Matita copiativa

matita copiativaDomenica  di elezioni.  La neve è finita e il sole dà un tocco di magia anche al mio grigio paese di pianura. La canzone di Gaber mi sembra  così pertinente da diventare quasi necessaria.

E’ la prima domenica di elezioni,  dopo quasi trent’anni, che non sono ai seggi. Ho deciso che non  avrei fatto più il presidente  e non solo perchè è un lavoro faticoso  che si somma al mio altro lavoro faticoso e non ho più l’età; ma perchè in questi anni ho visto l’atmosfera dei seggi  putrefarsi e incancrenirsi e l’aria diventare irrespirabile. Prima era una festa. Noi del seggio eravamo ben consci del fatto che si era lì per assicurare la regolarità delle operazioni; i rappresentanti di lista sapevano di aver a che fare con persone oneste al di là di qualsiasi colore politico.

Questo non significava che non ci fossero delle splendide discussioni su una croce  messa in posizione non perfettamente chiara o sulla validità di segni ambigui. Si discuteva , si verbalizzava ( molto raramente ) se proprio era impossibile arrivare ad una soluzione condivisa, ma con i toni  che il rispetto e la fiducia reciproca richiedevano.

Poi le cose sono cambiate.

Le modalità di chiamata degli scrutatori sono cambiate: designati dai partiti. I rappresentati di lista si sono trasformati in mastini bavosi e ringhianti.

Che vi devo dire… preferisco i gatti !

Fra le cose dei bei tempi passati,  che ricordo con un sorriso  c’era il corredo per il perfetto lavoratore del seggio, che prevedeva, tra le altre  cose,  un set di candele (in caso di mancanza di luce) e le matite copiative ( solo ultimamente  dotate anche di apposito temperamatite).   Fra i compiti da eseguire con particolare impegno, c’era anche quello, delicatissimo, mantenere perfetta l’ efficienza delle copiative.

Le preziose matite ( proprietà dello Stato) venivano numerate, aguzzate con un taglierino e distribuite all’elettore con la racomandazione di riconsegnarle dopo il voto. Naturalmente era necessario anche rincorrere l’elettore distratto che si fosse intascato il preziosissimo cimelio! Una volta catturato il malcapitato  si sarebbe dovuto verificare l’eventuale sua malafede  e in tal caso era prevista una bella multa fino a 300 euro. Mai successo  che qualcuno scappasse con la matita. al peggio veniva dimenticata in cabina . Anche per gli altri suoi beni lo Stato è così implacabile? O meglio, tutti i colpevoli di furti  dei beni dello Stato sono così rigidamente perseguiti ? Ho qualche perplessità.

Tornando ai seggi ,  in questo clima di diffidenza  da anticamera  alla guerra civile che ormai si è creato, anche la matita copiativa è sotto accusa.

In seguito a una sentenza che  afferma la validità dei voti tracciati con la matita inumidita. è saltato fuori da parte di qualche burlone l’interpretazione che la matita deve essere sbavicciata prima dell’uso per garantirne l’indelebilità.

I segni calcati e sbavicciati  ci sono sempre stati in gran numero  e mi stupisco che ci sia voluta una sentenza per garantirne la validità.

Comunque a questo punto voglio capire come è fatta una matita copiativa. La mia fonte  è il Nuovo Ricettario Industriale Hoepli -1940 (che poi tanto nuovo non è )  e,   per  conferma, il Nuovissimo Ricettario Chimico Hoepli 1990,  che comunque danno  una composizione pressocchè identica.

Vediamola.

“Hanno la mina composta di colori soubili (generalmente basici) impastati di polveri sottilissime di talco, argilla  con gomme e altre sostanze e spesso contengono a anche grafite

Si fa una pasta codensa con grafite e argilla levigata  una soluzione di gomma arabica e violetto di metile . Si raffina e quando è semisecca  si foggia al torchio, in cilindretti usualmente di 3 o 4 mm di diametro

I quantitativi dei singoli ingredienti e del colorante devono essere calcolati in modo che le matite diano  una scrittura chiara  ben copiante, pur avendo una durezza sufficiente.

Colori adatti adattti all’impasto oltre al violetto di metile, violetto cristallino, fucsina, rodamina, safranina,crisoidina, auramina, verde malachite, blu di metilene, bruno bismark

Il nero è una miscela di bruno bismark, ocrisoidine,verde cristallino e violetto metile perchè non vi sono neri basici sufficientemete solubili.”

Quindi dalla ricetta emergono poche tracce di grafite  (la parte cancellabile ) e l’importante presenza di  coloranti azoici basici, che hanno come gruppo cromoforo( responsabile del colore)   –N=N–. e  come auxocromi ( cioè il gruppo che legherà la molecola al substrato da colorare, la carta, e in genere responsabile della solubilità) gruppi amminici.

Questa è la formula del bruno Bismarkbruno bismark

O in alternativa contengono  coloranti del trifenil metano caratterizzati dalla presenza nella loro molecola di tre gruppi aromatici uniti allo stesso atomo di carbonio.

violeto di metileEccone degli esempi.

Tra l’altro spero che se anche citato tra i possibili componenti il verde basico ((verde malachite) non si usi più, visto che è ritenuto cancerogeno! (quante elezioni dura una copiativa?).

Bene. questo è tutto. Sono certa che continuerò a non umettare la matita prima di usarla perchè è disgustoso e decisamente antigienico. Non vi pare?

Per altre notizie sull’uso della copiativa date uno sguardo a wikipedia  elezioni

Informazioni su spanni

prof. di chimica
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