Libri di scienza

libri di scienzaDevo assolutamente consigliarvi tre libri. Perché? Perché mi hanno aperto un mondo, hanno triplicato i miei tempi di permanenza  sulla mia terrazza e messo a dura prova la mia possibilità di alimentarmi a cuor leggero.

Prima dell’incontro con il punto di vista dei due  autori in questione, il mondo dei vegetali per me  apparteneva alla categoria dei viventi un po’ come la chimica appartiene alla categoria  delle cose utili per i mie studenti. No, esagero: più vive le piante per me che utile la chimica per loro. Poi Renato Bruni e Stefano Mancuso mi hanno costretto a modificare radicalmente il mio modo di considerare le piante: da cose più o meno verdi alle quali attribuire aggettivi diversi ( profumata, delicata spinosa infestante gustosa decorativa) a essere vivente conficcato nel terreno. E quel “conficcato nel terreno”, che è un pugno allo stomaco e ricorda trucidi film western, è la chiave di tutto: vivere (vegetare non lo userò mai più)senza muoversi significa dover adottare una serie di strategie assolutamente inimmaginabili per chi, come noi, ha la fuga come soluzione alla maggior parte dei problemi. Loro, le piante, hanno inventato incredibili meccanismi per allontanare i semi e garantirsi così  la  sopravvivenza, trappole profumate, colorate, gustose per garantire la riproduzione, laboratori chimici sofisticatissimi per comunicare, difendersi e combattere. Ovviamente a noi certe soluzioni non sarebbero mai venute in mente ed è proprio dalla ricerca sulle piante che nascono proposte davvero  innovative in tutti i campi. Innovazione a parte, è straordinario scoprire che le piante hanno studiato attentamente la psicologia degli animali e  riescono a sfruttarne le abitudini e le debolezze; naturalmente tra gli animali ci siamo anche noi.

Renato Bruni Erba volant

Renato Bruni-Erba volant-

Una serie di “interviste” a diverse specie di piante, condotte da  Renato Bruni e raccolte nel volume “Erba Volant”, mette a nudo un insieme di comportamenti che, guardati con occhio antropocentrico, potremmo definire astuto, feroce, truffaldino, opportunista e via dicendo. Falso come una Pollia condensata, ladro come Nuytsia floribunda, crudele come una Nepenthes rafflesiana vi assicuro sono insulti di tutto rispetto, forse un po’ difficili da pronunciare nei momenti di forte rabbia, ma davvero sanguinosi. Da queste interviste nascono, mirabilmente tracciati dall’autore, incredibili ritratti di piante e una serie di soluzioni per i loro problemi  di sopravvivenza, che sono diventate spunto per invenzioni fantastiche in tutti i campi. L’unica cosa che un po’ mi è mancata in questo libro, per il resto perfetto, è qualche ritratto pittorico ( disegnino), almeno delle specie meno conosciute.

 Renato Bruni - Le piante son brutte bestie

Renato Bruni – Le piante son brutte bestie

L’altro libro di Renato Bruni , colpevole delle mie prolungate soste sulla mia terrazza, è “Le piante son brutte bestie.” Il ricercatore si aggira fra le comuni piante di orti e giardini, (ma di comune qui non c’è proprio niente) e incomincia subito con il far notare “ che le piante vivono a un’ altra velocità” e come sia indispensabile ricorrere alla tecnologia  per coglierne i movimenti, sì proprio i movimenti, quelli che permettono ai fiori di schiudersi, all’ erba di crescere e all’edera di attentare all’incolumità dell’intonaco del muro del mio terrazzo. E a proposito di edera vi assicuro che “avvinta come l’edera “ indica un qualcosa di molto distruttivo a causa di collanti decisamente efficaci che questa specie sa produrre: nelle mie proprietà, ora, è una sorvegliata speciale. Si parla inoltre di irrigazione efficace, di concimi, di sesso, di piante così rare da essere considerate extraterresti,  di semi e di api. Sia chiaro, non è un libro di giardinaggio; è invece un modo di portare il lettore a osservare  il mondo delle piante con l’ occhio  del ricercatore per entrare in empatia con gli sconosciuti abitanti di quel Regno.  Dispiace solo sapere che ci sarà un’ ultima pagina. Dimenticavo, qui c’è anche,  graditissimo, qualche disegno esplicativo.

Plant Revolution

Stefano Mancuso- Plant Revolution

Ed infine “Plant Revolution” di Stefano Mancuso. Ancora innovazione, curiosità e straordinari flash su alcune incredibili esperienze come la partecipazione al volo parabolico dell’ESA per studiare i segnali emessi a livello cellulare dalle piantine di mais in assenza di gravità o la realizzazione di una serra galleggiante in grado di trasformare l’acqua salata in acqua dolce! La cosa che però più mi ha colpito è la riflessione sulle differenze fra noi e le piante. Noi ci muoviamo e loro no, noi possiamo evitare i problemi, loro devono risolverli: da qui le differenze. Non hanno una faccia, né arti, non hanno organi singoli; distribuiscono sull’intero corpo le funzioni che gli animali concentrano in organi precisi. Respirano, vedono, sentono, calcolano con tutto il corpo. “ Hanno un’ architettura modulare, cooperativa, distribuita e senza centri di comando, in grado di sopportare alla perfezione predazioni catastrofiche ripetute”. Nel capitolo “Democrazie verdi”ho trovato una serie di riflessioni sulla democrazia e su come si sia trasformata fino a diventare irriconoscibile per un antico Ateniese in visita nel nostro mondo, davvero illuminanti . L’autore inoltre, sempre pensando al modo di vivere delle piante e alla possibilità per il genere umano di “imitarlo”  mettendo in rete tutti i cervelli, si dice molto ottimistico sui i tre miliardi di persone che, in un futuro ormai alle porte, abiteranno il nostro pianeta: tre miliardi di cervelli in più, tre miliardi di idee in più. Già,  ma la nostra società, finora, si è permessa di snobbare la maggior parte dei cervelli a sua disposizione scegliendone per le sue decisioni pochi e non certo i migliori, vista la quantità di problemi irrisolti! Si tratta perciò di cambiare radicalmente il nostro modo di affrontare la vita. Certo sarebbe conveniente. A ben pensarci, non è vero che noi animali possiamo sempre scappare. Siamo  evidentemente più liberi della piante, ma la nostra possibilità di movimento non è infinita!  Noi siamo esseri viventi conficcati nella Terra e probabilmente è tempo che ce ne rendiamo conto e impariamo a elaborare strategie magari copiando il sistema delle piante, cooperativo e senza centri di comando.

Bene se vi può essere chiaro il fatto che questi libri mi abbiano aperto un mondo nuovo e aumentato i tempi di permanenza sulla terrazza, potreste chiedervi che cosa  c’entra il fatto che mi abbiano impedito di “ alimentarmi a cuor leggero”? Ditemi,  una che si professa vegetariana perché non vuole mangiare esseri viventi, dopo queste letture, con che coraggio addenterà  una carota?

Del resto un menù di sostanze amorfe (i cristalli possono dar da pensare) prelevate dal regno minerale, è piuttosto indigesto e quindi continuando con la mia dieta abituale, vi lascio con le parole di Kahil Gibran:

..

E quando masticherete una mela tra i denti, ditele in cuore:

<< I tuoi semi vivranno nel mio corpo,

e i tuoi germogli sbocceranno nel mio cuore,

e il tuo profumo sarà il mio respiro,

e insieme godremo in tutte le stagioni>>

Renato Bruni – Erba Volant – Edizioni Codice

Renato Bruni – Le piante son brutte bestie – Edizioni Codice

Stefano Mancuso- Plant Revolution- Giunti

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Informazioni su spanni

prof. di chimica
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3 risposte a Libri di scienza

  1. magicamente73 ha detto:

    Da quale consigli di partire?

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    • spanni ha detto:

      Ho incominciato da Erba volant e ne sono rimasta così affascinata, da dover comprare anche il secondo libro di quell’autore . Il terzo è il vincitore del premio Galileo di quest’anno, l’ho comprato per quello. e ho fatto benissimo. Se dovessi consigliare un giovane, direi senz’altro il libro di Mancuso, a tutti gli altri consiglio la sequenza Bruni Mancuso. In ogni caso “erba volant” è imperdibile.

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