  ”

La regina non parlò subito: stava riflettendo

“ Mi piace” disse poi e sembrava quasi sorridere

“Accendete tutte le luci “ ordinò e immediatamente il regno di Etram brillò e gli aghi di abete, così ben lucidati da  Airam, tramutarono ogni raggio in mille arcobaleni. Poi, la luna buttò un po’ del suo bianco lucente sulla neve e sulle rocce, che divennero splendenti.

E quando la luce arrivò al massimo, nell’aria si udì un pianto di bimbo.

Era un pianto,  ma non era dolore. Era un pianto, ma chi lo udiva non piangeva anzi, sentiva un sorriso nascere nel profondo del cuore e salire su su  sino alle labbra e dalle labbra via per tutta la valle, oltre il regno di Etram  fino al luogo degli umani e poi nel loro cuore.

Airam si trovò le mani piene di lacrime, che subito si tramutarono in lucenti cristalli di sale. E l’eco del pianto di un bambino che nasce, fu il suo regalo per il mondo.

Così ogni anno, nel solstizio d’inverno, la lunga notte della Terra vibra di suoni, che ricordano il principio di tutto e, in quella notte magica, gli umani si abbracciano e ripetono parole, che sono augurio di pace e serenità per tutto il pianeta:

BUON NATALE

Informazioni su spanni

prof. di chimica
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2 risposte a Favola: Il desiderio

  1. laurin42 ha detto:

    Non si è mai troppo grandi per ascoltare le favole! E se vedi la vita come una favola meravigliosa che ti racconti allora tutto è possibile ed i tuoi sogni si avverano.
    E non solo a Natale!
    Auguri++++++
    Love
    L

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  2. annarita ha detto:

    Semplicemente fantastica! Deliziosa e commovente come deve essere una vera fiaba. Grazie di avermi fatto tornare per un momento bambina.

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