Castelli

Grigio: il cielo, il mare. Anche l’erba ha smorzato i toni brillanti di verde per mimetizzarsi e diventare un tutt’uno con aria e acqua. Eppure anche così, acromatica o quasi, quella terra a metà tra il fiume e il mare respira e il suo alito è incanto e fascino.
Indefinite, appena disegnate, lontane appaiono le sagome di due castelli. L’uno sorge dal mare come una misteriosa isola fatata; la torre dell’altro, sottile e determinata, si confonde con le nuvole laggiù, a sud.


Rigassificatore di Rovigo e Centrale Termoelettrica di Porto Tolle: questi i nomi dei due castelli che mai videro Guelfi o Ghibellini o udirono lo sferragliare delle armature di epici cavalieri.
RigassificatoreEnergia: produrre, immagazzinare, vendere centrale di porto Tolleenergia , queste sono le arti che le genti dei castelli praticano. E tutti i giorni riscaldano, bruciano, modificando l’acqua e l’aria intorno a loro.
In sicurezza, consci del patrimonio ambientale che vive lì fuori dai loro confini.
I castelli sorgono infatti nel Parco del Delta del Po, nella parte veneta e questi sono alcuni esempi di abitanti di quelle zone.

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In sicurezza.
Così dicevano i responsabili della centrale quando bruciavano nelle caldaie olio combustibile, mefitico per uomo e ambiente, se non usato con le dovute cautele.
In sicurezza dicono quelli del Rigassificatore mentre aspirano l’acqua del mare per riscaldare il metano liquido.
Ma poi
I signori della Centrale sono stati condannati per disastro ambientale e, come rimedio al danno, progettano di convertire le caldaie del castello a … carbone, avendo abbandonato, a malincuore, dopo Fukushima, l’idea di aggiungere un bel Nucleare al nome del maniero.
E il Rigassificatore off shore? Accoglie metaniere provenienti da mercati orientali con il loro carico di gas naturale liquido. Lo riscalda utilizzando acqua di mare sterilizzata, lo ritrasforma in gas e lo immette nei gasdotti . Al mare restituisce acqua sterile con alti contenuti in cloro. In sicurezza.
L’Europa, chiamata in causa, si riserva di dare un parere a fronte di indagini più approfondite.

E intanto io mi chiedo: perché scegliere un territorio fragile come il Delta del Po per queste azioni invasive e così rischiose per l’ambiente?
E’ vero, il nostro territorio è tutto bellissimo e fragile e in qualunque punto presenta criticità per questi interventi comunque distruttivi.
E dunque, stando così le cose, non sarebbe necessario un pensiero politico illuminato o anche solo, un pensiero politico? Un pensiero che riconosca il genius loci e la vocazione dei territori, oltre alla possibilità di ricavarne guadagni immediati in termini di soldi e di scellerato consenso elettorale.
In tutto questo, spesso mi sembra di respirare le atmosfere descritte da Jarred Diamond nel suo libro “Collasso”.
Forse sto solo invecchiando, anzi, per fortuna sono già vecchia.

Informazioni su spanni

prof. di chimica
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2 risposte a Castelli

  1. laurin42 ha detto:

    Cara Margherita, in effetti c’ e’ di che avvilirsi di fronte alla lentezza di una presa di coscienza dell’ umanità’. Ma siamo cmq responsabili e artefici del futuro. Continuiamo a scovare segni positivi che ci vengono nascosti proprio per alimentare la rassegnazione. Ci conto!
    Love
    L

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    • spanni ha detto:

      non sono rassegnata: sono arrabbiata e sento che non c’è un numero sufficiente di persone a condividere questo sentimento che potrebbe così diventare costruttivo e suggerire un piano per opporsi alla sistematica cancellazione della natura in cambio di un benessere inesistente.

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