Un po’ di digiuno

Dopo i post sui pericoli dell’acrilammide e delle aflatossine, eccone uno che potrebbe, forse, indicare la via per sfuggire alle insidie del cibo ricavandone grossi benefici in termini di salute e lotta contro l’invecchiamento: il quasi digiuno o meglio:
FMD “fasting-mimicking diet,” la dieta che mima il digiuno.

E’ di questi giorni la notizia che un’ equipe di scienziati canadesi dell’ University of Southern California, guidati dal medico italiano Valter Longo, ha sperimentato una dieta che, imitando periodicamente gli effetti del digiuno, garantirebbe una vasta gamma di benefici per la salute.
Con questa ricerca, Longo ed i suoi colleghi stanno dimostrando che, sottoponendosi a cicli di una dieta ipocalorica di quattro giorni (ma molto ipocalorica, quasi un digiuno) si ha una drastica diminuzione del grasso viscerale e un aumento delle cellule staminali in diversi organi tra cui il cervello, con un sensibile miglioramento della memoria e della capacità di apprendimento.
In una prima fase, la ricerca è stata condotta sui lieviti, organismi semplici, che hanno permesso a Longo di studiare i meccanismi biologici degli effetti del digiuno sulle cellule.
La sperimentazione sui ratti, ha invece permesso di seguire gli effetti dei cicli di digiuno in tutto l’arco della loro vita ( relativamente breve per questi animali).
Sono stati sperimentati cicli bimestrali della durata di quattro giorni di FMD a partire dall’età adulta dei topi per tutta la durata della loro vita . Questo trattamento ha ridotto l’incidenza di cancro, potenziato il sistema immunitario, ridotto le malattie infiammatorie, ha rallentato la perdita di densità minerale ossea e migliorato le capacità cognitive dei topi anziani monitorati nello studio . L’apporto calorico totale mensile è stato lo stesso per i gruppi di topi a regime di dieta con FMD e gruppi di controllo, confermando che gli effetti non sono stati il risultato di una restrizione dietetica generale.
Si sono poste così le basi per uno studio pilota sugli esseri umani. 19 soggetti sono stati sottoposti a tre cicli di una dieta simile a quella dei ratti: una volta al mese per cinque giorni. Questo, secondo Longo. sembra aver ridotto i fattori di rischio per il diabete, le malattie cardiovascolari, il cancro e rallentato il processo di invecchiamento, senza produrre effetti collaterali.
“Il digiuno rigoroso è difficile e pericoloso- ha dichiarato Longo – noi siamo riusciti a elaborare una dieta complessa, che ne imita gli effetti positivi sul corpo”
Questa dieta riduce l’apporto calorico di un individuo fino a 34-54 per cento del normale, con uno specifico rapporto tra proteine, carboidrati, grassi e micronutrienti. In questo modo si diminuisce la produzione dell’ormone IGF-I, che è necessario durante lo sviluppo per la crescita, ma che poi diventa un acceleratore per quanto riguarda l’ invecchiamento ed è stato collegato alla predisposizione al cancro. Vengono inoltre abbassati altri fattori di rischio legati al diabete e a malattie cardiovascolari, come il glucosio, il grasso del tronco e la proteina C-reattiva, senza influire negativamente sulla massa muscolare e la densità ossea. Longo ha già mostrato come il digiuno possa aiutare a far morire di fame le cellule tumorali, proteggendo le cellule immunitarie e le altre, dalla tossicità della chemioterapia.
‘Si tratta di una riprogrammazione del corpo che non solo consente l’accesso ad una modalità di invecchiamento più lento, ma permette di ringiovanire attraverso la rigenerazione innescata dalle cellule staminali,’ dice inoltre Longo . ‘Non è una tipica dieta, perché non ha necessità di essere mantenuta’
Per 25 giorni al mese, i partecipanti allo studio hanno mantenuto le loro normali abitudini alimentari – buone o cattive che fossero e una volta terminato il trattamento, non sono stati invitati a cambiare la loro dieta. Nonostante questo si sono visti cambiamenti positivi.
Longo ritiene che, per la maggior parte delle persone normali, questo trattamento può essere effettuato ogni tre o sei mesi, a seconda della circonferenza e lo stato di salute addominale. Per i soggetti obesi, il trattamento potrebbe essere fatto, sotto controllo medico, anche una volta ogni due settimane.
L’equipe di Longo sta testando l’ effetto di questo “ quasi digiuno” su un campione di più di 70 soggetti.
‘Se i risultati si confermeranno positivi – dice Longo-, credo che l’FMD rappresenterà un  intervento sicuro ed efficace per la salute e la longevità e potrà essere raccomandato dai medici’
Longo comunque mette in guardia il digiuno totale e avverte di non tentare il trattamento FMD senza aver prima consultato un medico; raccomanda poi di farsi controllare durante tutto il processo.
‘Non tutti sono abbastanza sani da poter digiunare per cinque giorni, e le conseguenze sulla salute possono essere gravi per quelli che lo fanno in modo improprio,’ ha detto Longo – ‘Il digiuno totale dovrebbe essere fatto solo in una clinica specializzata. Inoltre, alcuni tipi di diete fortemente ipocaloriche, ed in particolare quelle ad alto contenuto di proteine, possono aumentare l’incidenza di calcoli biliari nelle donne a rischio ‘.
‘Al contrario ‘ – ha aggiunto, ‘il I trattamento FMD sperimentato, può essere fatto ovunque sotto la supervisione di un medico e seguendo scrupolosamente le linee guida stabilite negli studi clinici.’
Longo ha anche avvertito che i soggetti diabetici non dovrebbero essere sottoposti a digiuno o FMD durante la somministrazione di insulina, metformina o farmaci simili.
In ogni caso è uno studio ancora in via di sperimentazione i cui risultati vanno presi con cautela.
In attesa che i risultati della ricerca vengano confermati, si potrebbe far tesoro dei consigli del dott. Hornibrook che nel suo libro “La cura estetica dell’addome” pubblicato nel 1957 garantiva i risultati mostrati in figura!

prima e dopo la cura

prima e dopo la cura

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prof. di chimica
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