Coda di gatto

gattoAll’inizio dell’anno scolastico, quando incontro per la prima volta quelli che saranno i miei studenti, la  sensazione che mi attanaglia è quella di trovarmi in una vetreria. Così, d’acchito, quei ragazzi sconosciuti  mi appaiono tutti come  fragili vetri, perfettamente trasparenti ad ogni tipo di radiazione, vetri speciali antieffetto serra,  ma in grado di frantumarsi al minimo urto. In realtà  so benissimo che alcuni di loro  si riveleranno splendidi cristalli capaci di formare arcobaleni anche con il più tenue raggio di luce; ciò non toglie che tutta quella presunta trasparenza mi procuri una certa angoscia.

E allora, per darmi coraggio,  tra vetri e cristalli cerco di scoprire  un pezzetto di coda a righe, una  punta di vibrissa ben mimetizzata,  un impercettibile lampo d’occhi gialli,  che  riveli una delle tipologie di studente da me preferite : lo studente gatto.

Come si presenta? Fondalmentalmente anarchico, tende a fare il minimo sindacale, ma è curioso e spesso tradisce la sua natura felina con domande, che rivelano  un certo interesse subito  gelosamente custodito. L’unico modo per farlo uscire allo scoperto è proporre  un lavoro e dire la frase magica : ” potete svolgerlo come volete”.

Quel come volete getta nel panico lo studente tipo, che  si sente sopraffatto da tutta questa libertà e si rifugia nelle sue uniche certezze: copia/incolla, wikipedia e un noiosissimo  power point da leggere  nei dieci minuti a sua disposizione.

Lo studente gatto no. Prova a fare qualcosa di suo, qualcosa di originale che spesso rivela i suoi interessi, Il risultato forse non sarà perfetto ma apparirà comunque bellissimo perchè svela la voglia di mettersi in gioco, di  accettare la sfida e provare ad affrontare lo studio da una prospettiva diversa. E allora  ecco l’esposizione curata, brllante.  piena di particolari inediti o il video interessante e ben costruito o anche il famigerato power point, ma supportato da una relazione impeccabile. Piccole perle inaspettate, ma sommate a quelle  già scoperte, compongono  un  preziosissimo tesoro,  che mi tranquillizza e mi fa pensare che anche questa volta,  per fortuna, non sono riuscita a   trasformare tutti i mie studenti in fragili e trasparenti frammenti di vetro. Qualche  felino è rimasto, capace di stupirmi e farmi sorridere.

In questi giorni,  pubblicherò alcuni dei lavori prodotti nel corso del progetto “il puzzle degli elementi” svolto all’Oriani  in equipe con le prof di scienze Laura Rossi e Alessandra Ballardini.

Pubblicherò poi, tutta la piccola tavola periodica  prodotta al Severini con il mitico  prof  Claudio Righi,  che, ha lavorato  con i ragazzi della quarta mosaico per dare un volto ad agli  elementi chimici ( e i risultati che ha ottenuto sono tali che per la prima volta mi dispiace di aver avuto una classe poco numerosa: solo 17 elementi avranno una loro personalità)

Intanto guardatevi il video prodotto da Marco Tronconi della 2B TUR . A noi prof è piaciuto: voi che ne dite?

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prof. di chimica
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