Sangue, Soldi, Sudore, Sesso: quattro S per un cristallo!

Soldi, sangue, sudore, sesso?

• Quale sarà mai il misterioso cristallo dalle quattro S?
Allume di rocca!allume-di-rocca
Delusi? Non lo avete mai visto né sentito nominare? Forse perché siete poco green e non frequentate i mercatini salutistici: di allume di rocca, sono quei grossi cristalli venduti come deodoranti naturali. Poi, se siete lettori di etichette, scoprirete che è anche l’ingrediente principale dello stick emostatico utilissimo in caso di sgocciolanti taglietti da rasoio o altro oggetto appuntito (sangue).emostatico

• Che cosa è l’allume di rocca?
Abbiate pazienza, ma per rispondere, mi vedo costretta a propinarvi un po’ di chimica.
Sappiate dunque che l’allume di rocca è un sale doppio di alluminio e potassio a cui si dà la formula

KAl(SO4)2. 12 H2O

dove l’anione solfato SO42-  è bilanciato dai cationi di potassio K+  e alluminio Al 3+ . Ogni ione metallico è circondato da 6 molecole d’acqua per cui si parla di un sale dodecaidrato.

• Perché l’allume di rocca è tanto prezioso?
E’ proprio la presenza di quello ione Al 3+  che lo rende utile e prezioso (soldi)  in diversi campi, spesso molto legati al denaro. Ad esempio nel 1540 Vannoccio Biringuccio scrive nella sua famosa “De la Pirotechnia” :
“ L’allume è necessario ai tintori non meno che il pane all’uomo”.
Oggi si sa che l’uso dell’allume di rocca come prodotto di primaria utilità nell’industria tessile per la mordenzatura dei tessuti si deve al fatto che lo ione metallico Al 3+   si attacca alla molecola di pigmento e la trascina nelle fibre dove viene precipitata in forma di idrossidi polimerici insolubili. Questi prodotti agiscono ostacolando in modo efficiente la lisciviazione del colorante durante il lavaggio, impedendo così ai tessuti di scolorire.
Lo stesso meccanismo, la precipitazione, è utilizzata quando si trattano le acque reflue con allume. In questo caso vengono precipitati idrossidi di alluminio insieme con vari inquinanti; si forma così una fase solida facilmente separabile.
Si può poi giustificare l’uso dell’allume di rocca come deodorante naturale (sudore): è proprio lo ione alluminio che, occludendo parzialmente i pori, ha un effetto antitraspirante. Se date un’occhiata alle etichette degli antitraspiranti oggi in commercio (spesso anche quelli “Al free”) scoprirete che contengono proprio sali di Al di vario tipo.


Quelli a cui ho fin qui accennato, oltre alla concia delle pelli, erano solo alcuni degli usi del composto conosciuti nell’antichità:  di altri (più originali) ne parlerò in seguito!

Sentite, inoltre, anche per che cosa veniva usato:

“L’ allume entra nella composizione di molti rimedi della farmaceutica ed è sovente impiegato nelle arti e nella economia domestica. Unito al sego rende le candele più consistenti, dà corpo ai pastelli dei pittori, serve per imbianchire l’argento, per inargentare il rame, preparare il cuoio, e per altri infiniti usi. È necessario nella composizione dell’azzurro di Berlino e delle tinte nelle quali dispone le sostanze che si vogliono colorire, corrode leggermente le loro superfici, dilata i pori, e somministra una favorevole base alle particelle coloranti, che fissa nei corpi. Si potrebbe ancora adoperare con vantaggio nel preservare le carte ed i legni dall’attività del fuoco.” J .Delumeau, l’alun de Rome XV-XIX siècle, Paris 1962.

• Da dove viene l’allume di rocca?
Anche se ora può essere prodotto artificialmente, per lungo tempo si è usato l’allume che si trova in natura. L’importanza del prodotto giustifica i tanti tentativi di possedere il monopolio della sua produzione che sono stati tentati da diversi stati.
Vale la pena di spendere due parole sulle vecchie modalità di produzione.
Mentre la pietra che si trovava nei deserti egiziani era facile da lavorare, estrarre l’allume da scisto era piuttosto complesso viste le scarse conoscenze chimiche dell’epoca. Le tecniche di produzione ci vengono meticolosamente descritte e illustrate nel capitolo XII del “De re metallica” di Giorgio Agricola.

 

In breve il procedimento era questo.

Nella roccia scistosa sono contenuti ferro e alluminio, oltre a una forte quantità di componente organica. La prima operazione consisteva nel bruciare la pietra su un fuoco di legna: in questo modo la pirite, FeS2, presente nella roccia veniva ossidata molto lentamente a ioni Fe3+  e ossidi di zolfo. Gli ioni metallici solubili, soprattutto ferro, potassio, sodio e alluminio venivano poi estratti con acqua, che trasformava anche gli ossidi di zolfo in ioni solfato. Questo liquido doveva poi essere concentrato e infine si precipitavano i cristalli di allume. Curiosità chimica: normalmente con questa tecnica si produceva allume di potassio, ma dove veniva utilizzata come reagente anche “urina di fanciullo” (nello Yorkshire), il prodotto finale era allume di ammonio.

• E adesso un po’di storia.
Siamo nell’anno 1462 sotto il pontificato di Pio II, Silvio Enea Piccolonimi.

Nei suoi “commentari” il papa in persona ci racconta della scoperta nei monti della Tolfa del preziosissimo allume. La storia è questa.
Un giorno Papa Pio II ricevette la visita di Giovanni di Castro, un tintore che aveva soggiornato a Costantinopoli arricchendosi e divenendo espertissimo di allume. Fuggito da Costantinopoli dopo la conquista mussulmana, era venuto in Italia ed era stato nominato Commissario generale sulle Rendite della Camera Apostolica.
Un giorno, percorrendo le campagne della Tolfa, Giovanni di Castro venne attratto da una certa vegetazione che gli ricordava quella analoga dei terreni alluminosi d’ Oriente. Si fermò, vide le pietre. Ne prese una e le dette un morso: aveva il sapore della salsedine. Ne raccolse qualcuna e le riscaldò secondo la procedura a lui nota: si trattava di allume. Si presentò allora al pontefice dicendo:
”Oggi ti porto la vittoria sul Turco. Egli estorce ogni anno ai cristiani più di trecentomila monete d’oro per via dell’allume con cui tingiamo le lane di diversi colori, ma io ho trovato sette monti di questa sostanza da bastare a sette mondi. Se ordinerai che si facciano venire operai, si predispongano fornaci, si cuociano pietre, fornirai allume a tutti gli europei e tutto il guadagno del Turco verrà a cessare”.
Il papa considerò queste parole “ deliramenta”, cioè fantasie senza fondamento, ma Giovanni tanto insistette che furono mandati tecnici a verificare e i risultati furono migliori di ogni aspettativa.
Iniziò subito la produzione e il papa, da buon cristiano, destinò i proventi all’organizzazione di una crociata. Di qui il nome: “allume della santa crociata”.
Giovanni di Castro ebbe una statua equestre e ricchezze; la zona di Tolfa e dintorni ebbe un notevole e disordinato sviluppo urbanistico come risulta da questo ironico sonetto scritto da Annibal Caro che nel 1505 ebbe a visitare quelle zone.

sonetto

Nel luogo in cui si svolgevano tutte le attività connesse alla lavorazione dell’ allume crebbe un paese che prese il nome di Allumiere e divenne comune nel 1826.
L’industria dell’allume continuò a funzionare fino alla fine dl 1700, quando entro in crisi perché venne prodotto allume artificiale e, comunque, all’allume naturale si incominciarono a sostituire nuovi prodotti la cui realizzazione risultava essere più economica.
Prima di quella data, in Europa ci fu una vera lotta per averne il monopolio. Alla fine del ‘500, in Inghilterra, Enrico VIII creò momenti di grande tensione con gli stati cattolici quando incrementò la produzione di allume da scisto nello Yorkshire mettendo a rischio il monopolio dello Stato Pontificio.
Una storia interessante è quella della svedese Christina Piper. Aveva 27 anni quando nel 1700 il marito partì, con il re di Svezia Carlo XII, per una lunga guerra e non fece più ritorno. Christina dopo la partenza del consorte, rimase sola a tirare avanti la baracca con quattro figli piccoli. Ma non si perse d’animo: nove anni dopo la morte del marito, nel 1716 Christina fece un investimento destinato a lasciare un segno: comprò un’attività in crisi ad Andrarum in Scania, nel sud della Svezia e la trasformò in una fiorente industria per la produzione di allume. La fabbrica sopravvisse per almeno 2 secoli e precisamente fino al 1912. In tempi non certo facili per le donne, quella di Christina fu davvero una grande impresa.
E se per Christina l’ allume è stato sinonimo di emancipazione, l’uso che ne fecero le donne in passato ci parla della loro difficile condizione.

• Ars Amatoria, contraccezione e allume di rocca (sesso)
L’allume di rocca ha anche proprietà astringenti e proprio per questo ebbe un suo peso nell’ars amatoria. .

Anche se, come le recenti, appassionanti discussioni in parlamento ci hanno ricordato, l’atto sessuale può essere giustificato solo dal compito imposto da Dio: “ crescete e moltiplicatevi”, di metodi anticoncezionali trasudano i secoli.

Si inizia coll’uso di una sostanza pastosa mescolata a sterco di coccodrillo consigliate alle donne egizie in un papiro del 1850 a.C. Si prosegue con il pessario, impasti di piante ricche di tannino utilizzato dagli indigeni di Sumatra e perfezionato nei secoli fino ad esserne elencate 123 varietà nel 1864 dall’Associazione Medica Internazionale. Naturalmente non si disdegnano anche sistemi puramente meccanici, come le spugne, o decisamente atletici:
“Subito dopo, i due si separino e la donna si alzi bruscamente, starnutisca e si soffi il naso parecchie volte e gridi ad alta voce. Ella dovrebbe saltare con violenza indietro di circa sette o nove passi”
In questo quadro senz’altro vario, ma di dubbia efficacia sia per la bizzarria delle ricette, sia per la scarsa chiarezza circa i metodi di somministrazione, ecco che si inserisce l’allume. Sono le proprietà astringenti di questa sostanza ad attirare l’attenzione: se la farmacologia lo utilizzava per restringere tessuti o “ parti allentate”, se funzionava (?) per ridurre il prolasso dell’utero, perché non provarlo anche per restringere il collo dell’utero? Le ulcere, le piaghe e le infezioni che l’uso di questi metodi provocavano spesso portavano a sterilità: si poteva quindi dedurre che funzionassero!
Le proprietà astringenti dell’allume venivano sfruttate anche per ingestione, ma se si fosse saputo in giro che il pane veniva sofisticato con abbondanti dosi di allume per renderlo più pesante, probabilmente l’assunzione per via orale di questo rimedio avrebbe avuto un crollo. La massiccia ingestione di allume con pane sofisticato infatti, pare non abbia mai avuto alcun effetto sulla natalità.
Le proprietà astringenti dell’allume avevano anche un’altra funzione. La libertà sessuale non è e non è mai stata prerogativa femminile e, anche se oggi sembra essere un po’ offuscata come valore, la verginità ha sempre avuto grande importanza in società in cui il corpo della donna era soggetto alle leggi di mercato e diventava proprietà con il matrimonio. Pomate e lavande, a base di allume, mirra, assenzio, ceneri di corna di cervo e molto altro, erano ritenute di grande efficacia per riportare la parte all’antica purezza ed evitare spiacevoli conclusioni della prima notte di nozze.
La verginità era poi utilizzata per alzare il prezzo delle prestazioni mercenarie e l’uso degli astringenti aumentava il guadagno delle mezzane che “accomodavano le ragazze con allume di rocca, il sale di Saturno, la consolida major” e le rivendevano più e più volte spacciandole per vergini.
A chi pensasse che oggi le cose vadano ben diversamente, ricordo che esiste l’ imenoplastica .

Concludo con questi cristalli  di allume ottenuti in laboratorio da soluzione sovrasatura.

Si può fare di meglio e non escludo di raccontarvi come. Forse, un giorno.

cristalli di allume di rocca

cristalli di allume di rocca ottenuti nel laboratorio dell’ITCG Oriani da soluzione sovrasatura: 20g per 100 mL di acqua lasciata evaporare.

Fonti:

Ottorino Morra – Tolfa-  Cassa di Risparmio di  Civitavecchia 1979

Nicoletta Nicolini – La par condicio ovvero l’allume nell’arte amatoria -La chimica e l’industria n°77- agosto/settembre 1995

Informazioni su spanni

prof. di chimica
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3 risposte a Sangue, Soldi, Sudore, Sesso: quattro S per un cristallo!

  1. MeInMilan ha detto:

    Davvero molto interessante!

    Mi piace

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