Profumi: due domande e un’analogia

PROFUMO ESOTICO
Quando, a occhi chiusi, in una calda sera autunnale
respiro l’odore del tuo seno caloroso,
vedo spiagge felici svolgersi abbacinate
dai lunghi fuochi di un monotono sole;
un’ isola indolente dove la natura largisce
alberi singolari e frutti saporosi,
uomini i cui corpi sono snelli e vigorosi,
donne il cui sguardo per la sua franchezza stupisce.
Verso magici climi guidato dal tuo odore,
vedo un porto affollato di vele e alberature
ancora affiancate dalle onde del mare,
mentre il profumo delle verdi tamerici
che circola nell’aria e mi dilata le narici,
si mescola col canto dei marinai nel cuore
Charles Baudelaire.  da  I fiori del male  (trad. Luciana Frezza)

Guidati  da suggestioni poetiche, immergiamoci ora nel misterioso mondo dei profumi  cercando di penetrarne i segreti, formulando domande  e costruendo analogie.

È  possibile classificare gli odori  come si è fatto per i sapori?

Se avete letto le puntate precedenti , il meccanismo della percezione degli odori   è molto complesso e una delle conseguenze di questa maggiore complessità è che  non esiste un unico modo semplice per classificarli, ma esistono classificazioni funzionali agli scopi degli utilizzatori: chimici, enologi, studiosi di sostanze volatili e via dicendo.

Parlando di profumi,  vediamo qual è il sistema di classificazione  più utilizzato da chi li crea.

I profumieri adottano ( non senza qualche voce contraria) una classificazione che si basa sulle famiglie olfattive. Tali famiglie sono caratterizzate sulla base di affinità, origini e/o proprietà olfattive delle materie prime utilizzate per comporre una fragranza. (L’immagine, che accompagna le tabelle  che seguono, è un’ interpretazione della babilonese Tapputi, la prima chimica di cui si abbia traccia, realizzata da R. V. uno  dei miei studenti aspiranti profumieri).

Ci sono poi moltissime sottofamiglie, che descrivono con maggior precisione  la composizione finale

Come si costruisce un profumo?

La piramide è la struttura  scelta dai “ nasi “ per illustrare l’architettura di un profumo

piramide olfattiva

 

Nella testa troviamo gli aromi più volatili, es. gli agrumi: è la prima sensazione appena spruzzato il profumo. Sono le note che svaniscono prima, di solito in 10 -15 minuti

Sfumate le note di testa sopraggiungono quelle di cuore, il corpo centrale della composizione, note di fiori, frutti, bacche, spezie. Sono molecole a media volatilità e la loro durata varia da 15 minuti a qualche ora.

Infine l’accordo di fondo che ha il compito di rendere persistente la fragranza e di accentuare le note di cuore. Qui troviamo soprattutto, legni, resine, note animali,. Le note di base, a bassa volatilità.  permangono sulla pelle  4 o 5 ore.

Ecco che  abbiamo trovato una proprietà fondamentale delle molecole odorose: la volatilità. Le sostanze volatili sono quelle che evaporano più velocemente. Questa proprietà dipende dalla temperatura ( più è alta e più veloce è l’evaporazione) ed è correlata alle forze intermolecolari: più deboli sono tali forze, più veloce è l’evaporazione.

Per concludere,  un’analogia:

profumo/musica

profumiere/ compositore

analogia profumo/musica

il profumiere è come un compositore di musica: note sono gli ingredienti odorosi che compongono il profumo accordi l’insieme di più note organo ( francese orgue) un mobile semicircolare dal quale il profumiere attinge le materie prime.

 

 

 

 

 

 

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prof. di chimica
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