Giornata della memoria

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

Vorrei  leggeste questo splendido racconto di Spartaco Mencaroni di cui riporto l’incipit invitandovi  a entrare nel gelo dell’odio, che l’autore ha saputo rendere in modo splendido. Vorrei anche fosse ben chiaro  che quei crimini furono compiuti da esseri umani, perfettamente in grado d’intendere e di volere. Vorrei inoltre ricordare, che non furono solo i politici a volere quegli orrori, ma interi popoli, silenziosi, indifferenti e accondiscendenti.

“Il vento, nel camino, sputa fiocchi sporchi, che muoiono sulle braci con sibili rabbiosi. E’ una sera fredda.

Guardo quelle scintille di ghiaccio e mi chiedo se vengano dal piccolo campo. Dicono che è vicino, oltre i mulinelli di neve, nascosto dal sospiro lugubre del vento. E’ coperto da un sudario di bruma e protetto con un muro di spine. Contorte, di freddo metallo; goccia a goccia, vi stilla una livida rugiada.

 Là banchi di ceneri morte galleggiano nel cielo nero, poi ricadono in una pioggia di sangue e di lacrime, che insozza i campi e avvelena la terra.”  continua

Informazioni su spanni

prof. di chimica
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2 risposte a Giornata della memoria

  1. Matilde Ghiselli ha detto:

    Anche secondo me alcuni soldati erano obbligati a eseguire ordini e quindi di uccidere molte persone, che anche loro sapevano essere innocenti. Inoltre una parte toccante del racconto è il fatto che quando tornano a casa, i pochi restanti, non dimenticheranno mai quello che hanno passato in quei campi del fatto che sarebbero potuti morire da un momento all’altro e come ha detto Zaccherini che è venuto a parlare giovedì ci si vergogna quasi di essere lì mentre tutti i tuoi compagni-amici sono morti.
    Questo va ricordato per il futuro in modo che non accada più.

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  2. Francesco Masia ha detto:

    Come ha detto precedentemente il prof di laboratorio: ” … se sono felici le persone che ti stanno attorno, sarai più felice anche te; se le persone che ti stanno attorno sono tristi , allora anche una parte di te sarà triste”. Inoltre penso che non tutti i “soldati” erano ben felici di portare alla morte le persone che “vivevano” nei campi di concentramento, ma erano costretti a svolgere i compiti che gli erano stati assegnati se non volevano morire anche loro; secondo me se sei costretto a uccidere una persona, una parte della tua anima venga presa dall’anima ormai libera affinché tu possa pagare per i crimini che hai fatto.

    Dobbiamo ricordare anche quei tempi anche se non vogliamo pensare a cosa l’uomo può essere capace di fare anche ai suoi simili, ma dobbiamo ricordare per far si che questo disastro non si verifichi più.

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