unpodilibri: Turing, l’enigma di un genio

Dopo  aver letto “L’anima delle macchine”,  sono andata a rispolverare  un vecchio libro della mia biblioteca : “La filosofia degli automi” 1965 Boringhieri ,   a cura di V. Somenzi. In questo splendido volume che tratta  delle basi fisiche  del pensiero e del rapporto cervello/ macchina, compare, fra gli altri, i’articolo di Turing “Macchine calcolatrici e intelligenza”.  Una lettura affascinante, che  se da una parte ha fatto crescere in me la rabbia per quello che Turing , un vero genio, ha dovuto subire a causa  di una società bigotta e senz’ anima, dall’ altra ha acuito  il  mio desiderio di saperne di più dei  suoi studi, le sue intuizioni e le sue visioni.

Sono stata fortunata: ho trovato un libro che  ha risposto appieno ai miei desideri.

Giorgio Chinnici - Turing L’enigma di un genio- Hoepli 2016

Giorgio Chinnici – Turing L’enigma di un genio- Hoepli 2016

L’autore illustra il percorso intellettuale di Turing attraverso

“la matematica, la crittografia, l’elettronica, il computer, l’informatica, l’intelligenza artificiale, gli scacchi, la biologia “.

E lo fa in modo approfondito e accattivante, riuscendo a incuriosire il  lettore anche quando affronta tematiche terribilmente  complesse.

Mi è piaciuto molto il modo con cui Chinnici introduce il lettore ai diversi argomenti: sette capitoli attraverso i quali si  sviluppano le diverse fasi del  duello mente Vs macchina, duello  che ha caratterizzato il pensiero di Turing e lo ha portato a lasciare impronte profonde ed originali  in molteplici discipline.

Leggendo questo libro e considerando che la vita di Turing è durata un soffio ( 1912- 1954),  appare evidente come  la definizione di genio sia  per lui decisamente riduttiva.

Proverò a darvi un cenno velocissimo di quello che potrete trovare tra queste pagine. Non ho alcuna intenzione di raccontarvi il libro e quindi sicuramente mi troverete sintetica, troppo sintetica.

 

Si inizia con La mente. Qui si incontra  un Turing  giovanissimo, interessato alla logica e ai fondamenti della matematica. Entrare nei dettagli degli studi  di Turing in questo periodo,  poteva non essere semplice. I problemi affrontati sono infinitamente complessi e il libro rischiava di  diventare pesante e difficile. Le conseguenze potevano essere davvero disastrose: l’abbandono della lettura dopo poche pagine.

Ebbene, l’autore mi ha costretto a tuffarmi nei  problemi riuscendo  a incuriosirmi e, così,  non ho perso  neppure una riga dei riquadri con gli approfondimenti. Continuare poi con gli altri capitoli  è stato un crescendo di interesse e coinvolgimento che mi ha portato a divorare il libro.

Una rapidissima occhiata agli altri argomenti trattati: La meccanizzazione della mente  si occupa del procedimento  e di come, per definirlo in modo rigoroso, Turing faccia riferimento all’attività della mente umana. Si arriva così alla macchina di Turing

una macchina idealizzata capace di eseguire solo le operazioni elementari di cui ogni procedimento si compone”.

Il capitolo successivo intitolato La mente batte la macchina è semplicemente spettacolare. Accompagna il lettore tra i segreti della crittografia e criptoanalisi, ma lo trascina anche nel periodo storico per rivivere,  accanto a Turing, il percorso che ha portato il grande genio, in piena seconda guerra mondiale, alla vittoria su Enigma, la micidiale macchina in grado di scrivere messaggi assolutamente indecifrabili, infliggendo un colpo mortale ai nazisti.

La macchina si evolve  vede Turing impegnato a utilizzare una nuova tecnologia, l’elettronica,  per progettare una nuova  macchina, un vero e proprio computer,  l’antenato di quella macchina  favolosa, che ha stravolto le nostre vite.

Ma quanto può essere intelligente una macchina?

Nei capitoli  La macchina  ha una menteLa macchina batte la mente  si analizza, con Turing,  la fondamentale distinzione tra  hardware e software:

“È nel software che evidentemente risiede l’intelligenza della macchina, quel soffio vitale che anima l’altrimenti inerte materia. Il richiamo a un altro dualismo, quello tra mente e cervello sorge spontaneo.”

Quindi, quanto può essere umana una macchina?  E qui si viaggia tra fantascienza e paure,  tra Frankestein e All 2000, fra Asimov e Clarke. Capitolo Ipnotico.

Entra poi in scena un gioco meraviglioso, gli scacchi,  un gioco  che  sembra avere tutte le carte in regola per misurare l’intelligenza della macchina e confrontarla con quella umana. Ed ecco dunque Turing  alle prese con quello che è stato  il primo algoritmo scacchistico, concepito  come sequenze di regole su un foglio di carta: nasce Turochamp ( champ sta per Champernowne un compagno di college di Turing che scrisse con lui questo algoritmo).

Turing non riuscì a portare a termine il suo progetto di programma per un vero computer perché la macchina su cui avrebbe dovuto girare il programma,  venne utilizzata per altri scopi.

L’idea di continuare questo duello mente Vs macchina utilizzando gli scacchi,  fu sviluppata da altri negli anni successivi fino  ad arrivare all’ anno fatidico in cui la macchina ha battuto un Maestro di scacchi (e che  Maestro):

1997, Deep Blue batte Kasparov!

A conclusione del duello, una  domanda: La mente è una macchina?  Qui troviamo Turing impegnato  a capire se il cervello possa realmente essere imitato dal computer: interessantissime le considerazioni filosofiche su determinismo e libero arbitrio. Ecco  una riflessione di Turing:

“Tutto il processo del pensiero ci appare ancora piuttosto misterioso, ma io credo che il tentativo di realizzare una macchina pensante senz’altro ci aiuterà a scoprire come noi stessi pensiamo.”

Infine il contributo di Turing alla biologia. Nel 1952 pubblicò un articolo “ La base chimica della morfogenesi “.  In questo scritto

“propone un modello matematico in cui la  formazione di strutture biologiche potrebbe essere spiegata mediante un sistema di reazione e diffusione: diversi composti chimici che reagiscono fra di loro e  al tempo steso  si diffondono spazialmente”.

 

In conclusione, sono 135 pagine densissime di notizie, riflessioni, curiosità. Considero un libro “ un bel libro” quando è in grado di far nascere nella mia mente nuovi pensieri; bene,    oltre a  far questo,  “Turing, l’enigma di un genio “ è riuscito anche a risvegliare una mia passione accantonata da anni: ho ripreso a giocare a scacchi.

Da leggere assolutamente.

Giorgio Chinnici – Turing L’enigma di un genio- Hoepli 2016

 

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Informazioni su spanni

prof. di chimica
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